

Scattano gli Europei a Belgrado ma l'Italia comincia a giocare domenica. Nella giornata inaugurale, sabato 10 gennaio, sono in programma le partite del primo turno dei gironi A e C, domenica 11 quelle dei gruppi B e D ed entra in gioco il Settebello (foto Carlo Di Santo) che alle 12.45 farà il suo esordio alla "Belgrade Arena", impianto polivalente nel centro città, rinomato per ospitare una varietà di sport, tra cui la Pallanuoto, oltre a eventi culturali e concerti. Con una capienza di oltre 18.000 persone e una superficie totale di 48.000 m². Il primo avversario è la Turchia che l'Italia nella storia degli Europei ha affrontato quattro volte: 22-4 ad Atene 1991, 9-4 a Zagabria 2010, 14-6 a Eindhoven 2012, 16-2 a Belgrado 2016. Gli azzurri, che sotto la guida sapiente di Alessandro Campagna e del suo staff, anch'esso in parte rinnovato, stanno mostrando progressi continui, vengono da 5 vittorie su 5 nelle partite di inizio ciclo e dal successo al Sei Nazioni di Trebinje. In Bosnia sono anche rimasti ad allenarsi nei giorni successivi al torneo e nel pomeriggio di giovedì hanno raggiunto la capitale della Serbia, dove proseguono ad allenarsi in piscina e palestra. Nelle gare fin qui disputate hanno battuto nell'ordine l'Ungheria 15-14 a Budapest il 20 dicembre, il Montenegro 15-12 a Napoli il 29 dicembre, la Spagna 18-16 ai rigori (15-15) e la Serbia 13-11 il 4 gennaio a Trebinje, di nuovo l'Ungheria 10-9 il 5 gennaio in Bosnia.
Com'è stato il lavoro fin qui svolto e quali sono le aspettative azzurre lo spiega direttamente il commissario tecnico del Settebello Alessandro Campagna, tra i giocatori più completi di tutti i tempi e tra gli allenatori di Pallanuoto più vincenti, che vanta 522 presenze sulla panchina degli azzurri. "Abbiamo fatto veramente un ottimo lavoro - dice il ct - iniziato il 14 dicembre. Ogni allenamento è stato svolto con grande attenzione, con grande disciplina e con grande aiuto reciproco. Le cinque partite che abbiamo giocato sono anche la conseguenza di questo approccio che c'è stato all'allenamento. Abbiamo disputato delle buone partite, però chiaramente sono partite amichevoli dove non hai con un carico di stress notevole. Anche queste partite fanno parte del nostro percorso cha ha già individuato un gruppo che ha un presente e ha un futuro. A prescindere da quello che succederà adesso agli Europei dove sarà importante giocare bene, sarà significativo approcciare ogni partita con lo spirito che ci ha contraddistinto in queste fasi. Se replichiamo quel tipo di partita che abbiamo giocato anche ad un campionato europeo, metteremo altro fieno in cascina e altra esperienza importante ai fini di arrivare nel 2028 con una squadra super competitiva per giocarsi le medaglie".
Della nuova formula europea dice: "E' come se fossero due gironi, un girone iniziale di tre e un altro di tre. Dobbiamo pensare girone per girone, preoccupiamoci di vincere il primo girone e poi pensiamo a vincere il secondo per poter avere l'ambizione di arrivare a una semifinale. È interessante il fatto che all’inizio giochiamo partite sulla carta un po' più abbordabili, ciò da una parte ci consente di recuperare perchè abbiamo lavorato tanto fino a due o tre giorni fa, dall'altra ci permette di affinare ancora il gioco dal punto di vista tattico, perchè dobbiamo migliorare ancora molto e lo sappiamo. Siamo ad una buona base di partenza, però queste partite le sfrutteremo per migliorare tatticamente. Obiettivi? Noi dobbiamo disputare ogni partita con lo spirito di dare il massimo e buttare il cuore oltre ogni ostacolo. Se avremo questo spirito tutto potrà accadere. I ragazzi lo sanno". Presso il Crowne Plaza Hotel si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei campionati Europei maschili di Belgrado 2026 e in rappresentanza del team azzurro ha partecipato il direttore sportivo, campionissimo che ha totalizzato 436 presenze con la calottina rossa della Nazionale, Stefano Tempesti.
A distanza di 10 anni si torna a giocare una competizione continentale in Serbia. Nel 2016, con Alessandro Campagna in panchina, Stefano Tempesti tra i pali e Marco Del Lungo suo vice, la Nazionale si era classificata sesta. Anche allora era gennaio e gli azzurri cominciavano a giocare il giorno 11 battendo la Germania 16-5. Tempesti festeggiava la partita numero 400 con la Nazionale e Del Lungo gli subentrava nell'ultimo tempo. In quell'edizione, il 17 gennaio, gli azzurri affrontavano la Turchia per l'ultima volta agli Europei (16-2 poi due volte ai Giochi del Mediterraneo e tre alle qualificazioni di World League) ed a metà del terzo periodo Del Lungo faceva il suo ingresso in acqua, subendo gol dopo 40 secondi per mano di Beskardesler che sfruttava l'uomo in più. Oggi Marco Del Lungo è il capitano del Settebello, ha maturato tanta esperienza, vinto anche 5 scudetti con Brescia (1) e Recco (4). E' lui a presentare la partita ed aprire le porte di questo nuovo Settebello di cui dividerà i pali con Francesco De Michelis che ha vinto il ballottaggio con Tommaso Baggi Necchi. "Iniziamo il campionato d'Europa con un nuovo format, diviso in due fasi, che bisogna affrontare nel miglior modo possibile perchè sarà importante avere più punti possibili fin dall'inizio per arrivare alla seconda fase in una posizione, diciamo, privilegiata. Ed è li che dovremo dare tutti noi stessi, il 100% sempre".
Il portiere di Civitavecchia continua: "Incontriamo degli avversari duri, pesanti, come Slovacchia e Romania che ci daranno sicuramente gran filo da torcere e anche come prima partita la Turchia, che ricordo come una delle prime partite giocate da titolare quando ero il secondo di Stefano Tempesti. Da parte mia ci sono tanti ricordi del passato ed è bellissimo essere qui esattamente dieci anni dopo gli Europei di Belgrado 2016. Tutte le partite saranno dure e toste da giocare dall'inizio alla fine; bisognarà pensare giorno per giorno e concentrarsi su ciò che dovremo fare per arrivare nelle più alte posizioni del campionato europeo". Il ruolo di capitano lo inorgoglisce e rappresenta il giusto riconoscimento alla sua brillante carriera e crescita personale: "Sono molto sereno e molto grato. I ragazzi hanno già esperienze interazionali sulle spalle, quindi sono intervenuto su piccole cose. Sanno come comportarsi in questo genere di eventi, anche se questa è una competizione molto diversa dal solito a livello ambientale. Qui a Belgrado ci si aspetta un grande pubblico, piscina sempre piena e circa 12.500 spettatori, quasi come la Defense Arena all'Olimpiade di Parigi. Ci si ricorda anche dei 16.000 agli Europei di dieci anni fa. Siamo abituati si, però se è vero che da una parte tutto questo ti gasa, dall'altra può anche pesarti nei momenti chiave. E' veramente entusiasmante e faccio i complimenti all'organizzazione perchè venire a giocare qui è una cosa spettacolare ed è fantastico".
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