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Pallanuoto, l'esperienza e la forza della Serbia mettono ko il Settebello

23/01/2026

Azzurri testa e cuore, ma la Serbia è ancora tabù agli europei. Nella bolgia della "Belgrade Arena" i campioni olimpici si impongono per 17-13. Domenica 25 gennaio alle 17.00 si torna subito in acqua per una medaglia. L'Italia ritrova la Grecia nella finale per il bronzo dopo il 15-13 subito lunedì scorso nella seconda fase senza demeritare. Anche a Zagabria 2024 gli azzurri avevano disputato la finale per il terzo posto, vincendo 12-7 con l'Ungheria. La finale per l'Oro europeo è in programma a seguire, alle 20.30 tra Serbia e Ungheria, che nella Semifinale precedente ha battuto gli ellenici 15-12. "È stata una partita difficile da giocare. - commenta il ct Sandro Campagna - E giocare in questa atmosfera per i miei ragazzi è stato un bel banco di prova. Secondo me non abbiamo giocato così male malgrado il punteggio. Ci hanno rotto subito un po' di confidenza in difesa con quei tiri da 6 metri e sapevamo che era una loro opzione; siamo stati un po' larghi nel pressing e non abbiamo bloccato bene l'uno contro l'uno nel tiro da 6 metri. Però la partita fino all'8-6 era in gioco, abbiamo avuto due uomini in più per l'8 a 7 e abbiamo sbagliato; peccato perchè lì avevamo la chance di restare a fine secondo tempo a ridosso nel punteggio e potevamo avere un po' più di coraggio poi. Nel terzo tempo abbiamo prodotto tanto e abbiamo sbagliato tanto. I tiri un po' sconclusionati, un po' anche sfortuna, qualche paletto interno, due o tre tiri a porta vuota, la palla non entrava. Situazioni che ci hanno fatto perdere un po' di fiducia. Però devo dire bravi ai ragazzi: hanno giocato con cuore, con coraggio. Hanno fatto vedere anche delle belle trame di gioco, però chiaramente nel fondamentale dell'uomo in più e dell'uomo in meno loro sono stati meglio di noi e bisogna fargli i complimenti. Adesso incontriamo la Grecia, una bellissima squadra. Faremo tesoro degli errori commessi nella partita di lunedì e ci prepareremo per cercare di vincere un Bronzo meraviglioso".

I primi sette in vasca sono Del Lungo, Alesiani, Ferrero, Di Somma, Dolce, Iocchi Gratta e Antonucci. Rimangono in tribuna Alessandro Carnesecchi per l’Italia e Radomir Drasovic per la Serbia.
La prima palla è serba e la difesa azzurra fa blocco. Alla successiva Mandic apre le marcature con un missile acqua-aria dai sei metri. L’attacco azzurro è sempre coperto dai fischi dei tifosi di casa; conquista l’uomo in più e Bruni pareggia (assist di Ferrero). La sfida si accende subito. Nikola Jaksic ancora dai sei metri fa 2-1. Di Somma la stampa sul palo alla sinistra di Glusac. L'Italia difende benissimo una doppia inferiorità (nel pozzetto Ferrero e Di Somma), fallisce una controfuga con Alesiani e piazza il colpo con Iocchi Gratta (2-2). Ancora Mandic per il 3-2. Non c’è schema e diventa ancora più difficile; ma Di Somma dai sei metri prende le misure pareggia 3-3. In chiusura di tempo Rasovic realizza in superiorità e dai sei metri Dedovic piazza il +2 con Bruni che accorcia per il 5-3.
Inizia il secondo tempo, Ferrero ruba palla e avvia l’azione conclusa da Iocchi Gratta (la palla si ferma sulla linea). Martinovic, invece, trasforma la superiorità del 6-3 con Di Somma già carico di due falli. Replica immediata di Ciccio Condemi in più (6-4). Dal perimetro Rasovic riporta la Serbia a +3. Entra De Michelis: Campagna prova a dare la scossa. L’Italia difende l’uomo in meno e Alesiani in controfuga conquista il rigore che Ferrero trasforma per il 7-5. Replica in superirità Cuk per l’8-5. L'Italia non sfonda malgrado un'azione prolungata con due parate di Glusac e il palo di Bruni. Del Lungo si alza dalla panchina, sprona i compagni insieme a Campagna, e Gianazza va a segno in extraplayer su assist di Balzarini. Gli arbitri assegnano il rigore alla Serbia che il VAR, richiamato da Campagna, cancella e trasforma in espulsione con sostituzione per il capitano Jaksic. L'Italia non realizza la superiorità e la pioggia di fischi e timore si trasformano nell'urlo del 9-6 di Mandic. A 13 secondi dal cambio campo Iocchi Gratta segna il nuovo -2 (9-7).
Scatta il terzo tempo, la palla è blu, ancora Iocchi Gratta colpisce la traversa. Risponde subito Mandic (già al quarto gol personale) per il 10-7. La Serbia salva due inferiorità e trasforma l’uomo in più con Lazic per l’11-7 che porta anche al terzo fallo grave Di Somma. Rasovic allunga sul 12-7 in più a 3’20”. Campagna chiama timeout. Balzarini (12-8) e Condemi (13-9) risalgono la marea frenando Vico (13-8); Del Lungo torna in porta, poi il VAR assegna un gol a Rasovic (14-9) con in precedenza il pallone considerato sulla linea immaginaria di porta e non oltre. Condemi e Vico chiudono il tempo sul 15-10. Si riparte con Iocchi Gratta che capitalizza la doppia superiorità azzurra.
L’ultimo tempo è una giostra di gol e grandi giocate da entrambe le parti. Nel mezzo Del Lungo para un rigore a Rasovic e Glusac devia in angolo quello tirato da Bruni. A Iocchi Gratta in più per il 15-11 rispondono Lazic dal centro e Rasovic in superiorità per il 17-11, poi due gol di Ferrero in più chiudono le marcature per il 17-13 conclusivo.

