

di Massimiliano Catapano
La Salernitana cade pesantemente a Siracusa (3-1) e, nel dopogara, è Vladimir Golemic (foto Us Salernitana) a presentarsi ai microfoni di Lira Tv con il volto di chi sa di non avere appigli. Il difensore granata non prova a cercare attenuanti: prende atto della prestazione, si scusa con l’ambiente e rilancia, chiedendo una reazione immediata. "È difficile analizzare la gara. Chiediamo scusa a tutti. Non si può salvare nulla, ora bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare", dice Golemic senza giri di parole. Poi entra nel merito del sentimento che accompagna la squadra: "Oggi non eravamo in giornata, mi dispiace perché non l’avevamo preparata così. Voglio fare i complimenti al Siracusa". Nonostante la botta, l’ex Crotone prova a fissare un punto fermo: l’obiettivo resta lì, davanti, e non può essere cancellato da una domenica storta. "Abbiamo ancora chiaro il nostro obiettivo. È un incidente di percorso, può succedere ma non si deve ripetere. Daremo sempre il massimo fino alla fine", sottolinea. E aggiunge, con un invito a non sprofondare: "Purtroppo c’è da dire poco. Ci dispiace, ma abbattendosi non si arriva lontano. Dobbiamo fare un esame di coscienza e capire dove abbiamo sbagliato".
Il discorso si sposta poi sui punti lasciati per strada e su un campionato che, per Golemic, non è ancora scritto. "Sicuramente abbiamo perso punti ma ci sono ancora molte partite, inclusi gli scontri diretti. Dobbiamo ragionare partita dopo partita, continuando a credere nel nostro percorso". C’è anche un passaggio tecnico, diretto, su come la gara abbia preso una piega negativa fin dai primi minuti. "Al primo tiro abbiamo preso gol. Ci ha tolto sicurezza", ammette. E sullo sviluppo successivo: "Dopo il secondo gol poi abbiamo dovuto rincorrere. Non dobbiamo subire goal". Quindi una riflessione che suona come autocritica collettiva: "Noi vogliamo vincere tutte le partite, per questo a volte tutti vogliamo strafare e complichiamo anche le scelte semplici. C’è da migliorare". In chiusura, Golemic prova a trasformare la caduta in un messaggio di reazione: "Non importa quante volte cadi ma quante ti rialzi, noi ci rialzeremo". E torna, ancora una volta, ai tifosi, destinatari principali del dispiacere: "Chiedo ancora scusa a tutti i tifosi. Prometto che combatteremo fino alla fine, entrando in campo per cercare i tre punti in ogni partita".
Le parole, oggi, sono arrivate. Chiare, dure, persino dolorose. Ma non bastano più. Dopo una prova del genere, il tempo delle scuse e delle promesse è finito: la prestazione è stata vergognosa e l’unico modo per farsi perdonare non è parlare meglio, ma giocare meglio. Reagire subito, con i fatti, senza alibi e senza chiacchiere: perché il campo non aspetta nessuno.
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