

Si è svolto lunedì 29 dicembre 2025, presso la sede dell'Associazione "Bruno Zevi" di Salerno, l'incontro dedicato alla presentazione del libro "Figli di un Dio Minore" di Rosa Mandia, un appuntamento attento e coinvolto che si è trasformato in un momento di confronto umano e culturale. Ad aprire gli interventi è stata la stessa Rosa Mandia, che ha raccontato la genesi del suo libro, spiegando come l'opera sia frutto di 25 anni di esperienze, maturate nel tempo e trasformata in una raccolta di storie. L'autrice ha sottolineato come il testo non nasca con un intento clinico, ma come un racconto di amore, ascolto e comprensione capaci di restituire la profondità emotiva delle persone protagoniste delle storie. Un dettaglio particolarmente significativo, riguarda le illustrazioni del libro, realizzate dalla figlia tredicenne dell'autrice che - come spiegato da lei stessa - guarda le persone senza differenze, tutte uguali nella loro dignità, ma ricche di colori e unicità. Da queste parole è emersa poi con forza anche l'importanza del ruolo di professionisti nel loro lavoro quotidiano con le persone nello spettro autistico e con le loro famiglie. E' stato sottolineato come non sia possibile limitarsi a fornire una diagnosi mediata, ma come sia invece fondamentale accompagnare genitori, familiari e contesto di riferimento in un percorso lento, graduale e consapevole.
E' poi intervenuta la psicologa Maria Ler, che ha offerto un importante contributo sul piano della comprensione dei percorsi di affiancamento delle persone autistiche. Ha evidenziato come il cammino di scoperte di supporto clinico non sia mai affidato a un solo professionista, ma richiede il lavoro coordinato di più figure specializzate. Ha inoltre posto l'accento sulle difficoltà ancora presenti sul territorio, nel sostenere adeguatamente le famiglie, non solo nella fase di diagnosi, ma anche nel delicato processo di accettazione della condizione. A partire da queste riflessioni si è aperto anche un dibattito con il pubblico, durante il quale sono state condivise alcune esperienze in prima persona, dando vita così a un confronto molto profondo. È intervenuto poi Giuseppe Giliberti, esperto del Terzo settore, che ha portato una testimonianza significativa sul ruolo delle realtà associative e sociali nel costruire percorsi concreti di inclusione per le persone nello spettro autistico. Giliberti ha raccontato come il suo avvicinamento a questo ambito sia nato da un'esperienza personale, maturata durante il periodo universitario, quando ha svolto il ruolo di tutor per un ragazzo affetto da autismo.
Da quel primo contatto è scaturita la scelta di proseguire il proprio percorso all'interno del Terzo settore con l'obiettivo di mettere le proprie competenze al servizio di iniziative e attività capaci di creare un ponte tra il mondo associativo e i ragazzi con autismo. Nel suo intervento sottolineato l'importanza di progettare contesti integrativi, in cui il supporto non si limiti all'assistenza, ma favorisca relazioni di partecipazione, opportunità di crescita, valorizzando le potenzialità di ciascun individuo. A chiudere la serata, un momento più leggero, ma altrettanto significativo: la lettura di alcuni stralci del libro da parte del docente ed editore del libro Francesco Cicale, che ha contribuito a restituire al pubblico il tono e la sensibilità del libro: è stato quindi un incontro capace di unire riflessione, tanta emozione e dialogo. Nel complesso quindi, l'evento si è rivelato un'occasione riuscita nei confronto e sensibilizzazione, confermando l'importanza di spazi di ascolto e condivisione dedicati a tematiche tanto delicate, quanto necessarie.
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