

di Massimiliano Catapano
Il pareggio dell’"Arechi" tra Salernitana e Giugliano (1-1) lascia dietro di sè più rammarico che consolazione. A raccontare il sapore agrodolce della serata, davanti ai microfoni di Lira TV, sono due uomini simbolo del match granata: Andrea Ferraris, autore del goal, ed Emmanuel Gyabuaa, al debutto casalingo. Due voci diverse, un’unica fotografia: occasione sfumata, ma fiducia ancora intatta. Ferraris parte dall’analisi della gara, sottolineando come il match sia scivolato via in fasi nettamente distinte: "Ci sono stati momenti diversi. Nei primi venti minuti avevamo ritmo, intensità, e siamo arrivati più volte in modo pericoloso. Poi, verso la fine del primo tempo, siamo stati bravi anche a resistere e a soffrire". Il numero 20 non nasconde però l’effetto psicologico del pari: "Il goal preso ci ha tagliato le gambe mentalmente". Nel suo racconto entra anche il lavoro svolto durante la settimana, con un riferimento preciso a dettagli che avrebbero dovuto fare la differenza: "Avevamo preparato queste situazioni in allenamento. Ci eravamo promessi di dare tutto, però purtroppo non siamo riusciti ad accorciare come volevamo, considerando anche che il Catania aveva perso".
Il goal ritrovato, per un attaccante, è ossigeno. Ferraris lo dice con sincerità, ma senza trasformarlo in un alibi: "Per me segnare significa tantissimo. Mi mancava. È un peccato perché non ci ha portato i tre punti. Per un attaccante la rete è la cosa più importante, e io sono contento di essermi sbloccato". C’è anche spazio per una lettura tattica, legata al suo ruolo e al partner offensivo: "Il ruolo che sento più mio è quello di seconda punta accanto a un centravanti fisicamente strutturato. Lescano è stato chiuso bene, ingabbiato: è forte, ma gli hanno fatto una marcatura molto attenta". Poi, la frase che pesa più di tutte, perchè fotografa il sentimento dello spogliatoio dopo una gara contro l’ultima della classe: "È un’occasione sprecata. Ce lo siamo detti anche tra di noi, dentro lo spogliatoio". E lo sguardo si sposta subito al prossimo appuntamento: "Venerdì a Cerignola dobbiamo ritrovare la vittoria, senza se e senza ma". Ferraris comprende anche la pancia dello stadio: "Capisco la rabbia dei tifosi. Dobbiamo dimostrare sul campo di meritarli".
Nonostante la delusione, l’attaccante non stacca la spina sul campionato: "In Serie C non esistono partite semplici: non ci sono squadre scarse e non ci sono squadre imbattibili. Il Giugliano ha fatto la partita della vita". Ma la Salernitana, secondo lui, ha ancora carte pesanti da giocare: "Dobbiamo andare avanti e fare più punti possibile. Recuperare è difficile, però abbiamo ancora due scontri diretti in casa. Noi non smettiamo di crederci". Sulla stessa linea emotiva, ma con sfumature diverse, si colloca Gyabuaa. Per lui, l’"Arechi" doveva essere una festa: "Avrei voluto festeggiare l’esordio qui con una vittoria". Invece resta il rimpianto per non aver capitalizzato il vantaggio: "Abbiamo sprecato tanto. Dopo il goal ci siamo abbassati, ed è un peccato perchè li avevamo schiacciati". Il centrocampista racconta anche l’inerzia cambiata nella ripresa: "Nel secondo tempo hanno preso il sopravvento. Loro hanno fatto bene, davanti sono bravi". L’ex Atalanta classe 2001, però, difende l’impianto complessivo della prestazione e individua il nodo: "Non abbiamo giocato male. Secondo me ci manca poco per fare il salto di qualità, ma dobbiamo essere più concreti". E parla anche del suo impatto nella nuova realtà: "Sto facendo bene perché la squadra fa bene, è una squadra rodata. Peccato non aver trovato la vittoria".
Sulle ragioni che lo hanno portato a scegliere Salerno, Gyabuaa è diretto: "Mi ha spinto il tifo. Avevo tanta voglia di giocare e non potevo dire di no a una chiamata così". Poi il capitolo spogliatoio: "Da fuori si percepiva che era un gruppo unito. Qui tutti si rispettano e si vogliono bene. Sono convinto che ci toglieremo grandi soddisfazioni". Quando il discorso si allarga alla corsa al primo posto, Gyabuaa rilancia senza timori: "Noi ci crediamo. Anche le altre perderanno punti: prima o poi succederà pure al Benevento e noi dobbiamo farci trovare pronti". Sulla differenza tra rendimento in casa e in trasferta, non cerca alibi: "Non so spiegare questa differenza. Io so solo che entriamo sempre in campo per vincere. Faremo di tutto per tornare in vetta". In sala stampa, il centrocampista insiste sulla stessa lettura, aggiungendo un parallelismo recente: "Abbiamo sbagliato ad abbassarci dopo il gol. Era già successo a Potenza negli ultimi minuti e non dovevamo ripetere la stessa cosa, perché così gli abbiamo permesso di arrivare in area".
E aggiunge un dettaglio tecnico sul suo utilizzo: "Ho sempre giocato in mezzo, in coppia con un altro compagno. Il mio ruolo è a centrocampo e mi sono trovato subito bene". Sul gruppo, ribadisce: "Sono arrivato in un grande ambiente e mi toglierò grandi soddisfazioni". E sulla rincorsa, un messaggio chiaro: “È complicata, ma non impossibile. Sabato il Catania è caduto contro il Sorrento, può succedere anche al Benevento. Noi dobbiamo fare più punti possibile". Infine, le condizioni fisiche: "Sto bene. Mi sono sempre allenato anche quando giocavo meno. Ho preso una botta, ma non è niente di serio". Due interviste, un denominatore comune: la Salernitana sa di aver lasciato per strada punti pesanti, soprattutto per come la gara si era messa. Ma tra la rabbia lucida di Ferraris e la fiducia operativa di Gyabuaa emerge un messaggio che vale come impegno pubblico: il pareggio brucia, sì. Però il campionato non è finito, e la risposta vera - come hanno ripetuto entrambi - deve arrivare sul campo, già dalla prossima trasferta.
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