

di Massimiliano Catapano
Sarno si è fermata davanti a una tragedia che ha scosso nel profondo l’intera comunità. L’omicidio di Gaetano Russo, salumiere accoltellato nel suo negozio mentre cercava di proteggere la figlia, ha lasciato un vuoto che va oltre il dolore di una famiglia. È una ferita collettiva, una di quelle che trasformano una città in un luogo sospeso tra incredulità e rabbia. A dare voce a questo dolore è stata la moglie, Filomena Belmonte, con parole che sono diventate il simbolo di una richiesta di giustizia che non può restare inascoltata: "Non si può morire per uno sfizio… aiuto, politici". Un appello diretto, umano, disperato. Non solo il grido di una moglie che ha perso il marito, ma la domanda che attraversa tutta Sarno: come è possibile che un uomo venga ucciso nel suo luogo di lavoro, davanti alla propria famiglia, per motivi così futili. La famiglia chiede giustizia piena, senza attenuanti, senza sconti. E con loro la chiede una comunità intera, che si è stretta attorno al ricordo di Russo e al dolore dei suoi cari. Il negozio, luogo di quotidianità e di relazioni, è diventato il simbolo di una violenza che ha spezzato non solo una vita, ma anche la percezione di sicurezza di un intero territorio.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha parlato di rigore assoluto e ha chiesto che per l’assassino non ci sia alcuno sconto. Parole nette, che si inseriscono in un clima di forte richiesta di giustizia e di fermezza. La risposta dello Stato, secondo il parlamentare, deve essere chiara e all’altezza della gravità di quanto accaduto. Da cronista, la sensazione che attraversa queste ore è che la città non chieda soltanto una condanna, ma un segnale forte. Una linea dura, senza attenuanti morali. Fine pena mai è la richiesta che si leva con forza dal sentimento diffuso tra i cittadini, un’esigenza di giustizia che nasce dal dolore e dalla volontà di non vedere una vita spezzata scivolare via tra le pieghe della cronaca. Sarno oggi è una città ferita ma compatta. Attende che la giustizia faccia il suo corso fino in fondo, con chiarezza e determinazione. Attende che il grido lanciato dalla famiglia di Gaetano Russo non resti sospeso nel vuoto. Perché quando un padre muore nel tentativo di difendere la propria figlia, la giustizia non è solo un atto giudiziario: è una risposta morale che riguarda tutti.
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