

di Massimiliano Catapano
Prosperi carica la Cavese: “Derby con equilibrio, ma l’attenzione è massima”. E al Lamberti arriva la Salernitana
Seconda gara di fila in casa per gli aquilotti: dopo l’1-0 sul Monopoli firmato Fusco, oggi assente per squalifica, i metelliani cercano continuità per scappare dalla zona rossa
La parola chiave è una sola: equilibrio. Fabio Prosperi presenta il derby con la Salernitana senza alzare i toni, ma lasciando trasparire tutta la temperatura emotiva di una partita che, come dice lui stesso, “si prepara quasi da sola”. La Cavese arriva all’appuntamento nel modo più naturale possibile: con il lavoro e con la concretezza. E con uno stadio pieno che può diventare spinta, non peso.
Per gli aquilotti è il secondo match consecutivo al “Lamberti”, dopo la vittoria nel turno infrasettimanale contro il Monopoli: 1-0 deciso dalla rete di Gerardo Fusco, salernitano “puro sangue”, che però oggi non sarà della partita per squalifica. Un successo che ha dato ossigeno e convinzione, ma che non risolve nulla: la classifica chiede continuità, e la Cavese sa di non potersi permettere passi falsi se l’obiettivo è allontanarsi dalla zona rossa e avvicinare quella salvezza che resta la meta dichiarata.
Di fronte, però, c’è una Salernitana che Prosperi non gira attorno a definire una corazzata: differenze nette, valori economici importanti, qualità fisica superiore. Eppure il tecnico metelliano non fa la vittima designata. Perché un derby, nel calcio, può sempre aprire scenari imprevisti: “Non sappiamo che partita verrà fuori – spiega – anche perché dipenderà molto dall’atteggiamento dell’avversario. Potrebbero esserci più partite dentro la partita. Se saremo bravi ad adattarci in fretta alle situazioni, potremo giocarci le nostre possibilità”.
Il punto, per Prosperi, è proprio lì: nella capacità di leggere i momenti, di restare dentro la gara senza perdere ordine. Anche perché, quando le distanze sono marcate, c’è un rischio che vale più di qualsiasi tattica: “Puoi fare una prestazione di livello e venire punito da un episodio. Per questo dobbiamo affrontarla con l’atteggiamento giusto”. E l’obiettivo, senza frasi di rito, è dichiarato: “Vogliamo regalare una gioia alla nostra gente e prendere punti fondamentali per il campionato”.
La preparazione non è stata semplice. Il calendario ha tolto tempo e il meteo non ha dato una mano: “Martedì sera eravamo ancora in campo, mercoledì è stato solo scarico. In pratica abbiamo avuto due giorni effettivi di lavoro e il tempo non ci ha aiutato”. Ma sul piano emotivo, aggiunge, l’attenzione non si compra e non si costruisce: arriva da sola.
Prosperi insiste sul concetto di squadra “vera”, più che “di nervi”. Il carico emotivo c’è, per tutti, anche per la Salernitana, ma il modo per fare risultato non passa dalla sola rabbia: “Serve una partita attenta, ordinata, di grande concentrazione. Noi non siamo una squadra che può vivere solo di carattere: contano l’organizzazione, l’equilibrio, quello che prepariamo in settimana”. E lo dice senza alibi: “Non esistono grandi stratagemmi. L’unica strada è portare in campo quello che abbiamo costruito”.
Anche sul tema fisico, il tecnico non si nasconde: “Loro hanno qualcosa in più, ma noi dobbiamo dare il massimo. Se il campo sarà pesante, lo sarà per entrambe”. Tradotto: stessa fatica, stesso terreno, stessa battaglia. E lo stadio pieno, per Prosperi, deve diventare una leva: “Deve essere una spinta positiva”. Perché, ricorda, la Cavese ha cambiato pelle: “A inizio stagione eravamo considerati la cenerentola, se oggi ci stiamo giocando le nostre chance è merito dei ragazzi e del lavoro fatto”.
Sul fronte disponibilità arrivano indicazioni chiare. Awua sarà comunque vicino al gruppo: “Andrà in panchina perché ci tiene a stare con la squadra, ma a meno di un miracolo non sarà della partita. Valuteremo per Trapani”. Fuori, invece, Di Paola e Peretti, entrambi indisponibili.
Il resto lo dirà il campo. La Cavese cerca la continuità per mettere distanza dalla zona calda, la Salernitana punta a imporre peso e qualità. Ma un derby, si sa, non accetta pronostici comodi: può ribaltare gerarchie, cambiare inerzie e trasformare un episodio in una storia. Prosperi lo sa e la prepara così: equilibrio, ordine, concentrazione. E la consapevolezza che, nel calcio, nulla è impossibile.
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