

di Massimiliano Catapano
La Salernitana fa il bis in trasferta e lo fa con una prova che, per solidità e maturità, somiglia a una dichiarazione d’intenti. Dopo il colpo di Caravaggio contro l’Atalanta U23, i granata passano anche sul campo del Sorrento con un successo netto (0-2) e costruiscono il terzo clean sheet consecutivo: un dato che racconta più di tante parole, perchè restituisce l’immagine di una squadra che ha ritrovato ordine, misura e soprattutto convinzione. In sala stampa Giuseppe Raffaele tiene insieme entusiasmo e prudenza, come chi sa che il campionato è lungo ma anche che certi passaggi contano. "È giusto parlare dei singoli, perchè Lescano e Gyabuaa sono arrivati adesso. Si sono inseriti benissimo e oggi sentivo che ci servivano le loro caratteristiche dal primo minuto", spiega il tecnico, che poi allarga il quadro: "Anche quando siamo in difficoltà questa squadra spinge. Pure oggi abbiamo costruito tante occasioni e, finalmente, abbiamo vinto con due goal di scarto". Il filo conduttore è l’equilibrio, richiamato più volte. Raffaele non dimentica lo scivolone di Siracusa e lo usa come promemoria interno: "L’equilibrio va mantenuto sempre, anche quando dopo Siracusa abbiamo vissuto una partita negativa. Certi episodi ci hanno aiutato a preparare queste due trasferte e ci siamo presi due vittorie meritate".
Il tema della rosa "lunga" non lo spaventa, anzi lo rivendica come un vantaggio in una stagione che richiede intensità e continuità. "Con la disponibilità dei ragazzi, il supporto della società e con il mio modo di essere diretto, concreto ed empatico, gestirò la situazione", assicura. Poi la frase che fotografa la mentalità dell’allenatore: "Il problema è quando i giocatori non ci sono, non quando hai più opzioni. Durante le partite e durante l’anno tutti possono essere protagonisti: dobbiamo ragionare sempre tra di noi". E l’obiettivo è chiaro: ""Spero di avere tutti a disposizione per alzare l’intensità". Capitolo infermeria: due situazioni differenti. "Cabianca sta lavorando e spero rientri il prima possibile", dice Raffaele. Su Inglese, invece, frena e spiega che serviranno tempi diversi, ma senza drammi: "In questo momento possiamo essere fiduciosi, perché abbiamo giocatori di grande calibro: quando sarà il momento ci daranno il loro contributo in una squadra come la nostra".
Il passaggio più "politico" arriva quando si parla del mercato. Raffaele sceglie la schiettezza: "Sono soddisfatto del calciomercato: abbiamo fatto colpi che, per caratteristiche, ci servivano". Ricorda anche il contesto: "A fine girone d’andata avevamo una media importante, ma anche difficoltà. Le assenze non sono alibi, però perdere giocatori importanti cambia qualcosa". Poi mette dentro tutti gli attori: "Io, Faggiano e Iervolino volevamo tutto e subito. A gennaio le operazioni più importanti si chiudono alla fine". La conclusione è un attestato di fiducia: "Sono contento del lavoro di Faggiano e della società. Vogliamo fare il meglio per la Salernitana e per noi stessi: tutte le squadre vogliono vincere". E il traguardo, dichiarato, è senza giri di parole: "Iervolino e Faggiano vogliono la Serie B. Serve entusiasmo, con una tifoseria che ci è sempre stata vicina. Da qui alla fine vogliamo ottenere il massimo".
A Lira Tv il tecnico torna sul senso della vittoria, con toni quasi "da spogliatoio": "È un successo da squadra che ci crede: ci abbiamo messo tenacia, qualità e fame". Sottolinea il rendimento esterno - "abbiamo fatto più punti in trasferta" - e ribadisce la bussola: "L’equilibrio è fondamentale, dobbiamo guardare il nostro percorso. Questa squadra vuole andare avanti a testa alta". Nell’analisi della partita non nasconde i dettagli: "Siamo stati equilibrati, anche se negli ultimi cinque minuti abbiamo peccato. Avevamo chance per chiuderla prima". Poi lo sguardo ai nuovi: "Stiamo inserendo giocatori arrivati con entusiasmo. Ci godiamo la vittoria, ma da martedì si torna a lavorare: non possiamo concederci pause". E su Lescano, premiato anche dal gol, spende parole pesanti: "Conosco le sue qualità, sono grandissime. Ha lavorato molto bene ed è stato ripagato". Infine, il retroscena sul "nervosismo" visto in panchina: non era rabbia, era ambizione. "Ci tenevo a raddoppiare: abbiamo vinto tante partite con un solo goal di scarto. Produciamo tanto e non finalizziamo quanto potremmo. Volevo un successo più rilassante". Tradotto: la Salernitana non si accontenta più di sopravvivere alle partite. Vuole comandarle. E quando una squadra ricomincia a pensare così, il campionato - per chi sta davanti - torna improvvisamente più stretto.
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