

di Massimiliano Catapano
Pagani si è svegliata nel cuore della notte con un boato secco e, subito dopo, con la luce sinistra delle fiamme che hanno avvolto le auto in sosta sotto un condominio di via Alcide De Gasperi. Erano circa le 3 del mattino di lunedì quando l’autovettura di un Carabiniere in servizio nell’Agro nocerino-sarnese è stata presa di mira: l’auto è stata incendiata e l’episodio è degenerato fino a provocare anche un’esplosione, costringendo residenti e vicini ad affacciarsi tra paura e incredulità. Secondo una prima ricostruzione, ad agire sarebbero state due persone arrivate a bordo di una Lancia Y. I due avrebbero lanciato un ordigno incendiario, verosimilmente una bottiglia molotov, contro una Fiat Panda parcheggiata sotto il palazzo. In pochi istanti il fuoco si è esteso, propagandosi con rapidità e coinvolgendo anche un’altra vettura ferma nelle immediate vicinanze. L’incendio, alimentato dal materiale infiammabile e dalla vicinanza dei mezzi, ha trasformato la strada in un fronte di fiamme, con un denso fumo che ha invaso l’area.
Il Carabiniere, allertato nell’immediatezza, ha assistito alle operazioni di spegnimento senza poter fare altro che osservare la propria vettura divorata dal fuoco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Nocera Inferiore, che hanno contenuto e domato il rogo in tempi relativamente brevi, evitando conseguenze più gravi per lo stabile e per i residenti. Non si registrano feriti, ma il bilancio dei danni è pesante: l’auto del militare è andata completamente distrutta e un’azienda adiacente alla strada è stata lambita dalle fiamme. Fumo e calore hanno provocato danni a diversi infissi, con vetri in frantumi e ripercussioni anche su un impianto di climatizzazione. Sull’episodio indagano i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, coordinati dal colonnello Gianfranco Albanese. Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona: i filmati, secondo quanto trapela, potrebbero aver ripreso i momenti immediatamente precedenti all’azione e il transito dell’auto utilizzata dagli autori.
Gli inquirenti puntano ora a chiarire con precisione dinamica e movente di quello che, per modalità e tempistiche, appare a tutti gli effetti un gesto dal forte valore intimidatorio. Nessuna pista viene esclusa: resta da accertare se il bersaglio fosse direttamente il militare o se l’incendio dell’auto sia stato usato come segnale, un messaggio indirizzato a terzi presenti nell’area. In una città che all’alba si è ritrovata a fare i conti con l’odore acre del fumo e con la paura addosso, la priorità è dare un nome e un volto a chi ha scelto la violenza nel buio della notte.
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