

di Massimiliano Catapano
Firenze piange Rocco B. Commisso. Il presidente e proprietario della Fiorentina è morto a 76 anni dopo un prolungato periodo di cure, come comunicato dal club viola e confermato anche negli Stati Uniti, dove viveva e dove stava affrontando la malattia. La notizia è stata affidata a una nota che porta il dolore di una famiglia prima ancora che di una società sportiva: accanto alla moglie Catherine - con cui aveva raggiunto il traguardo dei 50 anni di matrimonio - i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina. Nel ricordo tracciato dal club, Commisso viene descritto come un uomo "dolce e deciso", instancabile fino agli ultimi giorni, sempre presente nel lavoro e nella visione, tra le sue aziende e il futuro della Fiorentina. Nato il 25 novembre 1949 a Marina di Gioiosa Ionica, nel Reggino, a 12 anni lasciò la Calabria per raggiungere il padre negli Stati Uniti: una scelta che avrebbe segnato l’intera sua parabola, personale e imprenditoriale. Da quella partenza nacque un percorso americano costruito con determinazione: Commisso diventò il fondatore e chairman di Mediacom, una delle maggiori realtà del cavo negli USA, e rimase sempre legato - nel carattere e nella passione - alle sue radici italiane.
Il calcio, per lui, non fu mai una parentesi mondana. Era una passione autentica, coltivata da ragazzo e poi trasformata in responsabilità. Il 10 gennaio 2017 acquistò la quota di maggioranza dei New York Cosmos, esperienza che anticipò il passo decisivo: il 6 giugno 2019 l’acquisizione della Fiorentina, il club che - come ha ricordato la stessa società - "è diventato il suo amore" negli ultimi sette anni. Da allora Commisso si è legato alla città e ai suoi tifosi con un rapporto spesso diretto, a tratti ruvido, ma sempre viscerale, fino all’orgoglio di sentirsi parte della comunità viola. Negli ultimi mesi, complici l’assenza prolungata dall’Italia e le condizioni di salute, la sua presenza era diventata soprattutto voce a distanza. Lo scorso dicembre 2025, dall’America, aveva inviato un messaggio ai tifosi in un momento complicato per la squadra: parole di scuse, un appello a restare uniti e a sostenere il gruppo, ribadendo la volontà di non arrendersi e di non "mollare" proprio adesso. Un tentativo di stringere l’ambiente, chiedendo protezione per la squadra e compattezza attorno alla maglia.
In queste ore il cordoglio si è allargato ben oltre Firenze: il mondo del calcio si è stretto attorno alla famiglia Commisso e alla Fiorentina, con messaggi e reazioni che raccontano quanto il suo profilo - imprenditore, uomo di sport, presidente - fosse diventato un riferimento riconoscibile nel panorama calcistico italiano. Commisso lascia un’eredità che non si misura soltanto nei bilanci o nei progetti: resta l’immagine di un presidente che ha scelto Firenze e la Fiorentina come la sfida più emotiva della sua vita pubblica, investendoci tempo, energia e identità. Oggi, 17 gennaio 2026, la città viola si ferma. E insieme al dolore, resta una domanda inevitabile sul futuro societario: come proseguirà il cammino iniziato nel 2019, senza l’uomo che ne era diventato il volto e la voce.
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