

di Massimiliano Catapano
Un guizzo allo scadere del neo acquisto Minaj, tra le proteste ospiti, firma il pari (1-1) nel derby e regala un punto di platino alla Cavese. Di seguito le pagelle degli aquilotti (foto Cavese 1919):
BOFFELLI 5,5: L’episodio che indirizza il primo tempo pesa tutto sul suo giudizio. Sul vantaggio di Lescano resta piantato sulla linea, quasi in attesa di una spazzata che non arriva, e finisce per "accompagnare" con lo sguardo una palla che attraversa l’area piccola fino al tap-in dell’argentino. Un’incertezza che costa cara, perché fino a lì aveva tenuto in piedi la Cavese: reattivo su Molina in avvio e attento anche sulla punizione di Achik poco prima dell’intervallo. Nella ripresa vive una frazione da spettatore, con pochissime parate vere da mettere a referto.
LUCIANI 6,5: Prestazione solida, con spirito e sostanza. Si prende responsabilità anche sui piazzati, calciando diversi corner e provando a mettere palloni tagliati in mezzo. Quando c’è da farsi sentire nel corpo a corpo, non si tira indietro e regge l’urto, tenendo la posizione nonostante le accelerate di Achik. Sempre dentro la partita.
CIONEK 6: Il solito lavoro da centrale "di mestiere": letture, contatti, marcatura stretta. Su Lescano prova a limitarne i movimenti e per larghi tratti ci riesce, ma nell’azione del goal qualcosa si inceppa: lascia la presa sul corner e l’argentino trova subito lo spiraglio per colpire. Resta comunque ordinato e utile, senza sbavature clamorose nella gestione della ripresa (dall’85’ MAIOLO sv)
LORETO 5,5: Alterna buone chiusure a piccole esitazioni che, in gare così tese, rischiano di diventare pericolose. Il vento complica qualche lettura e lui non sempre trova la misura giusta, soprattutto nei rinvii e nei lanci. Sul gol di Lescano perde per un attimo il riferimento, probabilmente aspettandosi anche lui un’uscita più decisa del portiere vista la distanza ravvicinata. Nel secondo tempo sbaglia qualche giocata in impostazione, ma se la cava senza andare davvero in apnea.
UBANI 6: Primo tempo quasi "di presenza", perchè dalla sua parte si sviluppa poco e quando ha campo non riesce a dare quel morso che serve per far male. Cambia volto nella ripresa: punta Villa con più convinzione, alza la postura, si prende qualche metro e dimostra di poter reggere la fascia con maggiore personalità. In crescita, anche se non sempre preciso nell’ultimo passaggio.
VISCONTI 7: Partita da uomo-chiave. Fa ordine, fa filtro, fa densità: è quello che tiene insieme il centrocampo quando la gara si spezzetta e diventa nervosa. Non ha l’esplosività di altri, ma ha tempi e lucidità. E soprattutto ha l’istinto del momento decisivo: al 90’ pennella il cross che Minaj trasforma nella testata del pareggio, un lampo che fa saltare lo stadio e premia una squadra rimasta viva fino all’ultimo secondo.
MUNARI 5,5: La corsa non manca, l’energia pure, ma la prestazione resta incompiuta. In troppe situazioni sbaglia scelta o tempo di giocata, disperdendo possesso e occasioni di ripartire con ordine. Il numero 23 sembra non trovare mai la rotazione giusta per cambiare ritmo alla manovra: tanta gamba, poca qualità nella gestione. (dal 79’ DIARRASSOUBA sv)
MACCHI 6,5: Nel primo tempo è un’arma continua: cross su cross, presenza costante, capacità di mettere apprensione alla difesa granata con palloni tesi e ripetuti. È lui quello più "acceso" sulla corsia, più dentro l’idea di spingere e creare. Anche nella ripresa, finché ha carburante, resta un riferimento: spinge, difende, insiste, senza abbassare la testa. (dal 79’ YABRE sv)
ORLANDO 5,5: Ha l’occasione che può cambiare la storia del match: porta spalancata e possibilità di calciare pulito, ma finisce per colpirsi addosso, vanificando tutto. Per il resto lavora come sempre con generosità, rincorre e si sacrifica anche senza palla, ma davanti manca freddezza e precisione. In una gara del genere, l’errore sotto porta pesa più di mille buone corse.
FELLA 5,5: Mette impegno, corre, prova a dare una mano, ma non basta. In alcuni momenti sembra fuori dal flusso della partita, come se non riuscisse a trovare il posto giusto per incidere. Resta ancora senza acuti veri, con un’unica giocata che lascia traccia: la sponda che manda Ubaldi alla conclusione nel primo tempo. Troppo poco per essere determinante. (dal 63’ MINAJ 7: entra e per larghi tratti sembra invisibile, tanto che viene spontaneo chiedersi se abbia già toccato palla. Poi, al 90’, si materializza dove conta: attacca l’area sul cross di Visconti, anticipa il tempo e con la testa trova il pareggio che fa tremare il Lamberti. Una giocata pesantissima, da uomo che decide).
UBALDI 6: Vive di un episodio, ma in certe partite non è un dettaglio. Si fa trovare pronto sulla sponda di Fella e va alla conclusione: Donnarumma gli chiude la porta e quello resta, di fatto, il suo momento più vivo. Capomaggio lo marca con attenzione e gli toglie molte linee di gioco, costringendolo spesso a battaglie sporche. Fa il suo, senza eccellere. (dal 63’ GUDJOHNSEN 5,5: si vede che non è al meglio, fatica a tenere intensità e nei duelli viene spesso contenuto. Prova a dare presenza, ma incide poco).
ALL.: PROSPERI 6: Cavese compatta, ordinata, con una struttura chiara: uomo su uomo, linee vicine e tentativo di ribaltare il fronte quando possibile. Nel primo tempo paga ancora una volta l’errore individuale che apre la strada al gol avversario, ma nella ripresa la squadra non si scompone, resta attaccata alla partita e ha il merito di crederci fino all’ultimo respiro. Il premio arriva in Zona Cesarini, con un gol che vale un punto prezioso per classifica e morale, e che riaccende anche l’entusiasmo del pubblico del "Lamberti".
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