

Una vita in giro per l'Italia ora il rientro nella sua Campania. Ripartirà dalla Lu.Vo. Barattoli Arzano la stagione pallavolistica di Sabina Visciano. L'atleta casertana, dopo aver lasciato Santena, giocherà nel girone D di B1 con la compagine napoletana. "La prima parte della stagione l'ho trascorsa in una squadra differente da quella in cui gioco adesso. Sono convinta che tutte le esperienze servano per poter imparare quante più cose nuove possibili ed essere, di conseguenza, più pronti e preparati agli anni che seguiranno. Proprio per questo motivo, nonostante non abbia avuto la possibilità di concludere un percorso ormai iniziato, posso affermare con certezza che la prima parte di questa stagione mi abbia insegnato l'importanza del gioco di squadra, del lavoro in palestra e della voglia di non arrendersi anche davanti ad un campionato che ha portato non poche difficoltà. Con queste consapevolezze, sto cercando di affrontare con più decisione e sicurezza la seconda parte di questa stagione, avvalendomi di tutti gli insegnamenti, tecnici e non, che ho ricevuto durante tutti questi anni. Quest'anno, inoltre, è un anno speciale per me, perchè dopo quasi 5 anni fuori regione, ho avuto la possibilità di tornare nella mia sfera familiare e di giocare ad Arzano, un ambiente che mi è sembrato fin da subito accogliente grazie a tutto lo staff e soprattutto alla disponibilità delle mie nuove compagne d'avventura. Sono sicura che con il giusto impegno riusciremo a farci valere e a toccare posizioni sempre più alte in classifica".
Una valigia in mano sin da piccola insieme al classico borsone da allenamento senza mai perdere di vista i libri: "Conciliare sport e studio è stata una delle prime "sfide" che ho affrontato sin dai primi anni delle scuole medie. Gli allenamenti e le partite sono da sempre stati una costante da prendere in considerazione negli aspetti organizzativi della mia vita. Una costante che con il passare degli anni ha avuto un ruolo sempre più incidente, soprattutto durante l'ultimo anno di scuola. Ho concluso il mio percorso scolastico al Liceo Classico di Vimercate, un'esperienza bellissima che ricordo sempre con molto piacere. Conciliare studio e sport non mi ha mai portato grossi problemi, anzi, mi è da sempre apparso naturale! Mi pare scontato affermare che, allo stesso tempo, disciplina, dedizione e sacrifici siano gli ingredienti principali per il buon proseguimento di entrambe le attività che per me hanno da sempre viaggiato parallelamente. Adesso frequento l'Università e nonostante sia un ambiente del tutto nuovo, credo che i tempi universitari mi permetteranno di organizzarmi in modo ancora più flessibile con gli impegni sportivi rispetto ai tempi liceali, decisamente più rigidi".
La classe 2006 ha intrapreso sin da piccolina il percorso sportivo sposando l'attività apparsa sin da subito più congeniale in maniera spontanea: "Ho iniziato a giocare a Pallavolo all'incirca all’età di 9 anni, in una squadra vicino casa. La mia passione è nata in un modo del tutto casuale, che potrei definire come naturale. La mia era la classica età in cui i genitori ti spronano a scegliere un sport, per divertirti, per fare del semplice movimento e socializzare. È stato proprio quest'ultimo fattore ad incidere maggiormente sulla mia scelta, che, ricordo, verteva sulla Pallavolo o sul Nuoto. La mia altezza è stata poi una spinta in più per intraprendere questo ormai lungo percorso. Dopo pochi anni di MiniVolley, ho iniziato subito a giocare negli under, l'esperienza a mio parere più bella in assoluto. I miei primi anni di gioco li ho passati al centro della rete e cioè con il ruolo di centrale. Successivamente, ho cambiato, in tempi non troppo lunghi, al ruolo di opposto e infine a banda. Ad oggi sono molto contenta del mio ruolo, in quanto negli ultimi anni la ricezione si è rivelata essere il mio fondamentale preferito".
Giovanissima ma con alle spalle esperienze trasversali importanti: "Sono molto legata ai due anni trascorsi a Lecce a Cutrofiano, società in cui ho avuto la possibilità di partecipare ai campionati under. Questa è sicuramente un’esperienza che mi è rimasta nel cuore, e che rifarei altre mille volte. Allora non sapevo che tutto ciò che ho trovato lì non lo avrei trovato in nessun altro ambiente, e questo mi rende ancora più riconoscente alla mia esperienza in Salento. A Cutrofiano attribuisco tutte le mie prime esperienze pallavolistiche e di vita in generale: è stato un ambiente in cui mi sento di essere cresciuta e dal quale ancora oggi mi porto dietro insegnamenti e amicizie. Non posso non menzionare Arianna (per gli amici più stretti, detta "Beowulf"), la mia prima compagna di stanza di sempre, Cate, ancora oggi una delle mie migliori amiche, la cui presenza è stata una costante anche negli anni successivi, Bibi, compagna di Pallavolo e contemporaneamente compagna di avventure scolastiche. Insomma, i miei primi anni fuori mi hanno insegnato tanto, e, solo anni dopo, posso affermare con convinzione che esperienze così belle ti capitano poche volte nella vita".
Testa al presente con la volontà di mettere da parte le parentesi spiacevoli affrontate e togliersi tanti sassolini dalle scarpe: "Ammetto che non sia così facile parlare di sogni quando si viene da anni difficili, in cui tutto sembrava andasse solo per il peggio. Ho imparato, però, che si può migliorare anche e soprattutto nelle difficoltà. Al giorno d'oggi mi sento spesso ancora proiettata nel passato e so bene quanto questo modo di essere possa portare tanta negatività. Uno dei miei sogni è quindi liberarmi degli aspetti negativi del passato e continuare senza fermarmi verso nuove esperienze, migliorando tecnicamente e tatticamente nel gioco, ma soprattutto facendo quel passo di qualità mentale che ancora oggi sento che spesso tende a mancare. Sono sicura che questo nuovo ambiente mi permetterà di fare tutto ciò e spero, insieme alle mie compagne, di migliorare e toglierci le soddisfazioni che meritiamo". Resilienza è dunque la parola d'ordine per Sabina, forte di valori umani oltre che tecnici indiscutibili e con tutte le credenziali per poter tagliare i ponti mal costruiti e disegnare nuove strade che possano brillare come il colore dei suoi occhi.
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