

di Massimiliano Catapano
Fabio Prosperi si prende il pareggio con la Salernitana come un segnale pesante, soprattutto per la qualità dell’avversario e per come la sua squadra ha interpretato la partita. L’allenatore della Cavese, nel dopogara, ha messo insieme soddisfazione e rammarico: soddisfazione per aver strappato un punto "che vale tanto", rammarico perchè, a suo dire, la mole di gioco prodotta meritava qualcosa in più. "Nella prima parte della gara abbiamo giocato solo noi. Dopo il loro goal abbiamo avuto un momento di sbandamento, ma siamo stati bravi a ricompattarci e a concedere pochissimo alla Salernitana. Il rammarico resta, perchè abbiamo passato tanto tempo nella loro metà campo e siamo riusciti a pareggiare solo nel finale. Se qualcuno guardasse la partita senza conoscere il valore delle due squadre, probabilmente parlerebbe di un nostro dominio. A parte il goal e la punizione di Achik, non ricordo vere occasioni pericolose da parte loro".
Il tecnico biancoblu (foto Lorenzo Giordano) insiste sul peso specifico del risultato, letto anche alla luce dei numeri e della differenza di budget tra le due realtà. E, soprattutto, rivendica l’inerzia della ripresa, descritta come una lunga fase di pressione continua: "Questo pareggio vale tanto. Abbiamo regalato una gioia alla società e ai tifosi. Faccio i complimenti alla Salernitana, perchè è una squadra di grande qualità, ma nella ripresa si è giocato praticamente a una sola porta. Nella prima mezz’ora li abbiamo attaccati con continuità e, al netto di pochi minuti, siamo stati sempre presenti nella loro metà campo, creando diverse opportunità. Non bisogna dimenticare che la Salernitana ha un valore economico nettamente superiore al nostro. È un pari che ci dà soddisfazione, anche se non cambia il nostro percorso".
Nel suo intervento, Prosperi entra poi nel merito degli episodi arbitrali, concentrandosi in particolare su un contatto in area che, secondo la sua lettura, avrebbe dovuto portare al dischetto. E rimarca anche il diverso metro di valutazione su un secondo episodio: "Per me il tocco di mano di De Boer era un rigore netto, è difficile capire come non sia stato assegnato. Sul presunto fallo di Molina, invece, l’arbitro ha valutato in modo diverso. Io non sono uno che protesta spesso, ma su quell’episodio resta il mio convincimento". La Cavese esce dal confronto con la sensazione di aver costruito tanto e di essersi guadagnata il punto con personalità e continuità di gioco: un pari che non riscrive gli obiettivi, ma che - nelle parole di Prosperi - certifica identità, coraggio e la capacità di tenere testa a una squadra di categoria superiore per valore e ambizioni.
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