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Dalla Pallavolo al Beach Volley, Marta Negri e i nuovi stimoli: "Doveva essere un rimpiazzo provvisorio, ora è una grande passione"

05/02/2026

Cambiare orizzonti, tesaurizzando al meglio le esperienze pregresse nelle loro accezioni positive ma anche in quelle negative, normali per chi fa attività sportiva di alto livello. Dopo l'esperienza con l'Enercom Fini Crema, Marta Negri si è presa una pausa dalla Pallavolo indoor e ha concentrato tutte le sue energie sul Beach Volley creandosi una nuova opportunità per mettere in vetrina il suo talento. "L'ultima stagione sportiva l'ho giocata in B1 a Crema e purtroppo l'anno si è concluso con una retrocessione. Penso che nonostante il suo lato negativo faccia sempre esperienza nel proprio bagaglio personale, ma sicuramente a inizio anno non ce lo si aspettava e gli obiettivi erano ben diversi. È stato un anno difficile sia nel singolo sia dal punto di vista del gruppo dato anche il cambio allenatore a metà stagione e dinamiche non semplici difficili da affrontare in spogliatoio. Io stessa mi sono trovata in difficoltà: ad un certo punto dell'anno facevo fatica ad entrare in palestra dopo aver affrontato una discussione molto spiacevole, non ero più motivata e mi sentivo incompresa. Nonostante questo ho trovato al mio fianco delle compagne di squadra che sono diventate vere e proprie amiche, persone speciali determinate nel tirarti dentro al loro mondo anche esterno alla Pallavolo per costruire un legame e creare un gruppo coeso. Purtroppo ciò non è bastato per raggiungere la salvezza, sicuramente il fatto che fossimo una squadra molto giovane in un campionato di ragazze con molta esperienza ha contribuito all'esito del campionato, ma ognuno avrebbe potuto sicuramente fare di più per raggiungere l'obiettivo comune finale. È stato comunque un anno di crescita, di confronto e di esperienza, e alla fine sono andata via dispiaciuta di aver lasciato le mie fantastiche compagne, con le quali fortunatamente abbiamo mantenuto i rapporti al di là dello sport, e gli allenatori Mary e Matteo che sono stati due nuove piacevoli scoperte dello scorso anno, pallavolisticamente e non".

La classe 2005 si è trovata a vestire anche i panni della "veterana" con tante esordienti: "Penso che l'approccio che debba avere un'atleta verso una debuttante sia sempre quello comprensivo, rassicurante e d'aiuto, e credo che questo valga per qualsiasi sport. Sono stata io stessa una "piccolina" a giocare con ragazze più grandi e fortunatamente ho sempre trovato una mano tesa pronta ad aiutarmi e spronarmi a fare del mio meglio. In particolar modo quando esci dal giovanile ti trovi a confrontarti col vero mondo della Pallavolo adulta e con atlete di età molto differenti. Ricordo il mio primo anno dopo l'Under 18 dove ho giocato in B1 a Ripalta Cremasca con ragazze anche di 10/15 anni più grandi di me. Si sono rapportate a noi "piccole" come sorelle maggiori e io ho sempre cercato di apprendere ciò che la loro esperienza aveva da insegnarmi. Questo è stato possibile anche grazie alla buona volontà di condividere con noi ciò che avevano da insegnarci, ed è proprio questo l'approccio che a parer mio si dovrebbe avere verso compagne più piccole. È stato quindi un anno non solo di grande crescita grazie agli allenatori molto competenti (Vitto e Giampi) ma anche grazie alle compagne con più esperienza di me. Anche a me è capitato di allenarmi con ragazzine più giovani e ho sempre cercato di condividere dove possibile ciò che il mio piccolo bagaglio poteva offrire. Penso che tante volte non sia importante solo ciò che si va ad insegnare nella pratica, ma anche far capire a qualcuno che non passa inosservato, che i suoi sforzi vengono apprezzati e che si è sempre pronti a offrirgli un aiuto".

