

di Massimiliano Catapano
La Regione Campania ha deciso di destinare 139 milioni di euro del PR Campania FESR 2021/2027 alla riqualificazione dello stadio "Arechi" e del complesso sportivo "Volpe-PalaTulimieri". Una scelta che non passa inosservata, perchè riguarda risorse europee strutturali generalmente associate a interventi pubblici considerati strategici: messa in sicurezza sismica, efficientamento energetico e rafforzamento delle infrastrutture essenziali. L’operazione, invece, incardina queste somme su impianti sportivi, aprendo un confronto che non è solo tecnico, ma eminentemente politico. Il contesto finanziario è quello del Programma Regionale Campania FESR 2021/2027, che dispone di un budget complessivo pari a 5,534 miliardi di euro, di cui 3,874 miliardi provenienti dall’Unione Europea. Con l’allocazione dei 139 milioni per "Arechi" e "Volpe-PalaTulimieri", il residuo teorico scende a circa 5,395 miliardi per tutte le altre priorità pubbliche, comprese scuole, ospedali, infrastrutture e sicurezza del patrimonio edilizio. In termini quantitativi la quota può apparire limitata, ma la sua collocazione in un asse di programma dedicato alla resilienza e alla riduzione dei rischi imprime alla decisione un valore simbolico che va oltre i numeri.
La gestione dell’intervento è affidata all’Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport (ARUS), chiamata a coordinare l’attuazione, supervisionare i flussi finanziari e operare in raccordo con la struttura regionale responsabile dell’Obiettivo Specifico 2.4 – Azione 2.4.2 del FESR. I rapporti tra amministrazione e soggetto attuatore sono regolati da uno schema di convenzione che definisce competenze, cronoprogramma procedurale e impegni di spesa. Sul piano operativo, il progetto prevede una serie di demolizioni e interventi di riqualificazione. In particolare: la demolizione del fabbricato collocato all’angolo tra Curva Nord e Distinti Est; i lavori sulle scale di accesso all’anello inferiore e superiore delle tribune, incluse quelle situate negli angoli terminali; gli interventi sull’anello inferiore delle tribune della Curva Nord e dei Distinti Est fino al piano di campagna. Si tratta di opere strutturali, con ricadute significative in termini di sicurezza di cantiere, logistica e gestione dei materiali. Uno dei capitoli più dettagliati è quello relativo alle demolizioni, per un importo complessivo di 1.980.067,25 euro. Il quadro economico allegato al decreto dirigenziale indica: 891.786,33 euro per i lavori; 96.221,93 euro per la sicurezza; 20.000 euro per allacciamenti ai pubblici servizi; 98.800,83 euro per imprevisti; 500.000 euro per oneri di discarica; 19.760,17 euro per spese tecniche e fondo incentivante (RUP, collaudo, progettazione, amministrazione); 353.498 euro per IVA al 22 per cento. La sola voce degli oneri di discarica, pari a mezzo milione di euro, restituisce la dimensione materiale e logistica dell’intervento.
Dal punto di vista normativo, il finanziamento è inquadrato nel PR Campania FESR 2021/2027 con l’obiettivo "Promuovere resilienza ai rischi non connessi al clima". L’operazione rientra inoltre in un programma più ampio di riqualificazione degli impianti sportivi regionali, per un totale fino a 150 milioni di euro destinati a interventi considerati immediatamente appaltabili. Il riferimento giuridico richiama i Regolamenti UE 1060/2021, 2021/2139 e 2021/1058, oltre alle decisioni della Commissione europea relative al ciclo di programmazione 2021-2027. Nel dibattito è intervenuto anche l’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha posto l’accento su un punto cruciale: la necessità di verificare eventuali osservazioni dell’autorità di controllo, poichè l’opera risulta imputata ai fondi strutturali. In caso di rilievi, ha spiegato, si potrebbe valutare l’utilizzo di altre risorse, come quelle dell’accordo di coesione. De Luca ha inoltre fatto riferimento a un ritardo nel pagamento di uno stato di avanzamento e ai lavori sui sottoservizi già effettuati, ribadendo però che l’opera è, a suo dire, integralmente finanziata. Un passaggio che sposta il confronto anche sul terreno della compatibilità contabile e della tenuta del procedimento rispetto alla filiera dei controlli. La cornice amministrativa è definita da una serie di atti ufficiali: il Decreto Dirigenziale n. 82/2025, le Delibere di Giunta Regionale n. 222/2024 e n. 531/2023, la Determina ARUS n. 129/2025 e lo schema di convenzione allegato al decreto. È su questo impianto che si reggono responsabilità, tempi e modalità di spesa.
La questione, tuttavia, va oltre l’aspetto procedurale. Collocare interventi su stadio e palazzetto all’interno di un programma legato alla resilienza e alla sicurezza delle infrastrutture pubbliche produce un inevitabile cortocircuito politico. Gli impianti sportivi entrano in uno spazio di programmazione che l’opinione pubblica associa, in primo luogo, a scuole, ospedali e patrimonio edilizio a rischio sismico. Da qui la polemica: non tanto sulla legittimità formale dell’operazione, quanto sulla gerarchia delle priorità che essa sottintende. Il punto, in definitiva, non è lo sport in sè, ma il messaggio che accompagna la scelta delle risorse. La verifica della correttezza amministrativa, evocata anche da De Luca, sarà decisiva per capire se l’operazione reggerà sul piano tecnico. Ma il confronto vero resta politico: decidere dove indirizzare fondi europei pensati per la sicurezza e la resilienza significa indicare, in modo implicito ma netto, che cosa una regione considera davvero urgente. E su questo terreno, il "caso Arechi" è destinato a restare al centro del dibattito.
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