A fine gara così il salernitano Vincenzo Dolce, in vasca contro i balcanici anche 6 anni fa a Budapest insieme a Del Lungo (8-7 nella finale quinto posto per i serbi): "Era una partita difficile, ma mi dispiace perchè forse potevamo fare meglio alcune cose che ci eravamo detti, soprattutto dietro. Sono mancate qualche stoppata e qualche difesa più intensa per ripartire. Abbiamo perso un po' di quella fiducia dietro e poi in attacco abbiamo, secondo me, faticato per questo. Però queste partite faranno crescere sicuramente il gruppo, noi tutti, me stesso, perchè sono partite che non ti dimentichi. Non capita tutti i giorni di giocare davanti ad un pubblico così. Noi eravamo carichi, abbiamo dato tutto e dispiace. Adesso rivedremo i nostri errori, ma vogliamo chiudere in bellezza questo torneo andandoci a conquistare un Bronzo che è importantissimo per noi". Parla anche il capitano Marco Del Lungo: "Siamo stati quasi sempre dentro la partita. Purtroppo a tratti abbiamo commesso troppi errori che ci hanno condizionato fin dall'inizio e ce li siamo portati dietro. Queste partite si giocano su queste tipologie di errori, soprattutto uomo in meno, uomo in più. Sono stati molto più cinici di noi, molto più concludenti in determinate situazioni, quindi complimenti alla Serbia. Ora dobbiamo trasformare questa frustrazione in rabbia perchè c'è ancora una medaglia da giocarci".

SERBIA-ITALIA 17-13
SERBIA: R. Filipovic, D. Mandic 4, S. Rasovic 4, S. Randjelovic, M. Cuk 1, D. Lazic 2, N. Jaksic 1, N. Vico 2, N. Dedovic 1, P. Jaksic, V. Rasovic 1, M. Glusac, V. Martinovic 1, N. Lukic. All.: Stevanovic
ITALIA: M. Del Lungo, F. Cassia, J. Alesiani, M. Del Basso, F. Ferrero 3 (1 rig.), E. Di Somma 1, V. Dolce, T. Gianazza 1, M. Iocchi Gratta 3, L. Bruni 1, F. Condemi 3, F. De Michelis, A. Balzarini 1, M. Antonucci. All.: Campagna
ARBITRI: Margeta (Slo) e Gomez Pordomingo (Esp)
NOTE: parziali 5-3, 4-4, 6-3, 2-3. Usciti per limiti di falli Di Somma (I) nel terzo tempo, Dedovic (S), Condemi (I), Randjelovic (S) e V. Rasovic (S) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Serbia 9/14 + un rigore e Italia 8/19 + 2 rigori. Espulso per gioco aggressivo N. Jaksic (S) a 7'00" del secondo tempo, sull'8-6. Nel quarto tempo, sul 17-11, Del Lungo (I) para un rigore a S. Rasovic al 2'30" e Glusac (S) a Bruni al 2'56". A 2'06" del secondo tempo De Michelis (I) subentra a Del Lungo che poi rientra in campo a 6'05" del terzo tempo. In tribuna per l'Italia Carnesecchi. 

Redazione Sport - Sport -

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