

di Massimiliano Catapano
Al "De Simone" la Salernitana apre il girone di ritorno nel modo peggiore: sconfitta 3-1 contro un Siracusa più vivo (foto Siracusa Calcio), più ordinato e soprattutto più convinto. Un ko che pesa, non solo per il punteggio, ma per la sensazione - netta - di una squadra mai davvero entrata in partita. E quando una formazione non scende in campo con testa e ferocia, la responsabilità ricade su tutti: calciatori, staff tecnico, direzione sportiva e proprietà. Perchè sì, raccontare bugie non serve: i segnali c’erano già. Le vittorie sofferte con Picerno e Foggia avevano lasciato in eredità più dubbi che certezze. E mentre oggi il Foggia ha fermato il Catania 1-1 allo "Zaccheria" con una prova di sostanza, a Siracusa la Bersagliera aveva il dovere di dare una risposta da grande. Invece è arrivata una resa, con una squadra in confusione, sfilacciata, poco aggressiva e incapace di seguire fino in fondo la linea del proprio allenatore, Giuseppe Raffaele che al momento resta confermato con il placet del ds Faggiano. Qui non è questione di un episodio o di una giornata storta: la Salernitana è apparsa fragile mentalmente, lenta nelle letture e povera di soluzioni. E se l’obiettivo dichiarato è la Serie B, allora basta parole: servono fatti.
Acquisti veri, immediati, di categoria. E una decisione forte sul comando tecnico. Perchè, al netto di quanto fatto fin qui - anche oltre le aspettative della rosa, va riconosciuto - Raffaele non sembra il profilo adatto a guidare una rincorsa che richiede carisma, identità e scelte chirurgiche. Errori ne sono stati commessi, diversi, lungo il campionato. E quando il gruppo dà l’impressione di non seguire più la rotta, il tempo delle analisi finisce e inizia quello delle responsabilità. E la società? La proprietà, con il patron Danilo Iervolino, e l’area tecnica guidata da Daniele Faggiano devono chiarire subito che direzione vogliono prendere. La piazza di Salerno merita risposte concrete, non dichiarazioni di circostanza. Se davvero si vuole puntare in alto, bisogna investire e agire tempestivamente. Anche perchè certe strade esistono: un profilo come Roberto D’Aversa - che conosce Faggiano e con lui ha lavorato a Parma - è un nome che parla la lingua della categoria. Ma prima ancora del nome, serve la volontà: la Salernitana non può permettersi di galleggiare aspettando che il vento cambi da solo.
Cronaca – primo tempo
L’inizio è un pugno nello stomaco: al 2’ il Siracusa colpisce subito con Di Paolo, che rientra e trova l’angolo alto, gelando Donnarumma. La Salernitana prova a rimettersi in carreggiata, ma resta nervosa e disordinata: al 5’ arriva anche il primo giallo per Golemic. I siciliani spingono e al 6’ sfiorano addirittura il raddoppio su un’incomprensione difensiva granata. La partita è spezzettata e segnata anche dalle "card" con revisione FVS: al 10’ il Siracusa chiede rigore per un possibile tocco di mano, ma non viene assegnato nulla. La Bersagliera ha qualche fiammata, soprattutto con Achik e con un’occasione che Ferraris non riesce a capitalizzare. Al 23’ esplode la protesta granata per un’azione proseguita su una palla che sembrava non uscita: la panchina chiede revisione, ma la decisione viene confermata; nella confusione viene espulso il ds Faggiano. Il Siracusa, più lucido, punisce ancora: al 40’ Contini sfrutta un errore al limite e infila dalla distanza per il 2-0. Quando sembra notte fonda, al 52’ Achik riapre tutto con un destro dal limite che batte Farroni e dà un senso al finale di tempo.
Cronaca – secondo tempo
L’avvio della ripresa è condizionato da un ritardo curioso e surreale: un buco nella rete della porta della Salernitana costringe a sistemare il problema prima di ripartire. Ma, appena il gioco ricomincia, la Salernitana non cambia passo. E al 5’ st arriva il colpo che taglia le gambe: Candiano scaglia un’altra conclusione da fuori e la mette all’incrocio; dopo controllo FVS, il 3-1 viene confermato. I granata provano a reagire con qualche tentativo e una traversa colpita da Iervolino nel momento migliore, ma l’inerzia non cambia. Anzi: al 22’ st arriva l’episodio che chiude definitivamente i conti, con il rosso diretto ad Arena per un intervento a piede alto, pochi minuti dopo il suo ingresso. Raffaele lancia nella mischia il Primavera Boncori in avanti ma le occasioni latitano. Nel finale il Siracusa controlla e sfiora anche il quarto goal, mentre la Salernitana produce solo sporadiche iniziative, senza la forza di rimettere davvero in discussione la gara. Il verdetto è chiaro: Siracusa più squadra, Salernitana più problema. E adesso non si può più far finta di niente. La corsa alla B non si fa con le parole, ma con scelte forti e investimenti seri. Salerno aspetta fatti. E li pretende.
TABELLINO
SIRACUSA (4-2-3-1): Farroni; Puzone (44′ st Iob), Sapola, Pacciardi, Cancellieri; Candiano, Frisenna (44′ st Gudelevicius); Di Paolo, Limonelli (44′ st Morreale), Valente (15′ st Parigini); Contini (21′ st Molina). A disposizione: Bonucci, Sylla, Bonacchi, Falla, Barcio. All.: Turati
SALERNITANA (4-3-2-1): Donnarumma; Longobardi (1′ st Arena), Berra, Golemic, Villa; Tascone (10′ st De Boer), Capomaggio, Carriero (10′ st Iervolino); Ferraris (21′ st Boncori), Achik; Ferrari (28′ st. Matino). A disposizione: Brancolini, Cevers, Quirini, Ubani, Knezovic, Di Vico. All.: Raffaele
ARBITRO: Ubaldi di Roma 1 (Spataro/Rispoli). IV uomo: Madonia. FVS: Leotta
RETI: 2′ pt Di Paolo (Sir), 40′ pt Contini (Sir), 52’ pt Achik (Sal), 5′ st Candiano (Sir)
NOTE: Ammoniti Golemic (Sal), Punzone, Pacciardi (Sir); Espulso al 22′ st Arena (Sal); Recupero 8′ pt, 5′ st.
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