

di Massimiliano Catapano
La Salernitana torna da Caravaggio con una vittoria che interrompe un passaggio a vuoto e rimette ossigeno nella corsa: contro l’Atalanta U23 finisce 0-1, decide De Boer, e in casa granata si riaccende soprattutto un concetto che nelle ultime settimane stava sfuggendo: la serenità. Nel post-partita, ai microfoni di LiraTv, Giuseppe Raffaele ha letto la gara come una prova di maturità tattica e di controllo: una squadra "ordinata", capace di tenere in mano il pallone e di limitare i rischi contro un avversario che, per caratteristiche, può fare male quando riparte. Il tecnico ha insistito su un punto: la Salernitana, a suo avviso, avrebbe potuto chiudere prima la partita, trasformando il predominio in un risultato più comodo. Il valore dei tre punti, però, non si misura solo nel tabellino: è un’iniezione di fiducia in un periodo complicato, tra influenza e infortuni, e con una rosa che continua a cercare continuità e condizione. Raffaele ha anche ricordato il rendimento recente, invitando a leggere il momento con una prospettiva più ampia: dieci punti nelle ultime cinque gare, con alcune prestazioni positive non sempre premiate dagli episodi.
E qui entra il tema che l’allenatore non ha nascosto: per un club come la Salernitana, vincere non è una possibilità, ma un dovere. Il margine di crescita, semmai, è nella fase offensiva: più precisione e più cattiveria sotto porta possono alleggerire le partite e ridurre la dipendenza da episodi o giocate individuali. Sul fronte singoli, applausi a Iervolino e De Boer, citati per l’impatto, e segnali incoraggianti anche da Capomaggio e Berra, indicato come un elemento in crescita. In infermeria, invece, si entra in una settimana di valutazioni: Golemic è da monitorare giorno per giorno, Anastasio va riportato al cento per cento, mentre su Inglese si lavora per capire tempi e percorso terapeutico. Nota a parte per Molina, arrivato da poco e già gettato nella mischia: un quarto d’ora per rompere il ghiaccio e un messaggio chiaro, “ci darà una mano fino a fine campionato”.
Le dichiarazioni di Giuseppe Raffaele
"Abbiamo avuto sempre il pallino del gioco, siamo stati ordinati. - esordisce - Potevamo fare gol prima e chiuderla avendo avuto il dominio del gioco, ma pesa il fatto che nelle ultime due non abbiamo vinto. La squadra a prescindere dall’inferiorità è partita bene. Nelle ultime cinque abbiamo fatto 10 punti, bisogna sempre vedere le cose da diversi punti di vista. Io sto cercando di tirare fuori il massimo. Bene Iervolino e De Boer, anche Capomaggio e Berra che sta crescendo. Questi 3 punti sono un’ottima iniezione di fiducia. Per Golemic dobbiamo vedere durante questa settimana e dobbiamo riprendere completamente Anastasio. Le partite girano attorno agli episodi, per me anche contro il Cosenza meritavamo di più. Per noi vincere è un obbligo".
E poi: "I ragazzi sono stati ordinati, l’Atalanta è pericolosa nelle ripartenze e non abbiamo concesso alcun contropiede. Con più incisività possiamo rendere le gare più comode per noi. Noi non abbiamo alibi o attenuanti, oggi abbiamo 42 punti con una squadra completamente nuova che ha ottenuto qualcosa in più in alcuni casi e qualcosa in meno in altre situazioni. Sono contento che per la seconda volta consecutiva non abbiamo preso goal. Nonostante Siracusa, abbiamo fatto quattro prestazioni positive nelle ultime cinque giornate. Purtroppo questo è un periodo che non ci dà pace tra influenza ed infortuni. Molina deve lavorare, il ragazzo è arrivato venerdì ed ha dato il suo aiuto per 15’. Ci darà una mano da qui fino a fine campionato. Inglese ha un problema, in un primo momento pensavamo ancora più delicato. Adesso stiamo ragionando sul come metterlo dentro e sulla terapia da seguire".
La riflessione
La vittoria in trasferta è un fatto, e in questo momento conta. Ma se si vuole davvero capire cosa resta di Caravaggio, bisogna tenere insieme due verità: la Salernitana porta a casa tre punti e un altro clean sheet, il secondo consecutivo, e questo per la difesa è benzina pura, autostima che torna a circolare nei duelli e nelle scelte. Allo stesso tempo, però, la partita vive anche di un contesto che pesa: l’Atalanta U23 ha chiuso in nove, e inevitabilmente l’analisi del "dominio" va maneggiata con equilibrio. Il controllo del gioco può essere reale, ma il metro cambia quando l’avversario perde uomini: a parità numerica sarebbe stato un test più pulito, più indicativo.
E qui sta il punto che interessa davvero anche i tifosi: non è un "processo" a nessuno, è un invito alla chiarezza. Perchè è la seconda volta in poco tempo che Raffaele parla di partita "meritata" e di gioco "dominato", anche dopo gare in cui la sensazione, sugli spalti e davanti alla televisione, era diversa. Ammettere che oggi la Salernitana fatica a essere continua, che spesso si accende per strappi e per guizzi dei singoli, non è un peccato: è il primo passo per trovare le contromisure giuste, le scelte che trasformano la solidità in entusiasmo e la gestione in superiorità vera. Caravaggio regala fiducia. Adesso serve una cosa sola: farla diventare identità.
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