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AtalantaU23-Salernitana, le pagelle: De Boer si prende la scena, Achik crea scintille, Liguori non lascia traccia

20/01/2026

di Massimiliano Catapano

Un goal a inizio ripresa di De Boer (foto Us Salernitana) decide una gara nata in discesa e rimasta pericolosamente in bilico: tanta superiorità numerica, poca ferocia nel chiuderla. Le pagelle dei granata: 

DONNARUMMA 6 - Voto pieno perchè, in una partita in cui rischi di "spegnerti" mentalmente, lui resta sul pezzo fino all’ultimo secondo. È vero: di tiri realmente impegnativi non ne vede, e per lunghi tratti sembra quasi un turista in porta. Ma il portiere misura anche la sua affidabilità nei dettagli: comanda l’area, cura le distanze, si fa trovare pronto quando serve. Nel recupero l’unico episodio che può sporcare la serata: corner dell’Atalanta, traffico in area e uscita in presa alta “arpionata” con decisione nonostante l’ostacolo di Vismara, che lo disturba in maniera evidente. Intervento che vale più di quanto sembri, perché mette il lucchetto a un finale che poteva diventare nervoso.

BERRA 6 - La gara prende subito una piega favorevole e lui la interpreta con la freddezza del difensore esperto: niente fronzoli, poche concessioni, tanto mestiere. L’Atalanta U23, già in inferiorità, prova a inventarsi qualcosa soprattutto con Cassa, l’unico capace di cambiare marcia e creare dubbi nelle letture. Berra lo contiene senza andare fuori giri: lo accompagna, gli chiude la linea interna e lo costringe spesso a soluzioni sporche. Partita “pulita” nel senso migliore: presenza costante, errori ridotti al minimo, gestione lucida.

CAPOMAGGIO 6 - Con la superiorità numerica può permettersi qualche uscita in più e si vede: cerca linee di passaggio, prova a dare un’uscita più ordinata dal basso e, quando l’azione lo consente, accompagna anche da dietro. C’è un momento in cui Cassa lo lascia sul posto e arriva al tiro: è l’unica vera crepa, un promemoria su quanto basti poco per rimettere in discussione una partita controllata. Per il resto, resta dentro la gara con disciplina e contribuisce a mantenere la squadra corta, evitando che l’Atalanta trovi corridoi facili tra le linee.

MATINO 6 - Di mestiere e di carattere, soprattutto nella gestione dei duelli. La partita, dopo l’espulsione di Cissè, diventa un lungo esercizio di pazienza e lui finisce per essere chiamato troppo spesso a dare il “via” alla manovra: è una responsabilità che rallenta la costruzione, perché la Salernitana sviluppa a tratti in modo prevedibile già dal primo possesso. Sull’unica azione davvero pericolosa dei bergamaschi viene piantato da Cassa: episodio secco, che pesa più per l’impressione che per le conseguenze. Nonostante tutto, prova anche qualche sortita offensiva, segno di personalità. Ammonito e già diffidato, poi deve arrendersi per un problema fisico: bandiera bianca senza drammi ma con un’uscita che obbliga a riorganizzarsi. (Dal 31’ st ANASTASIO s.v.)

LONGOBARDI 5,5 - Sulla carta dovrebbe essere uno dei motori laterali, nella pratica resta spesso a metà strada. In fase di spinta non trova continuità: manca la giocata che spacca la linea, manca la cattiveria nell’attaccare il fondo con convinzione. Si prende un giallo per un intervento su Ghislandi e quel cartellino sembra condizionarlo: diventa più prudente, meno aggressivo. In una gara con così tanta grazia ricevuta (prima l’uomo in più, poi addirittura doppia superiorità numerica), ci si aspetta un contributo più incisivo in ampiezza. All’intervallo viene richiamato. (Dal 1’ st QUIRINI 6) . Non entra per fare il fenomeno ma per dare gamba, e qualcosa porta. Senza essere travolgente, mette almeno un paio di accelerazioni utili e, soprattutto, confeziona l’azione migliore del suo spezzone: discesa decisa e assist apparecchiato per Achik, che però spreca. Con la superiorità numerica avrebbe potuto osare ancora di più, ma rispetto al primo tempo la corsia ha almeno un accenno di profondità.

