

di Massimiliano Catapano
Uno-due fatale Altamura in casa della Cavese (foto Lorenzo Giordano), al "Lamberti" finisce 1-2 e la situazione in classifica dei metelliani torna a complicarsi. Sotto tono in tanti dopo la buona prova di Catania: tra errori individuali e calo collettivo, pochi i promossi. Di seguito le pagelle degli aquilotti:
Boffelli 4,5 - Alterna interventi da portiere di categoria superiore a blackout che costano carissimo. È questa l’immagine più preoccupante del suo campionato: non tanto l’errore in sé, quanto la sensazione di instabilità. Sul raddoppio la lettura è sbagliata e l’episodio diventa una mazzata per i compagni, già colpiti psicologicamente. Anche sul primo gol resta quell’idea che si potesse fare qualcosa in più, almeno in termini di reattività e posizione. È il classico caso in cui, più che una bocciatura, serve uno "scossone": la gestione del ruolo, a questo punto, diventa un tema anche per lo staff.
Bolcano 5 - Dopo la prova convincente della scorsa uscita, qui torna a ballare sul filo dell’incertezza. Nel ruolo ibrido che gli viene chiesto per necessità non riesce a essere sempre pulito: sul primo gol la scelta di non attaccare il pallone con decisione pesa come un macigno, perché facilita l’azione avversaria e spezza l’equilibrio. Nella ripresa prova a restare dentro la partita, ma non dà quella solidità che serviva per rimanere aggrappati fino in fondo. (dal 64’ Nunziata 6) - Entra a gara già compromessa, ma si sistema senza tremare e non commette sbavature. Ordinato.
Cionek 4,5 - Da uno con esperienza e carisma ci si aspetta la classica partita "da comandante", quella che tiene in piedi gli altri nei momenti difficili. Invece succede il contrario: errori tecnici e di valutazione che non appartengono al suo repertorio. Il rinvio corto che innesca l’azione dello 0-2 è un regalo inaccettabile, poi l’episodio viene completato dalla giocata avversaria e dall’incertezza generale. Non è tutto: rischia ancora perdendo un pallone pericolosissimo che poteva trasformare la serata in un tracollo. Prestazione difficile da spiegare.
Loreto 5,5 - Ha responsabilità anche lui nell’azione del primo goal: prova a salire per il fuorigioco, ma senza la linea compatta diventa un azzardo che spalanca spazio proprio a chi non doveva averne. Però è uno dei pochi che non smette di "credere" nelle seconde palle e nel lavoro sporco. Da una sua determinazione nasce l’episodio che porta al gol della speranza: non riscrive la partita, ma evita che la squadra si spenga del tutto.
Amerighi 6,5 - Se il primo tempo della Cavese ha una traccia riconoscibile, è soprattutto merito suo. Attacca lo spazio con tempi giusti, spinge e crea superiorità, costringendo gli avversari a rinculare più volte. Difensivamente lascia qualcosa (in un’occasione la corsia si apre e arriva il pericolo, poi rientrato anche per episodi arbitrali), ma è uno di quelli che produce volume, presenza, iniziativa. Sfortunatissimo sul colpo di testa ravvicinato respinto dal palo: avrebbe meritato il gol e un voto ancora più alto. (dall’80’ Fusco sv) - Troppo poco tempo per un giudizio.
Orlando 6,5 - Non è una partita lineare: in mezzo al campo soffre a tratti, va a corrente alternata e non sempre trova posizione e ritmo nel ruolo che gli viene cucito addosso. Ma ha ciò che manca a molti in serate così: la giocata che taglia il grigiore. Il suo goal riapre per un attimo l’aria, dà un senso agli ultimi minuti e certifica un dato importante: è uno che vede la porta, e i numeri lo confermano con il settimo centro in blufoncé, miglior bottino personale. Non può fare miracoli da solo, però è uno dei pochi a meritare gli applausi.
Awua 5,5 - Si nota subito che non è al massimo: meno brillante, meno dominante, meno “motore” del solito. E quando lui gira a metà, la squadra perde giri. Fa quello che può finché resta in piedi, poi arriva anche il colpo che lo costringe a chiedere il cambio, con l’ansia inevitabile vista la coperta corta in mezzo. In una partita già difficile, la sua condizione non piena è un handicap pesante. (dal 64’ Maiolo 6) - Entra e almeno prova a dare un segnale, un paio di giocate a testa alta e un minimo di intraprendenza. Non risolve, ma non si nasconde.
Visconti 5 - L’avvio lasciava sperare: qualche movimento intelligente e la sensazione di poter incidere. Poi, però, si spegne. Sparisce dal traffico, si fa assorbire dal ritmo della partita e riemerge solo nel finale con un pallone perso a metà campo che rischiava di generare un altro guaio, poi raddrizzato con una pezza personale. È poco per chi dovrebbe portare qualità e continuità di scelta.
Diarrassouba 5 - Qualche cross interessante lo mette, e uno dei palloni migliori finisce proprio sulla testa di Amerighi, che però sbatte sul palo. Il problema è che col passare dei minuti cala, soffre e non riesce a dare una mano costante sulla corsia, lasciando Loreto più esposto del dovuto. Nella ripresa viene spostato e rimescolato più volte, ma non trova la giocata "giusta" e finisce per sbagliare anche situazioni semplici, come un traversone senza pressione. (dal 91’ Macchi sv) - Ingresso simbolico.
Fella 5,5 - Non si può dire che non ci provi: è generoso, si sbatte, si inventa anche una rovesciata che meritava miglior destino, ma trova la risposta del portiere avversario. Il punto è un altro: il suo peso offensivo resta intermittente perché la squadra, dopo l’avvio, lo serve poco e male. Quando il collettivo cala, lui viene inghiottito e diventa più un combattente che un attaccante realmente pericoloso.
Sorrentino 4,5 - La partita, per lui, si incrina prestissimo: al 6’ ha una ripartenza da sfruttare e la chiude con un destro debole e fuori misura, un errore che in match del genere ti resta attaccato addosso. Da lì in poi è una sequenza di scelte sbagliate, fuorigioco ripetuti e frustrazione crescente, fino ai fischi al cambio. In più c’è un tema che pesa mentalmente: la situazione contrattuale e la scadenza. Ma il campo non aspetta nessuno: così non basta. (dal 64’ Ubaldi 6) - Entra meglio, più presente e più "dentro" la partita. Ha una chance nel finale, ma non trova la zampata. Almeno dà un’impressione diversa rispetto al compagno.
All.: Prosperi 5 - La premessa è chiara: scelte limitate tra infortuni, assenze e un gruppo che non recupera come servirebbe. Però, al netto dell’emergenza, la squadra fa due passi indietro rispetto a Catania. L’impressione è che manchi una struttura offensiva credibile: si fa fatica a concretizzare, si arriva poche volte con pulizia negli ultimi metri e, quando si arriva, manca cattiveria. La panchina offre poco perché poco c’è, e questo non è solo un alibi: è un segnale che riguarda anche chi deve intervenire sul mercato e sulle risorse. Così com’è, l’impresa diventa complicata e non sarebbe nemmeno giusto scaricare tutto su campo e staff: serve una sterzata, in fretta, soprattutto davanti.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.