

di Massimiliano Catapano
Si chiude senza approdo giudiziario l’inchiesta sui presunti appalti pilotati che, per oltre un anno, ha tenuto sotto i riflettori la Provincia di Salerno e alcune procedure considerate strategiche per il territorio. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, Valeria Campanile, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura, ha disposto l’archiviazione del procedimento, sancendo l’assenza di elementi sufficienti per sostenere le contestazioni iniziali e disponendo il proscioglimento di tutti e sette gli indagati. La svolta era maturata lo scorso novembre 2025, quando il pubblico ministero Alessandro Di Vico, al termine di un’attività investigativa durata tredici mesi, aveva formalizzato la richiesta di archiviazione. Una conclusione arrivata dopo verifiche e accertamenti che, secondo quanto ricostruito, non hanno prodotto riscontri concreti a supporto delle ipotesi di reato formulate in avvio d’indagine.
Le gare al centro degli accertamenti: Fondovalle Calore, Aversana e sottopasso di Paestum
Il fascicolo ruotava attorno ad alcune procedure di gara legate a opere infrastrutturali ritenute di rilievo per l’area salernitana: tra queste la Fondovalle Calore, l’Aversana e il sottopasso di Paestum. Proprio su queste partite, nelle contestazioni iniziali, si ipotizzava l’esistenza di un meccanismo in grado di condizionare o orientare l’esito delle gare pubbliche. Ma, alla prova degli atti, il quadro indiziario non ha retto: per il Gip i sospetti non hanno trovato fondamento sufficiente per andare oltre la fase delle indagini.
Chi sono i destinatari dell'archiviazione
Il decreto riguarda figure istituzionali e tecniche di primo piano. Tra i nomi indicati nel provvedimento ci sono:
Luca Cascone, consigliere regionale;
Franco Alfieri, già presidente della Provincia ed ex sindaco di Capaccio Paestum;
Andrea Campanile, indicato come ex componente dello staff;
Michele Angelo Lizio, funzionario provinciale (nel frattempo non più Rup);
Federica Turi e Giovanni Vito Bello, funzionari comunali;
Nicola Aulisio, imprenditore cilentano, titolare della Co.Ge.A. Impesit Srl e vicepresidente di Ance Campania.
La parola fine dopo oltre un anno
L’ipotesi investigativa iniziale richiamava anche scenari pesanti — dalla presunta “contaminazione” delle procedure fino al sospetto di un’organizzazione finalizzata a manipolare le gare — ma la decisione di archiviazione mette nero su bianco un punto decisivo: mancano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. E così, dopo un percorso durato più di un anno, la vicenda viene formalmente chiusa.
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