

di Massimiliano Catapano
Granata senza anima e senza ordine al "Monterisi" dove il Cerignola (foto Contropiede) vince 1-0: errori a catena, un legno dopo l’altro non basta a mascherare un disastro collettivo. Di seguito le pagelle della Salernitana:
Donnarumma 5 - Tiene in vita i suoi con un intervento di puro istinto su una conclusione ravvicinata e con un colpo di reni che toglie dalla porta un colpo di testa che sembrava destinato a fare male. Il problema è che i suoi momenti migliori si incastrano con l’errore più pesante: sull’azione che porta al vantaggio locale sbaglia completamente lettura e tempo dell’uscita, abbandona i pali e finisce per spalancare la strada alla giocata decisiva del Cerignola. Nella ripresa si riscatta parzialmente con un’altra uscita coraggiosa, ma la macchia resta enorme.
Berra 4 - Va spesso in affanno sul lato dove il Cerignola spinge con continuità. Soffre i duelli aerei e quelli in corsa, e quando l’avversario accelera sembra sempre mezzo secondo in ritardo. La corsia destra granata diventa un invito permanente per i gialloblu: troppi metri concessi, troppe letture sbagliate.
Golemic 4 - Il suo rientro non lascia tracce positive. Un errore grave in palleggio - leggerezza imperdonabile - accende la ripartenza che porta al gol. Da lì in poi vive una partita di sofferenza continua, con l’attaccante avversario che lo porta fuori giri e lo costringe a difendere più d’istinto che di posizione. È un’ora di campo piena di difficoltà e poche risposte. (dal 15’ st Carriero 4 . Entra per dare ordine e presenza, ma il contributo è praticamente nullo. Un paio di gestioni confuse e un controllo che si perde da solo raccontano una serata storta anche per chi subentra).
Arena 5 - Nel terzetto difensivo è quello che limita i danni più spesso, ma non basta per arrivare alla sufficienza piena: gli attacchi alle spalle lo mettono in crisi e sulle combinazioni avversarie è costretto a rincorrere e improvvisare. Tiene botta più degli altri, però anche lui finisce inghiottito dalle difficoltà collettive. (dal 46’ st Molina s.v.)
Quirini 4 - Una buona diagonale iniziale illude, poi arriva la realtà: viene puntato, saltato e costretto a rincorse disordinate. Sulla sua fascia il Cerignola trova spazio e fiducia, e lui va in confusione, perdendo progressivamente sicurezze e riferimenti. Serata da dimenticare. (dal 1’ st Ferrari 5 - Mossa d’emergenza che non cambia la sostanza. Prova a cercare il dialogo con Lescano, ma l’intesa non decolla: movimenti diversi, tempi diversi, e il reparto resta scollegato).
Tascone 4 - Altro ex di turno schierato titolare anche per motivi emotivi e di contesto, ma la partita lo sovrasta. Perde contrasti, non riesce a dare pulizia né ritmo e finisce per essere un corpo estraneo tra le linee. Indecifrabile, e soprattutto poco incisivo in una zona del campo dove serviva personalità. (dal 1’ st De Boer 5 - Parte con un errore evidente in disimpegno, di quelli che fanno tremare. Prova poi a metterci qualità, ma resta leggero, a tratti lezioso: non dà quella scossa di intensità che serviva).
Capomaggio 5 - Non è serata davanti al suo vecchio pubblico. Si innervosisce, perde duelli e finisce per disperdere energie in proteste e frizioni più che nel gioco. Prova a tamponare anche più basso, ma senza lucidità e senza incidere in costruzione. Sufficienza lontana.
Gyabuaa 5,5 - È uno dei pochi a macinare metri con continuità: corre tanto, spesso però senza una direzione precisa. Sbaglia appoggi, spreca qualche uscita pulita e paga una serata di scelte poco efficaci. Troverebbe anche un pareggio che darebbe senso alla ripresa, ma la rete viene annullata per un fallo precedente: episodio che pesa, ma non cancella i limiti della sua prova.
Villa 6 - L’unico che ci mette davvero "la faccia" per novanta minuti. Spinge, rincorre, copre e prova a trascinare una squadra che sembra spegnersi troppo presto. È prezioso anche dietro, con interventi puntuali e letture che evitano guai peggiori. Non trova l’assist decisivo, ma è l’unico granata che dà la sensazione di crederci sempre.
Ferraris 4 - Partita quasi invisibile. Pochi palloni, e quei pochi gestiti senza cattiveria né qualità. Sembra sempre fuori ritmo, non incide né in rifinitura né in pressione. Abulico, inconcludente. (dal 1’ st Achik 5,5 - Porta un filo di vivacità, qualche accelerazione che almeno prova a cambiare l’inerzia. Ma resta un’energia che non si traduce in occasioni pulite o scelte decisive).
Lescano 5,5 - È il riferimento offensivo e infatti è il primo a provare a sporcare i guanti al portiere avversario, ma viene spesso anticipato e isolato. Sparisce a lungo perché la squadra non lo serve con continuità, poi riappare dopo l’ora di gioco con due legni che raccontano la sua serata: prima una conclusione che si stampa sulla traversa, poi un palo, ma con l’azione viziata da fuorigioco. Generoso e sfortunato, ma non basta per trascinare.
All.: Raffaele 4 - La fotografia è impietosa: squadra senza nerbo, senza gioco e senza carattere, soprattutto senza una rotta riconoscibile. Le scelte - dall’inizio e a gara in corso - non portano benefici concreti, non cambiano l’inerzia e non migliorano il rendimento dei singoli. La Salernitana appare più fragile col passare delle settimane, e questo è il dato più allarmante: se una rosa non cresce, se i problemi si ripetono identici, la responsabilità ricade inevitabilmente su chi guida. In una stagione che doveva avere ambizioni alte, così non ci si va lontano.
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