

di Massimiliano Catapano
Il calciomercato invernale della Salernitana si chiude senza lo scatto atteso. Daniele Faggiano ha seguito le ultime ore a Milano, ma il bilancio finale lascia più interrogativi che certezze, soprattutto per una squadra che dichiara di voler puntare in alto. Nel corso delle settimane erano arrivati Arena, Berra, Carriero, Longobardi, Molina, Gyabuaa e Lescano, operazioni che avevano dato l’impressione di un mercato corposo. Tuttavia, nel giorno decisivo, quello che spesso fa la differenza, la Salernitana non ha inciso: l’unico innesto del rush finale è stato Mirko Antonucci, attaccante duttile e volto già noto all’ambiente. Per Antonucci si tratta di un ritorno a Salerno, dove ha già militato nella stagione 2020/21 (3 presenze in serie cadetta e 1 in Coppa Italia) culminata con la promozione in Serie A. Nella sua carriera ha disputato ben 177 gare in Serie B mettendo a segno 20 reti con le maglie di Pescara, Cittadella, Spezia, Cosenza, Cesena e Bari. In termini realizzativi, la sua migliore stagione risale all’annata 2022/23 con 11 goal in 37 partite con la casacca del Cittadella. Cresciuto nel settore giovanile della Roma, con cui ha esordito in Serie A, in Champions League e in Europa League, Antonucci ha vissuto anche un’esperienza in Portogallo per un’esperienza con il Vitoria Setubal (2019/20). Nella stagione attuale è sceso in campo in 14 occasioni nelle file del Bari in serie cadetta.
Sul fronte opposto, le uscite hanno ridisegnato la rosa: Varone è passato al Gubbio, Antonio Iervolino all’Audace Cerignola (prossimo avversario dei granata) in prestito, Michael Liguori al Foggia a titolo definitivo e Borna Knezovic al Trapani. Un saldo che, numeri alla mano, ha accorciato l’organico senza colmare alcune lacune evidenti. Restano infatti scoperti ruoli chiave: in primis la porta, dove Antonio Donnarumma non sta offrendo più quelle certezze che servirebbero a una squadra con ambizioni importanti, poi un esterno sinistro, un difensore rapido e almeno un centrocampista di gamba. Limiti che il mercato di gennaio non ha risolto e che ora ricadono inevitabilmente anche sulle responsabilità tecniche. Giuseppe Raffaele si trova a gestire una squadra non pienamente costruita secondo le sue esigenze. Le ultime scelte tattiche, come il 3-5-2 adottato anche in gare abbordabili, hanno alimentato dubbi e perplessità. La sensazione è che l’allenatore stia cercando equilibrio più che identità, in un contesto che non aiuta. Il campo, come sempre, emetterà il verdetto. Ma una considerazione resta: il mercato di gennaio può correggere, non rifondare. E la Salernitana, anche stavolta, arriva al traguardo senza quella svolta netta che avrebbe potuto cambiare il volto della stagione.
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