

di Massimiliano Catapano
La Salernitana inciampa ancora e lo fa nel modo peggiore: sconfitta in campionato contro l’Audace Cerignola, la sua ex squadra, e una prestazione che ha riacceso contestazione e dubbi. Nel dopogara Giuseppe Raffaele non si nasconde, anzi mette tutto sul tavolo: gestione delle energie, approccio sbagliato, episodi, classifica che si allontana e, soprattutto, la consapevolezza di essere finito nel mirino. In conferenza stampa l’allenatore spiega subito il contesto delle scelte: "Abbiamo tre partite in una settimana ed ho deciso di far rifiatare alcuni. Tascone è stata una scelta obbligatoria avendo tante sfide davanti. Dobbiamo giocare anche di martedì ed ho deciso di cambiare alcuni". Una rotazione figlia del calendario, ma che non cambia il verdetto: "Non abbiamo ottenuto quello che volevamo". Raffaele, però, va oltre il risultato e fotografa lo stato d’animo che si respira quando arrivano risposte insufficienti: "È normale sentirsi in discussione. Tutti gli allenatori di grandi piazze si sentono in discussione dopo alcuni risultati".
Il tecnico individua un limite preciso nella gestione delle situazioni favorevoli: "Non abbiamo utilizzato le ripartenze a nostro favore". E rivendica una scelta di atteggiamento, anche se “sporca”, pur di vedere una squadra viva: "Quando cerchi di recuperare la partita, preferisco l’agonismo esasperato rispetto ad una squadra che trasmette poco". Nel suo racconto, la ripresa è l’unico appiglio: "Nel secondo tempo abbiamo creato tante situazioni per fare meglio. Io ho sempre voglia di fare il massimo e spero di cambiare registro da martedì". Ai microfoni di Lira TV la lettura resta severa, con un passaggio chiave che pesa come un macigno: "Rispetto alle altre partite abbiamo approcciato male la gara". Poi la cronaca emotiva di un secondo tempo all’assalto, senza premio: "Nel secondo tempo abbiamo provato a recuperare, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo preso due pali e ci siamo anche esposti a qualche contropiede, lasciando tre punte centrali lì in avanti". La sintesi è amara e netta: "Dispiace, bisogna analizzare bene la situazione".
Sull’identità di gruppo, tema che torna puntuale quando i risultati non arrivano, Raffaele respinge l’idea di una squadra "senza faccia": "Non è questione d’identità, nel secondo tempo abbiamo attaccato, ma non siamo riusciti a segnare". E aggiunge un concetto che suona come richiesta di equilibrio nei giudizi: "Due settimane fa abbiamo fatto una grande partita, non credo che a seconda del risultato si possa dire che cambi l’atteggiamento dei ragazzi in settimana". C’è spazio anche per l’episodio che ha alimentato rabbia e recriminazioni, il goal annullato a Gyabuaa per un fallo attribuito a Ferrari: "Mi è stato detto che il fallo non c’era, poi l’arbitro ha deciso di darlo e va bene così. Si accetta la decisione e si va avanti". Nessun alibi ufficiale, ma il segnale che, in partite così, gli episodi finiscono per pesare come macigni. Poi la classifica, che inchioda la Salernitana a una rincorsa sempre più complicata: "Anche oggi abbiamo creato, quando non fai gol le partite le pareggi o le perdi. Se avessimo segnato avremmo avuto l’inerzia dalla nostra". Quindi la fotografia del distacco: "Ad gggi la vetta è a 11 punti, il Benevento sta vincendo sempre e noi abbiamo zoppicato nelle ultime due partite”. E la frase che certifica la gravità del momento: “Dobbiamo alzare la testa e ritrovare la strada giusta. Queste due partite non sono state all’altezza".
Il capitolo più delicato riguarda la piazza, esasperata da due anni di amarezze e ora pronta a chiedere decisioni drastiche. Raffaele non dribbla le critiche dei tifosi: "Questa piazza viene da due anni di delusioni, ma anche noi siamo delusi e amareggiati". E lancia un obiettivo immediato, senza giri di parole: "Bisogna cambiare mentalità e fare 3 punti alla prossima". Sul suo impegno personale: "Io sto dando il massimo dal primo giorno… continuerò a dare il meglio, fin quando avrò motivazioni per farlo". C’è anche un passaggio legato alla condizione atletica di un gruppo rinnovato: "Dal punto di vista fisico molti sono nuovi, ci vuole un attimo di pazienza per averli tutti al 100%". Ma Raffaele chiarisce subito di non voler trasformare la spiegazione in scudo: "Questo non vuole essere un alibi, nei momenti difficili bisogna avere la forza per andare oltre le difficoltà". Il punto, adesso, è che la Salernitana non può più permettersi mezze misure. La panchina scricchiola, l’ambiente rumoreggia e la squadra sembra vivere di fiammate troppo brevi per reggere il peso della maglia. Raffaele chiede tempo e una reazione immediata, ma la sensazione è che il margine si sia ridotto al minimo: senza una svolta netta e subito, la società potrebbe essere costretta a valutare l’ipotesi più drastica e, al momento, anche la più "logica" nel calcio quando i risultati non arrivano: il cambio della guida tecnica. Martedì, come ha detto lui stesso, è già un bivio.
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