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Salernitana, Iervolino prende posizione, difende Faggiano e Raffaele e chiama a raccolta l'ambiente. Il punto sul mercato

08/01/2026

di Massimiliano Catapano

Il passo falso di Siracusa non è stato soltanto una sconfitta sul campo. Il 3-1 del "De Simone" ha innescato un’ondata di reazioni, critiche e tensioni che hanno rapidamente investito l’intero mondo granata. In un frangente che imponeva chiarezza, Danilo Iervolino ha deciso di uscire allo scoperto, affidando al "Corriere dello Sport" un messaggio diretto, destinato a tutto l’ambiente: "Giù le mani dal direttore sportivo Faggiano e dall’allenatore Raffaele. Li facciano lavorare in santa pace". Parole che non ammettono interpretazioni. Il patron prende posizione, protegge l’area tecnica e chiede che il lavoro quotidiano non venga appesantito da polemiche e giudizi affrettati. La sconfitta in Sicilia pesa, ma non può diventare il pretesto per mettere in discussione uomini e scelte in una fase della stagione che resta ancora apertissima. Nel suo intervento, Iervolino affronta anche il tema degli investimenti, respingendo con fermezza le accuse di scarso impegno economico. I dati, sottolinea, raccontano una storia diversa: dal 2021 ad oggi la proprietà ha garantito al club 138 milioni e 500mila euro; soltanto nell’annata in corso sono stati immessi 20 milioni, con due operazioni distinte, 15 milioni il 3 ottobre e 5 milioni il 17 novembre. Numeri che collocano la Salernitana tra le realtà più strutturate della categoria: in Serie C, al pari di Benevento e Catania, il club granata vanta il monte ingaggi più alto.

Il messaggio del presidente segue una doppia direttrice: tutela piena della guida tecnica e rivendicazione di un progetto costruito su risorse concrete e continuità di investimenti. Iervolino ribadisce la fiducia nel percorso avviato, conferma la volontà di andare avanti senza arretramenti strategici, ma al tempo stesso chiarisce che fiducia non significa staticità. Dopo questo scivolone, la Salernitana è chiamata a una fase in cui serviranno maggiore attenzione e responsabilità, perché il margine di tolleranza si è assottigliato e ogni scelta dovrà portare risultati. Il campo, però, non è l’unico fronte. La reazione passa anche dalle operazioni in entrata. La dirigenza sta valutando rinforzi mirati, con l’obiettivo di innalzare il tasso tecnico senza stravolgere l’assetto. In attacco resta monitorata la pista che porta a Cosimo Chiricò (34) del Casarano, profilo già conosciuto da Faggiano: trattativa complessa, vista la riluttanza del club pugliese a privarsene. Sullo sfondo viene accostato anche Massimo Coda (37), in scadenza con la Sampdoria, ma al momento non sembra una strada che la Salernitana intenda percorrere. Sugli esterni e nel reparto offensivo, l’agenda comprende più soluzioni: Luigi Cuppone (28) dell’Audace Cerignola; Stefano Pettinari (33) della Ternana; Davide Merola (25) del Pescara; e Riccardo Tonin (25). Profili differenti, ma un’unica logica: inserire elementi pronti, capaci di incidere immediatamente.

In mezzo al campo, dopo l’innesto di Giuseppe Carriero (28), si continua a scandagliare il mercato. È stato valutato Teoman Gündüz (21) del Thun, ma l’operazione viene considerata complessa. Tra i nomi seguiti figura anche il maliano Coly Saco (23), di proprietà del Napoli e attualmente in prestito agli svizzeri dell’Yverdon. Per Lorenzo Meazzi (24) si registra un contatto preliminare, con l’ipotesi di una formula in prestito. Nel frattempo, la squadra deve fare i conti con alcune defezioni. Nel prossimo turno non saranno disponibili Golemic (una giornata) e Arena (due turni) per squalifica. Rientra Anastasio. Michael Liguori ha svolto lavoro parziale in gruppo, mentre Eddy Cabianca prosegue con il differenziato e Roberto Inglese continua le terapie. Golemic e Longobardi sono rimasti a riposo a causa di un attacco influenzale. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una società che non intende farsi condizionare dal rumore di fondo. Dopo Siracusa, Iervolino ha scelto di metterci la faccia: difesa netta di direttore sportivo e allenatore, richiamo ai numeri degli investimenti e tracciatura di una linea per il futuro. La fiducia resta, ma ora servono risposte. Sul terreno di gioco e nelle decisioni.

Ed è proprio qui che si impone una riflessione che va oltre la semplice cronaca. Se la Salernitana dispone del monte ingaggi più alto non solo rispetto a Benevento e Catania, ma dell’intero Girone C di Lega Pro, e oggi occupa il terzo posto, a sei lunghezze dalla capolista Benevento e a quattro dal Catania, allora qualcosa, oggettivamente, non torna. Non è un j’accuse, ma una constatazione: quando la forza economica non si traduce pienamente in classifica, significa che lungo il cammino sono stati commessi errori, da entrambe le parti. Errori che non vanno coperti da dichiarazioni di principio, ma riconosciuti con lucidità. Perché la vera solidità di una società non sta nel difendere ogni scelta a prescindere, bensì nella capacità di correggersi al momento opportuno. Solo così l’ambizione smette di essere uno slogan e torna a diventare un traguardo concreto.

Redazione Sport - Salernitana -

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