IERVOLINO 6 - Il classico voto della solidità. Non cerca la giocata "da copertina", però tiene insieme la squadra con scelte semplici e tempi corretti. In impostazione fa il minimo indispensabile, preferendo garantire copertura alle spalle di De Boer e, quando Capomaggio si sgancia, restare pronto a tappare eventuali buchi. È una partita che richiede equilibrio e testa, lui la gioca così: presente, ordinato, affidabile.

DE BOER 6,5 - Il migliore per impatto, perchè oltre a giocare bene decide. Nel primo tempo è diligente nel filtro e nella pulizia delle seconde palle, dando ordine a un centrocampo che, nonostante la superiorità numerica, a tratti gira con poca velocità. Sfiora anche il goal con un mancino dopo la mezz’ora: segnale di una serata in cui sente l’area e non si limita al compitino. Nella ripresa si prende la scena: è il più rapido a leggere la palla vagante in area e la scaraventa dentro di sinistro, con freddezza e istinto. Gol che vale tre punti e, soprattutto, restituisce l’idea di un giocatore "dentro" la partita dal primo all’ultimo minuto.

VILLA 6 - Non è ancora quello che macina chilometri e produce cross a ripetizione come a inizio stagione, ma l’approccio è corretto e la corsia resta una delle strade più credibili. L’azione del goal nasce dal suo binario: spinge con tempi giusti e dà ampiezza quando serve, senza perdere la posizione. Non sempre pericoloso nell’ultimo passaggio, però utile nel tenere aperto il campo e nel costringere l’Atalanta a scivolare lateralmente.

LIGUORI 5,5 - Serata opaca, e il giudizio nasce proprio dalla mancanza di tracce. Non trova il tiro, non trova l’uno-due con i compagni, non accende l’intesa tra le linee. In una partita che, per contesto, avrebbe richiesto una scintilla di qualità per trasformare il controllo in dominio, lui resta ai margini: poche iniziative, poca presenza negli ultimi venti metri. Non è tanto questione di errori clamorosi quanto di assenza di peso specifico. Nel finale lascia il posto. (Dal 43’ st DI VICO s.v. - Entra e in pochi minuti fa più rumore: tiro di controbalzo potente, Vismara deve impegnarsi seriamente per respingere. Impatto immediato, anche se breve).

FERRARI 6 - Lavora da centravanti "di sistema": fa a sportellate, protegge palla, cerca la sponda e prova a far salire la squadra. L’intesa con Achik è buona: quando uno si accende, l’altro prova a dargli un appoggio pulito. Non segna, ma partecipa all’azione del gol con la sua capacità di stare dentro il traffico e di sporcare le marcature avversarie. Prestazione concreta, non appariscente, ma utile. (Dal 27’ st MOLINA 6 - Debutto in maglia granata: minuti iniziali di ambientamento. Non fa cose straordinarie e non "ruba l’occhio", però non commette nemmeno leggerezze. Voto di incoraggiamento per l’ingresso ordinato e per l’atteggiamento).

ACHIK 6,5 - Il più intraprendente e, a tratti, l’unico davvero capace di spaventare Vismara. Nel primo tempo quasi ogni conclusione granata porta la sua firma: ci prova a giro, insiste su punizioni e piazzati, cerca la porta con coraggio. Nella ripresa trova ancora Vismara a dirgli di no, poi però si macchia di un errore pesante: nel finale, da posizione favorevole, spedisce alto l’occasione che avrebbe chiuso la partita e tolto ansia a tutti. Resta, comunque, la fonte principale di estro e iniziativa: senza di lui, la Salernitana sarebbe stata troppo piatta. (Dal 43’ st FERRARIS s.v.)

ALL.: RAFFAELE 6 - Tra assenze e scelte obbligate, più che disegnare la formazione deve amministrare le risorse disponibili. La gara gli si mette bene subito con il rosso a Cissè, ma la Salernitana non capitalizza quanto potrebbe: l’Atalanta U23, invece di pressare alto, sceglie di abbassarsi e difendere compatta con due linee strette, proteggendo la propria metà campo e aspettando l’errore. I granata, però, non aumentano abbastanza ritmo e intensità: corsie laterali non sempre aggressive, pochi strappi continui, tante iniziative affidate a fiammate individuali (soprattutto di Achik). Nella ripresa arriva il gol con l’incursione di De Boer, ma neanche con la doppia superiorità numerica la squadra chiude i conti: si resta sul "corto muso", fino al fischio finale. Vittoria preziosa e liberatoria, ma con un messaggio chiaro: quando la partita ti offre così tanto, devi essere più spietato.

Redazione Sport - Salernitana -

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