Poi la nuova avventura, da libero in palestra alla sabbia: "Il passaggio dalla Pallavolo al Beach è ancora una ferita aperta. Le proposte di quest'anno erano incompatibili per lontananza con il mio piano di studi, essendo una studentessa universitaria al secondo anno e svolgendo un'Università in presenza. Riconosco che questa fosse una limitazione, ma purtroppo c'è stato il contributo di una buona parte di disinteresse dal lato di chi mi seguiva in quel momento, ma quando me ne sono resa conto era troppo tardi e i roster erano già tutti completi. Ho quindi deciso di passare al Beach piuttosto che partecipare a un campionato indoor di categoria inferiore, dove avevo proposte, perchè ho pensato che avrei ricevuto uno stimolo maggiore e mi sarei potuta rimettere completamente in gioco senza trovarmi in una posizione "comoda" e che non mi motivasse abbastanza. Non conoscendo il mondo del Beach all'inizio ho fatto fatica a trovare un posto che facesse al caso mio. Dopo un po' di prove e grazie all'aiuto di Mattia, un mio vecchio allenatore che è stato di grande aiuto, sono arrivata a Bergamo, subito ho capito che era il mio ambiente. Al momento mi alleno col gruppo agonistico di BeachVolleyBergamo, Mario e le mie compagne mi hanno accolto a braccia aperte a stagione già iniziata. Sono tutti molto pazienti e comprensivi con me, perchè diciamocelo, il Beach è tutt'altro mondo e io sono sempre stata decisamente più indietro di loro in questi mesi. Non mi hanno mai fatto sentire questa differenza, al contrario hanno sempre teso una mano aiutandomi, includendomi e sostenendomi sia in allenamento che nelle gare. Quello che doveva essere un rimpiazzo momentaneo si è rivelato una nuova grande passione. Non so ancora quali saranno i miei piani per l'anno prossimo, se vorrò tornare indoor o restare sul Beach. Per ora non escludo nessuna proposta, chiuderò l'anno sportivo con l'outdoor e rimanderò questa difficile scelta all'estate, quando avrò un quadro generale più chiaro e più elementi su cui basarmi per scegliere".

Agli impegni in palestra, l'atleta lombarda ha da sempre abbinato quelli del quotidiano, in particolare studenteschi: "Devo prendermi i miei meriti toccando questo punto perchè sono sempre stata in grado di conciliare l'attività sportiva e lo studio nonostante sia molto difficile per chi come noi atleti ha poco tempo a disposizione a casa. Non è stato facile nel corso degli anni perchè da quando ho 12 anni ho sempre giocato in società ad almeno 1 ora di distanza da casa. In totale passavo 4/5 ore dei miei pomeriggi tra lo stare in palestra e il viaggio per andare e tornare. Al ritorno da scuola avevo un paio d'ore per mangiare e riposare prima di partire per gli allenamenti e tornare a casa molto tardi, intorno alle 10/11 di sera. Sono convinta che per un atleta il 70% dello studio vada fatto in classe, stando attenti e prendendo appunti, a casa c'è giusto il tempo per memorizzare meglio e ripetere. A me è sempre venuto più comodo alzarmi presto la mattina, intorno alle 5, per completare lo studio prima di andare a scuola. La sera tardi tornata dagli allenamenti si aveva giusto il tempo di mangiare, far la doccia e stare un po' in famiglia prima di andare a letto. Devo dire che facendo così ho sempre avuto un ottimo rendimento scolastico e nonostante fossi parte del progetto per studenti-atleti non ho mai usufruito e approfittato delle agevolazioni che avrei potuto ricevere chiedendo. Nonostante ciò credo che per gli sportivi sia importante trovare dei professori che comprendano l'impegno e che capiscano per noi lo sport sia quasi al pari dell’istruzione, nel mio caso è stato così per la maggior parte dei casi e nei momenti di difficoltà mi son sempre sentita aiutata e capita dalla preside e da quasi tutti i docenti".

Una passione nata ancor prima che adolescente, in grembo essendo scritta nel DNA: "Se penso a quando ero piccola i primi ricordi che ho legati alla Pallavolo sono i pomeriggi al parco con la mamma e la palla di gomma, avevo 3/4 anni. Mia mamma ha giocato a Pallavolo e insieme a mio papà avevano molte conoscenze in questo ambito quindi è stato naturale appassionarmi di conseguenza anche io. A 5 anni ho iniziato a giocare nelle squadre dei paesini dove abito e in particolare modo a Cassano ho incontrato due persone fantastiche: Santina e Giancarlo. Giancarlo è stato un allenatore che sin da subito ha creduto in me e mi ha preso sotto la sua ala, anche se ad allenarmi non era direttamente lui. Dopo pochi mesi è purtroppo venuto a mancare. Ero abbastanza piccola ma da lì in poi ho sempre giocato ricordando lui e le sue parole, questo mi ha dato molta forza nell'andare avanti a perseguire i miei obiettivi, era come se avessi dovuto renderlo fiero di me a tutti i costi. Poi è arrivato Vero Volley, il treno più bello che potesse passare. Per stare così tanti anni a Monza ho fatto tanti sacrifici e rinunce, non sempre è stato facile, ma ho trovato persone e allenatori competenti (Angelo, Valeria, Fede, Checchia) alle quali mi sono completamente affidata nel loro progetto, crescendo come persona e come atleta. Direi quindi che ad avermi spinto ad andare avanti in tutti questi anni siamo stati proprio questi due elementi: sacrificio e fiducia. Sacrificio perchè tanti anni di duro lavoro e di rinunce (da parte mia, ma anche dei miei genitori) dovevano essere ripagati e doveva esserne valsa la pena. Fiducia perché nei momenti più difficili, quando non sembrava esserci la luce in fondo al tunnel, mi sono affidata a chi mi stava intorno continuando a lavorare sodo. Lì a Monza infatti ho trovato una famiglia, che tutt'ora cerco nei momenti di difficoltà, pallavolistici o non. Valentina, la direttrice sportiva, è stata sempre il mio punto di appoggio, una persona che è nei momenti di crisi mi ha sempre saputo tranquillizzare consigliandomi la strada da intraprendere e dandomi degli obiettivi. Lei, insieme ad Angelo e Valeria (i miei allenatori gli ultimi anni), rappresentano per me una seconda casa".

