

di Massimiliano Catapano
Una sconfitta che brucia, più per la dinamica che per il valore dell’avversario. Fabio Prosperi (foto Lorenzo Giordano) esce dal "Massimino" con il volto di chi sente di aver fatto una partita vera, ordinata, coraggiosa, dentro un contesto complicato e contro quella che lui stesso definisce la squadra più attrezzata del torneo. Eppure il risultato premia il Catania, che nel finale trova la spallata decisiva, mentre la Cavese resta con il rammarico per episodi e dettagli non sfruttati. Prosperi parte da un’analisi netta: "Fa male perdere in questo modo perchè la pericolosità del Catania l’ho vista solo ed esclusivamente sulle palle inattive, dove loro sfruttano una fisicità fuori dal comune in questa categoria". Per il tecnico biancoblu, anche nel primo tempo le vere insidie arrivano soprattutto da lì: "Hanno avuto due occasioni su palle inattive, la prima con un errore nostro in uscita". Il tema dell’emergenza resta sullo sfondo, ma pesa nel racconto: "C’è rammarico perché nell’emergenza abbiamo fatto secondo me una buonissima partita contro la stragrande favorita a vincere il campionato e giocando in uno stadio importante".
Il passaggio più acceso riguarda però l’azione che porta alla punizione da cui nasce il primo goal, nell’interpretazione dell’allenatore: "Loreto è stato strattonato non so per quanto tempo". E aggiunge una sensazione che, a suo dire, si ripete: "Veniamo regolarmente puniti, non è la prima volta. Magari il goal lo avremmo preso dopo, ma è un continuo andare ai danni della Cavese". Prosperi allarga il discorso citando precedenti che, nella sua lettura, vanno nella stessa direzione: "È successo anche a Cosenza e contro il Sorrento". E sulla gara del "Massimino" entra più a fondo: "Onestamente c’è stato più di qualche episodio che immaginavamo sarebbe andato a favore del Catania". Nonostante l’amarezza, il tecnico rivendica la prestazione, soprattutto per attenzione e organizzazione: "Grande peccato, usciamo sconfitti dopo una partita fatta con grande attenzione tattica e qualità". E sottolinea anche ciò che la Cavese ha prodotto: "Con Fusco abbiamo avuto un’occasione che poteva essere importante davanti al portiere". Nel secondo tempo, inoltre, c’è stato un tratto in cui la Cavese ha alzato il baricentro, provando a graffiare: "C’è stato un momento in cui siamo stati parecchio nella metà campo del Catania ma ci è mancata la stoccata".
Nel bilancio, Prosperi salva soprattutto l’anima del gruppo: "Mi porto dietro la prestazione della squadra che è rimasta in partita fino alla fine". Ma non nasconde un dettaglio che non gli è piaciuto nell’ultima parte: "Non mi è piaciuta la parte finale prendendo anche il 2-0 e rischiando di subire il terzo goal, ma ormai non aveva più niente da dire la gara". Da qui, però, nasce un messaggio chiaro, quasi programmatico, che va oltre la singola gara: "Questa partita ci dà la consapevolezza che noi in questo campionato ci possiamo stare, vogliamo starci e lotteremo fino alla fine". E Prosperi spiega anche su cosa si regge il percorso: "Abbiamo una squadra piena di giovani, che devono crescere velocemente misurandosi in questi palcoscenici con giocatori aventi carriere incredibili". Sui suoi ragazzi non punta il dito, anzi: "Non posso rimproverare niente ai ragazzi, hanno risposto bene tutti". E chiude allargando lo sguardo sulla durezza del campionato e sul modo in cui la Cavese ha interpretato una gara che sulla carta sembrava proibitiva: "Ogni incontro di questo campionato è difficilissimo. All’inizio eravamo dati per vittima sacrificale in un incontro proibitivo sulla carta e invece il Catania l’ha spuntata solamente nel finale. Dispiace perché eravamo arrivati proprio lì".
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