

di Massimiliano Catapano
Due episodi negli ultimi minuti cancellano una prova di sacrificio: Boffelli super, difesa tenace, poi le palle inattive fanno male e il Catania vince 2-0 (foto Catania FC). Di seguito le pagelle della Cavese:
Boffelli 7 - Tiene in piedi la squadra con interventi di livello: legge bene le conclusioni ravvicinate e si oppone con riflessi e posizionamento, soprattutto quando il Catania prova ad alzare il ritmo e a riempire l’area. Attento anche sulle situazioni sporche, quando la palla scivola e cambia traiettoria sul terreno viscido. Poco può sulla zuccata che sblocca il match e sulla giocata nel finale: due colpi quasi a freddo, arrivati quando la Cavese sembrava aver trovato la chiave per portarla a casa.
Evangelisti 5,5 - Rientra dall’inizio e si vede che non è al massimo: parte con ordine, fa le cose semplici e prova a rimanere dentro la partita con interventi puntuali. Col passare dei minuti, però, cala in lucidità e rischia grosso in una lettura che per poco non spalanca la porta agli avversari. Serata di sofferenza, anche fisica: generoso, ma non incisivo come serviva.
Bolcano 7 - Dopo un lungo periodo lontano dai riflettori, si prende la scena nel modo migliore possibile. Dentro un ambiente caldo e contro attaccanti che sanno come si fa male, gioca con personalità: gestisce palla con freddezza, non la butta mai quando può costruire e dà sicurezza a chi gli sta vicino. Nella metà campo avversaria prova anche a far partire l’azione che crea il presupposto più interessante per la Cavese, cercando il secondo palo con intelligenza. Prestazione da "vecchio mestiere", senza sbavature decisive e senza colpe sui goal.
Loreto 6 - È il riferimento di esperienza nel terzetto arretrato e la sua gara è fatta di letture, coperture e correzioni continue. Prova a tenere compatta la linea quando il Catania accelera e spesso ci riesce. Peccato per l’episodio della punizione che porta al vantaggio: un’azione nata da un contatto che costa caro, poi in area si perde l’uomo sullo sviluppo, anche per via delle dinamiche di zona. Nel complesso resta una prova utile, di sostanza.
Amerighi 6 - Parte a scartamento ridotto: il campo lo tradisce più volte, perde equilibrio e aderenza, ma non esce mai mentalmente dalla partita. Lotta, va sulle palle alte, si fa sentire nei contrasti e tiene la posizione quando serve. Nella ripresa cresce, prende più coraggio e riesce anche a spingere con maggiore continuità, dando un contributo importante soprattutto quando la Cavese deve respirare e alzarsi.
Orlando 6 - Serata più operaia che brillante, ma il lavoro non manca. Soffre le condizioni del terreno come molti compagni, e questo lo limita nelle giocate pulite. Tuttavia rimane dentro la gara, si offre in appoggio e prova a fare da raccordo quando la palla passa dai suoi piedi. L’unica occasione vera nasce da una punizione che non riesce a superare la barriera: episodio, ma atteggiamento sempre presente.
Awua 6,5 - All’inizio sembra quasi dover litigare con il pallone: qualche controllo sporco, qualche scelta ritardata, anche per via del "grip" complicato. Poi prende le misure e diventa un fattore: strappa, recupera, si impone fisicamente e dà quel predominio in mezzo che permette alla Cavese di non farsi schiacciare. Nel finale paga tutto con i crampi e alza bandiera bianca proprio quando la partita entra nella sua fase più velenosa. (84’ Visconti s.v.)
Maiolo 6 - Si carica subito di responsabilità (e di rischio) spendendo un giallo per spezzare una ripartenza: scelta che pesa perché lo costringe poi a giocare con prudenza. Nonostante questo, resta dentro la partita con attenzione, senza scomporsi e con una prova complessivamente sufficiente, soprattutto considerando età e contesto. L’allenatore lo richiama in un momento delicato anche per evitare guai peggiori. (59’ Munari 6 - Rientro prezioso dopo oltre un mese. Porta esperienza, ordine e qualche lettura che aiuta a gestire l’ultima mezz’ora, in una fase in cui serviva soprattutto equilibrio).
Pelamatti 5 - Rivederlo dall’inizio è una scelta coraggiosa, ma la risposta non è quella sperata. Dopo mesi di poca continuità, fatica a trovare ritmo e riferimenti: quando l’avversario gli prende le misure, va in sofferenza e concede troppo. In un paio di situazioni ci mette anche del suo con scelte non pulite, e la partita scivola via fino al cambio all’intervallo. Occasione importante, non sfruttata. (46’ Nunziata 6 - Ingresso più solido. Tiene botta con applicazione, si sacrifica e limita i danni quando il Catania aumenta uomini e pressione. Fa il suo con pragmatismo).
Fella 5,5 - Cuore e disponibilità non mancano, soprattutto nella prima metà di gara, quando prova a dare profondità e a tenere impegnata la linea avversaria. Ha anche una chance su palla inattiva ma non trova la zampata giusta. Il giallo preso nel primo tempo lo condiziona, e da lì in poi gioca col freno tirato, finendo per uscire quasi all’ora di gioco. (59’ Sorrentino 5,5 - Ha un pallone buono e lo spreca calciando largo. Per il resto fatica a entrare davvero nel match e a lasciare un segno continuo).
Ubaldi 6 - Duello complicato contro una retroguardia fisica e contro avversari che non concedono nulla. Non è ancora al top, ma cresce col passare dei minuti: tiene palla quando serve, prova a far salire la squadra e si sbatte nei contrasti. Poi i crampi lo fermano sul più bello, quando la Cavese avrebbe avuto bisogno di ulteriori riferimenti per proteggere il punto. (79’ Fusco 5,5 - Entra e si prende subito un giallo. Ha una chance enorme per cambiare la storia della partita, ma il controllo si allunga anche per colpa del terreno e l’occasione sfuma. Poco dopo arriva il gol che chiude il match: episodio che pesa e che rende la sua serata amara).
All.: Prosperi 6 - Gestisce l’ennesima emergenza facendo scelte pratiche e, per lunghi tratti, efficaci. La Cavese resta in partita con organizzazione e spirito, e alcune mosse - su tutte il cambio di Pelamatti in difficoltà - arrivano in tempo. La squadra rende la vita dura al Catania quasi fino all’ultima curva, ma ancora una volta paga carissimo una palla inattiva nel momento decisivo. Resta la sensazione di un punto che sarebbe stato meritato e che invece si trasforma in rimpianto.
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