Giovanissima ma con tante esperienze significative sulle spalle e legami speciali costruiti nel tempo: "Ne avrei tanti di ricordi sportivi a cui sono legata da poter raccontare: selezioni, nazionali, ingressi positivi, partite storiche date per perse ma ribaltate e vinte all’ultimo. Ma se dovessi sceglierne uno da ricordare sarebbero sicuramente le due convocazioni in prima squadra a Monza. Credo che non ci sia soddisfazione più grande per una ragazzina di 16 anni di trovarsi nel roster di una partita di Serie A1 accanto alle giocatrici che andava a vedere da bambina con tanta ammirazione. Mi è rimasta impressa una frase di quella sera quando il mio allenatore mi chiamò, prima di darmi la notizia della convocazione del giorno successivo mi chiese "Marta, sei seduta ? Se non lo sei, fallo", e da lì in poi un'esplosione di euforia. Ricordo ancora l'agitazione prima di entrare in spogliatoio, sono state tutte gentili e accoglienti da vere sportive ed esempi quali sono. A fine partita in spogliatoio tirai fuori una foto di 10 anni prima: io a 6 anni in braccio ad una delle ragazze in un post partita, l'abbiamo guardata e ci siam fatte una gran risata. Cosa rifarei o non rifarei? Questa è facile, guardandomi indietro rifarei esattamente tutto allo stesso modo perchè è stato un percorso che nel bene o nel male mi ha portato a crescere come persona e di conseguenza come atleta. Sono passata dall'essere una ragazzina timida che temeva di chiedere una cosa di troppo o di dare il suo parere contrariato in determinate situazioni ad essere una persona che non ha paura di dire la sua quando vede ingiustizia, disonestà, o mancata meritocrazia, e questo è gran parte grazie alla Pallavolo. Se dovessi parlare di una compagna di squadra sceglierei senza dubbio Gaia. Gaia è una atleta modello, tanta voglia di fare e di raggiungere i propri obiettivi, ha però un pregio in più di ogni altra compagna che ho incontrato: una dolcezza innata caratteristica di quel tipo di persona capace di aiutarti e strapparti un sorriso in ogni momento, fuori o dentro dal campo. Io e lei siamo state durante i nostri anni a Monza le uniche due atlete ad accompagnarsi mano per mano dall'inizio alla fine del nostro percorso giovanile, dall'Under 13 all'Under 18, coronando il percorso come capitano e vice. Nonostante le nostre strade si siano poi purtroppo divise le continuo a volere un grande bene e le auguro tanta felicità e successi sportivi, che avrà sicuramente essendo una giocatrice eccezionale".

L'attenzione si focalizza poi sull'attività agonistica più imminente: "Mi viene difficile poter parlare degli obiettivi collettivi del gruppo perchè nel Beach Volley partecipiamo a campionati differenti e si fanno tornei girando molto spesso le coppie tra le compagne di squadra e non. Sicuramente per quanto riguarda le Club Series l'obiettivo è quello di qualificarsi alle finali di Cesenatico e ottenere il miglior risultato possibile. Per quanto riguarda il lato individuale per quest'anno spero che il lavoro sodo porti ad acquisire un po' più di skills da poter giocare in campo con più sicurezza, ho in mente di fare tanti tornei in vista dell'estate e vorrei sentirmi più confident per poter dare il meglio e togliermi qualche soddisfazione anche nel Beach Volley. Il mio sogno? Beh, Pallavolo o Beach Volley cercherò sempre di dare il massimo e arrivare più in alto possibile, ma alla fine ciò che conta è la consapevolezza di aver dato il massimo e averlo fatto con il cuore, questo è per me il più grande traguardo per un'atleta". Umile, sensibile, con occhi che non si limitano alla superficie ma scavano nel profondo ma altrettanto diretta, autoritaria e determinata: il futuro multidisciplinare di Marta Negri non potrà che riservarle nuove soddisfazioni e opportunità di togliersi sassolini dalle scarpe. 

Davide Maddaluno - Sport -

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