

Nasce e cresce la tensione tra AP Commerciale, società che gestisce le insegne Sole 365 e La Speseria, e le organizzazioni sindacali del settore commercio. Nonostante l’espansione che ha portato il gruppo a superare i cento punti vendita in Campania e a impiegare oltre cinquemila lavoratori, sul fronte dei rapporti di lavoro si è aperta una vertenza che rischia di avere conseguenze rilevanti. Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL hanno infatti notificato all’azienda un atto di diffida e messa in mora, segnando una rottura formale delle relazioni sindacali. Alla base della contestazione vi sarebbe il mancato rispetto di intese sottoscritte nel luglio 2022, che secondo le sigle, avrebbero dovuto garantire condizioni contrattuali uniformi per i dipendenti.
I sindacati denunciano l’esistenza di trattamenti differenti tra lavoratori impegnati nelle stesse mansioni, con inquadramenti ritenuti non adeguati alle responsabilità effettivamente svolte. Una situazione che, stando alle rappresentanze dei lavoratori, colpirebbe in modo particolare le fasce più giovani del personale e le lavoratrici donne, spesso collocate nei livelli contrattuali più bassi. La vertenza si inserisce in un contesto economico che appare in forte contrasto con il malcontento espresso dai dipendenti. AP Commerciale ha infatti chiuso il 2024 con un fatturato superiore al miliardo di euro, confermando una posizione di primo piano nella grande distribuzione organizzata regionale. Secondo le stime fornite dalle organizzazioni sindacali, un eventuale contenzioso potrebbe comportare un impatto economico significativo per l’azienda.
Nel caso in cui venisse riconosciuto il mancato adeguamento degli inquadramenti per una parte consistente della forza lavoro, le somme da corrispondere ammonterebbero a diversi milioni di euro su base annua. Dunque queste chiedono ora una risposta rapida e concreta da parte della proprietà. In assenza di segnali di apertura, la vertenza potrebbe estendersi sia sul piano delle iniziative di protesta sia su quello delle azioni legali, con richieste di riconoscimento economico a partire dalla seconda metà del 2024 per i lavoratori interessati. Il confronto resta dunque aperto e il rischio è che la disputa sindacale possa incidere non solo sull’organizzazione interna dell’azienda, ma anche sull’immagine di uno dei marchi più diffusi della distribuzione alimentare in Campania.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.