

di Massimiliano Catapano
Un’organizzazione criminale ramificata, capace di colpire in tutta Italia e di coordinare le proprie attività persino dall’interno di un carcere. È questo il quadro che emerge dall’operazione condotta dai Carabinieri della Tenenza di Ercolano, che ha portato all’arresto di otto persone nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Il blitz, eseguito in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal GIP del Tribunale oplontino, ha coinvolto indagati residenti tra Napoli, Ercolano, Cercola, Angri e Boscotrecase. Per due di loro si sono aperte le porte del carcere, cinque sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre un ottavo soggetto risulta indagato a piede libero. Le accuse, contestate a vario titolo, sono pesantissime: associazione per delinquere finalizzata alle truffe e alle frodi informatiche, riciclaggio, autoriciclaggio e calunnia. L’indagine prende avvio nel novembre 2023 da un episodio apparentemente singolare. Uno degli indagati si presenta alle forze dell’ordine denunciando un sequestro lampo e una rapina: sostiene di essere stato costretto a prelevare 48mila euro in contanti presso diversi uffici postali della provincia di Napoli.
Una ricostruzione che, sin dalle prime verifiche, non convince gli investigatori. Gli accertamenti dei Carabinieri ribaltano completamente la versione fornita: nessuna rapina, nessun sequestro. Quel denaro era invece il provento di una frode informatica ai danni di un ignaro cittadino residente a Roma. Da qui scatta l’accusa di calunnia e si apre un filone investigativo molto più ampio, destinato a svelare l’esistenza di una vera e propria "centrale operativa" delle truffe. Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a una minuziosa analisi dei sistemi di videosorveglianza, gli inquirenti ricostruiscono il funzionamento del gruppo. Al vertice, soggetti incaricati di pianificare i raggiri e di gestire i contatti telefonici con le vittime. Alla base, una rete di "galoppini" inviati in diverse regioni italiane con un compito preciso: presentarsi a casa degli anziani, approfittare della loro vulnerabilità e farsi consegnare denaro contante e gioielli con pretesti ormai tristemente noti. Diversi gli episodi documentati nel corso delle indagini. In uno dei casi, a Bova Marina, i Carabinieri sono riusciti a recuperare monili in oro sottratti a un’anziana donna. Un altro colpo risale al giugno 2024 a Candelo, nel Biellese, episodio che aveva già portato all’arresto in flagranza di un complice originario di Napoli.
Particolarmente inquietante, secondo gli investigatori, è la capacità del gruppo di mantenere attivi i contatti anche in condizioni di detenzione. Dall’analisi delle utenze telefoniche è infatti emerso l’utilizzo di numeri riconducibili a soggetti detenuti, segno di un’organizzazione in grado di impartire ordini e coordinare le truffe persino dalle celle di un istituto penitenziario. L’operazione di oggi rappresenta un colpo significativo a una rete criminale considerata tra le più odiose per la tipologia delle vittime prese di mira. Ma il lavoro degli inquirenti non si ferma qui: le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori episodi riconducibili alla stessa organizzazione e per verificare se, negli ultimi mesi, la banda abbia messo a segno altri colpi sul territorio nazionale. Un’inchiesta che, partita da una denuncia falsa, ha finito per scoperchiare un sistema criminale ben più ampio e strutturato di quanto inizialmente immaginato.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.