

di Massimiliano Catapano
Tagliare i costi dello smaltimento, anche di oltre la metà, offrendo alle aziende una scorciatoia "chiavi in mano". È l’ipotesi al centro dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno, che ha portato a un blitz dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto dei comandi provinciali di Salerno, Napoli e Caserta. Il bilancio giudiziario parla di 12 misure cautelari: otto indagati ai domiciliari e quattro con obbligo di dimora. Gli indagati complessivi sarebbero 14; il provvedimento cautelare, secondo quanto comunicato, avrebbe riguardato inizialmente più posizioni, poi rimodulate dal gip dopo gli interrogatori preventivi. L’accusa contestata è pesante: attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. In sostanza, la presunta organizzazione avrebbe trasformato un problema costoso (smaltire correttamente scarti industriali e rifiuti "difficili") in un affare, puntando su risparmio e velocità. A pagare, però, sarebbe stato il territorio.
Gli investigatori ricostruiscono un meccanismo articolato, che si sarebbe mosso su tre direttrici.
La prima: il conferimento illecito di rifiuti industriali presso lo STIR di Battipaglia, facendo passare gli scarti come materiale proveniente da circuiti leciti (isole ecologiche e flussi urbani), con l’ipotesi di complicità interne nel settore dell’igiene urbana.
La seconda: l’abbandono notturno lungo strade e in aree anche fuori regione, con siti indicati come sensibili o di pregio naturalistico.
La terza: l’interramento a Roccadaspide, in terreni collegati - secondo gli atti richiamati da più ricostruzioni - a un’area di pertinenza di una azienda suinicola, con un deturpamento descritto come “imponente”.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2023 e condotta dal NOE di Napoli, punta anche a chiarire il presunto "lato contabile" dell’operazione: documenti, trasporti e fatture che avrebbero coperto il percorso reale dei rifiuti e giustificato smaltimenti mai avvenuti secondo le procedure previste. Durante il blitz i militari hanno eseguito sequestri mirati: due impianti ritenuti coinvolti, otto mezzi utilizzati per i trasporti e circa 530mila euro. Un colpo, questo, che non guarda solo al passato ma mira a bloccare la capacità operativa del presunto sistema e a interrompere i flussi che lo alimentavano.
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