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Cavese. Prosperi non si nasconde dopo Giugliano: "Arbitraggi inaccettabili, ma dobbiamo crescere. Qui tutti vogliamo salvarci"

24/01/2026

di Massimiliano Catapano

Al termine del pareggio senza reti contro il Giugliano, Fabio Prosperi (foto Lorenzo Giordano) si presenta in sala stampa con un mix di lucidità, amarezza e determinazione. L’allenatore della Cavese analizza la gara in ogni sua sfaccettatura: dalla gestione emotiva della squadra agli episodi arbitrali, passando per le scelte tattiche, il momento della stagione e le prospettive di mercato. Un intervento lungo, articolato, senza filtri.

Le dichiarazioni di Fabio Prosperi

"Arrivavamo da una sconfitta pesante e oggi (venerdì), probabilmente, avevamo davanti la partita più complicata possibile, perché affrontavamo una squadra che doveva fare la gara della vita. Nel primo tempo abbiamo avuto il controllo totale: siamo arrivati spesso sul fondo, abbiamo crossato tante volte e forse lì dovevamo essere più cattivi. - ha esordito - Nel secondo tempo non siamo ripartiti male, anzi. Poi c’è stato l’episodio del rigore che, dal mio punto di vista, è semplicemente ridicolo. Mi è stato riferito che in fase di revisione non si vedeva bene e che per questo è stata confermata la decisione del campo. Io la accetto, ma ovviamente non posso esserne soddisfatto. Negli ultimi sette-otto minuti abbiamo sofferto parecchio e abbiamo concesso più di un’occasione. In quel momento ha inciso l’ansia del risultato, ma anche la sconfitta di venerdì, dove avevamo commesso errori davvero banali. Questo tipo di situazioni poi te le porti dietro. Il risultato resta importante, perché parliamo di uno scontro diretto fuori casa contro una squadra che doveva vincere a tutti i costi. In alcune situazioni ci è venuto il braccino corto e abbiamo sbagliato qualche ripartenza che andava gestita meglio. Faccio comunque i complimenti ai ragazzi, perché hanno fatto la partita che avevamo preparato, tenendo conto del momento difficile da cui arrivavamo".

Sul tema arbitrale Prosperi torna con fermezza: "Sono convinto che dobbiamo essere solidi anche su questi episodi. L’espulsione di Cionek, poi corretta, ha rasentato il ridicolo e non si può condizionare una partita concedendo un rigore di questo tipo. La leggerezza con cui veniamo puniti con regolarità mi lascia perplesso, ma dobbiamo andare avanti anche su questo". Sulle scelte iniziali e sull’assetto tattico: "Mi aspettavo una partita fatta di seconde palle continue. Per questo ho scelto tre centrocampisti di sostanza e ho alzato Orlando, per togliere punti di riferimento agli avversari. Lui ha risposto molto bene. Questa era la gara che volevo fare soprattutto all’inizio, poi infatti ho inserito un attaccante in più a circa venticinque minuti dalla fine. Nel finale siamo un po’ mancati, ma lavoreremo anche su questo". Dal punto di vista emotivo: "In panchina il mio unico timore era l’ansia di portare a casa il risultato. Quando fai un buon primo tempo e non segni, poi subentra la paura. A una squadra così giovane va anche concesso di avere timore di non fare risultato, fa parte del percorso. Il Giugliano non ha costruito tantissimo e ha creato soprattutto nel finale, giocando più di pancia. Noi in quel frangente siamo stati un po’ immaturi. Qualche episodio ci è andato anche a favore. Il punto per noi è molto importante, soprattutto perché non abbiamo preso gol. Questo è un fattore determinante per una squadra che deve salvarsi e non è la prima volta che succede".

Sul clima del derby: "Siamo stati bravi a non reagire a un comportamento finale che non mi è piaciuto. In una circostanza non ci è stata restituita la palla, non si fa, ma accettiamo anche questo. Ci aspettavamo un ambiente del genere e andiamo avanti". Sulle caratteristiche degli avversari: "Visti i difensori del Giugliano, ho preferito togliergli riferimenti offensivi perché è una squadra molto forte fisicamente. Ho cercato di impedirgli di aggredirci facilmente. Nel secondo tempo abbiamo fatto alcune cose bene e altre meno. Gli ultimi dieci-dodici minuti non sono stati buoni, abbiamo perso palloni incredibili, ma in un derby così teso può capitare", Infine il tema salvezza e mercato: "Io voglio salvarmi, la società vuole salvarsi e il direttore vuole salvarsi. In questo momento abbiamo qualche problema numerico, ma la società sta lavorando per sistemare il mercato, anche se non è semplice. Il mercato non è materia mia: io devo dare il massimo ogni giorno. Aspettiamo tutti insieme, ma dobbiamo lottare tutti per salvarci". Le parole di Prosperi fotografano una Cavese fragile emotivamente, ancora in bilico tra prudenza e necessità di osare. Gli episodi arbitrali esistono e vanno accettati, nel bene e nel male, ma in un campionato duro come la Lega Pro non possono diventare un alibi strutturale.

Con tutto il rispetto per il Giugliano, ultimo in classifica, la Cavese doveva fare di più: doveva cercare la vittoria e allontanarsi dalla zona rossa. Non solo non ci è riuscita, ma oltretutto la Cavese ha seriamente rischiato di perdere, perchè il calcio di rigore neutralizzato da Boffelli ha evitato una sconfitta che, per come si era messa la partita, sarebbe stata pesantissima. Ora è il momento di agire. Il campionato non aspetta, il Casarano è alle porte e la salvezza va costruita con punti, prestazioni e scelte coraggiose. Prosperi oggi non è in discussione, ma il tempo delle spiegazioni sta finendo: servono risposte sul campo.

Redazione Sport - Sport -

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