

di Massimiliano Catapano
Prestazioni solide dietro, qualità in mezzo e un finale di sofferenza: gli aquilotti (foto Lorenzo Giordano) ritrovano certezze e punti pesanti con il successo di misura con il Sorrento, agganciato in classifica. Di seguito le pagelle della Cavese:
BOFFELLI 6 - Di fatto vive una serata quasi tranquilla, e questo è già un segnale della compattezza davanti a lui. L’unico vero intervento degno di nota arriva prestissimo: al 4’ Bolsius prova la soluzione da fuori e lui risponde con una parata pulita su un tiro centrale, facendo il suo dovere senza fronzoli. Per il resto è ordinaria amministrazione: attento nelle uscite, ordinato nella gestione, sempre dentro la partita pur senza essere chiamato agli straordinari.
LUCIANI 6 - Lo stop gli ha rimesso benzina e lucidità: rientra riprendendosi subito il reparto, con tempi giusti e letture semplici ma efficaci. Nel duello con il giovanissimo Esposito (classe 2008) non si fa mai attrarre fuori posizione e non concede spiragli alle velleità del Sorrento. Non è una prestazione da copertina, ma da difensore che rimette a posto le cose: e in una sfida così vale oro.
CIONEK 6,5 - Partita da manuale per esperienza e "mestiere". Guida, accorcia, comanda la linea senza frenesia e trasmette sicurezza nei momenti in cui serve freddezza. Porta a casa anche un’ammonizione che lo costringerà a saltare la trasferta di Catania, ma paradossalmente gli consente di ripulire la sua situazione disciplinare in vista degli snodi salvezza di gennaio. Sfiora pure il gol: il suo colpo di testa esce di un soffio, centimetri che separano una prestazione già eccellente dal timbro personale.
LORETO 6,5 - Scelta non scontata di Prosperi, che lo piazza da braccetto al posto di Nunziata: lui risponde con personalità e una prova piena, fatta di applicazione e coraggio. Gestisce il ruolo con attenzione, copre bene l’ampiezza e non perde mai l’orientamento anche quando viene caricato di responsabilità. L’ammonizione appare severa e rischia di condizionarlo, ma non si scompone: resta dentro il piano partita fino alla fine con maturità.
AMERIGHI 5,5 - La gamba non manca mai: corre, spinge, si propone con continuità. Però oggi difetta proprio ciò che fa la differenza nei quinti moderni: la scelta nell’ultimo passaggio. Ha almeno un paio di situazioni in cui potrebbe rifinire meglio e invece spreca, rallenta o decide in ritardo, facendo pagare dazio alla fase offensiva. È uno di quei pomeriggi in cui la prestazione c’è, ma l’incisività resta sotto la sufficienza. Step da completare per salire davvero di livello.
AWUA 7 - Dominante è la parola giusta. È ovunque: ruba palloni, spezza linee, "mangia" metri e soprattutto detta intensità. Fin dai primi minuti fa capire di essere entrato con la testa giusta e trascina la squadra nel ritmo che serviva per un derby così. Il Sorrento prova a costruire, ma in quella zona di campo trova soltanto porte chiuse: Awua lascia le briciole, e quando la Cavese deve ripartire è spesso lui il primo a dare ordine e tempi. Prestazione da faro.
MAIOLO 6,5 - Continua il suo percorso di crescita e lo fa con una partita piena di dettagli pesanti. Nel primo tempo va a un passo dal gol: colpo di testa e palo scheggiato, con quel pizzico di rammarico che resta perché forse poteva indirizzarla prima. Ma al di là dell’episodio, convince per quantità e qualità: distribuisce tanti palloni, si fa sempre vedere e lavora con continuità in entrambe le fasi. L’azione del gol nasce anche dal suo peso nella zona calda: recupero in avanti, testa alta e conclusione che costringe Del Sorbo a una respinta corta, quella che spalanca a Ubaldi il corridoio per il colpo vincente. Nel finale, con la squadra in dieci, stringe i denti e non tira mai indietro la gamba.
DIARRASSOUBA 5,5 - È un giudizio che oscilla tra generosità e amarezza. Sulla sinistra è presente, disponibile, vivo: prova a spingere e a dare ampiezza, non si nasconde mai. Però l’episodio pesa tantissimo: nelle due situazioni in cui viene puntato da Paglino arrivano le sanzioni che gli costano carissimo. Ingenuo e sfortunato allo stesso tempo, anche perché l’arbitro sembra cambiare valutazione sul secondo giallo, ma il risultato è ciò che resta: Cavese in dieci per l’ultimo quarto d’ora più recupero, con conseguente sofferenza. Salterà Catania e lascia un’ombra su una prova altrimenti generosa.
ORLANDO 5,5 - Se il finale del 2025 aveva lasciato sensazioni ottime, l’inizio del 2026 non è all’altezza delle attese. Nel primo tempo fatica a trovare "presa" sul match: inciampa spesso tra controllo e conduzione, sembra litigare col pallone e spreca anche una chance dal limite su un invito interessante di Amerighi, non trovando la coordinazione per colpire bene. Cresce nella ripresa, dove aumenta l’attenzione e torna utile soprattutto nel lavoro senza palla. Non brilla, ma nel finale dà una mano importante a proteggere il vantaggio.
FELLA 6 - Segnali timidi ma finalmente incoraggianti. Con l’addio di Piana, si prende ufficialmente i gradi da capitano e prova subito a caricarsi la squadra: nel primo tempo cerca il gol su punizione e poi in zona ravvicinata, dimostrando voglia di incidere e presenza nel vivo dell’azione. Non è ancora il Fella devastante, ma è un Fella dentro la partita, che detta linee e prova a dare soluzioni. Nella ripresa ha un’occasione enorme per sbloccarsi e Del Sorbo gli nega la gioia con un intervento di spessore. Dopo l’espulsione, Prosperi lo sacrifica per esigenze tattiche. (dal 76’ NUNZIATA sv) - Entra largo a sinistra per blindare il risultato e aiutare la squadra a reggere l’urto finale.
FUSCO 6 - Partita di fatica vera, più da spalle alla porta e duelli che da area di rigore. Viene chiamato a fare sportellate, a lavorare di sponda, a tenere su la squadra quando serve respirare: compiti che svolge con disciplina e spirito. Occasioni vere per segnare ne ha poche, ma non è questo il metro della sua gara. Esce tra gli applausi, e non è un dettaglio: il pubblico riconosce il lavoro sporco. (dal 66’ UBALDI 7) - L’uomo che cambia la storia della serata. Rientra dopo oltre un mese di stop e ci mette tre minuti a prendersi la scena: si fa trovare pronto sulla ribattuta, attacca la palla con fame e la mette dentro con freddezza da centravanti vero. È un gol che vale tre punti, ma anche un’iniezione mentale enorme: per lui e per tutto il gruppo. Nel girone di ritorno può diventare un’arma decisiva.
ALL.: PROSPERI 7 - Gestisce un contesto complicato, con emergenza quasi totale (a cui si aggiunge anche Sorrentino) e pretende subito una squadra aggressiva, pronta a prendersi il derby con l’atteggiamento. La Cavese interpreta bene la gara, paga solo un po’ di imprecisione nell’ultima scelta, ma non perde mai la convinzione. La partita la decide lui con la mossa dalla panchina: Ubaldi dentro al momento giusto, e firma immediata. Vincere contro una diretta concorrente, dopo un lungo digiuno, è una liberazione che si sente nell’urlo al triplice fischio. Se la società volesse fargli un regalo, questa volta avrebbe più di una ragione.
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