

di Massimiliano Catapano
Da Nocera Superiore ai riflettori dei set nazionali, con la naturalezza di chi non ha ancora compiuto dieci anni ma sembra già sapere cosa significa stare davanti a una macchina da presa. Samuel Ventura ha 8 anni ed è uno di quei volti che, quando compaiono in scena, sanno farsi notare senza bisogno di effetti speciali: presenza, tempi, sguardo. Doti rare a qualsiasi età, ancora di più in un bambino. A costruire questo percorso, però, non c’è soltanto un talento istintivo. Samuel studia recitazione alla Scuola di Cinema di Napoli, un ambiente formativo dove la disciplina conta quanto l’ispirazione. Qui, racconta chi lo segue da vicino, sta affinando un carisma già evidente e una capacità autentica di trasmettere emozioni, con quella spontaneità che spesso è il segno più convincente di un attore in crescita.
Il prossimo passaggio è già fissato in calendario: il 30 gennaio Samuel sarà su Canale 5 nella serie "Colpa dei sensi", diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo. Nella produzione interpreterà il piccolo Leonardo, un ruolo che lo proietta direttamente dentro un contesto televisivo di grande visibilità e con una regia esperta, abituata a lavorare sui dettagli e sulla credibilità dei personaggi. Non solo fiction. Samuel sarà anche protagonista di un progetto Rai dal forte valore civile e simbolico: il corto "Un nome che non è il mio", realizzato in occasione dell’ottantesimo anno della Shoah. Un lavoro che, per temi e responsabilità narrativa, richiede delicatezza e maturità interpretativa, e che aggiunge un tassello importante alla sua giovane esperienza: la recitazione come racconto, memoria e consapevolezza.
Eppure, dentro questo ritmo fatto di provini, set e studio, resta la cosa più semplice e forse più bella: Samuel è ancora un bambino. Curioso, pieno di interessi, capace di alternare la concentrazione richiesta da una scena alle passioni di tutti i giorni. Ama gli scacchi, il Basket e ha un sogno che sa di libertà: il mare, immaginato come orizzonte e come promessa. Il suo è un viaggio appena cominciato, e proprio per questo racconta qualcosa che va oltre la notizia: il valore di una crescita fatta di opportunità, impegno e radici. Nocera Superiore lo guarda con orgoglio, mentre lui - passo dopo passo - continua a fare ciò che riesce meglio: imparare, mettersi alla prova, sorprendere. E se l’inizio è questo, davvero il meglio potrebbe essere ancora davanti.
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