

di Massimiliano Catapano
Il sistema sanitario dell’Agro nocerino-sarnese torna al centro dell’attenzione giudiziaria, sollevando interrogativi profondi sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla credibilità delle istituzioni sanitarie. Al centro della vicenda c’è l’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore, dove un infermiere in servizio presso l’ufficio cartelle cliniche, con incarichi di rappresentanza sindacale, è indagato per una presunta e reiterata elusione dei doveri d’ufficio. L’indagine, coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, delinea un quadro che, se confermato in sede processuale, configurerebbe una condotta sistematica di assenteismo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il dipendente avrebbe adottato un meccanismo apparentemente regolare ma sostanzialmente fraudolento: timbratura del cartellino all’inizio del turno, immediato allontanamento dalla struttura ospedaliera per occuparsi di faccende personali e rientro soltanto a fine giornata per la timbratura di uscita.
Un comportamento che, stando agli atti, sarebbe stato ripetuto nel tempo e documentato attraverso attività investigative articolate, tra cui pedinamenti, intercettazioni e riprese video. Una prassi che, qualora accertata, integrerebbe il reato di falsa attestazione della presenza in servizio, fattispecie particolarmente grave alla luce delle più recenti riforme sul pubblico impiego e delle norme introdotte per contrastare il fenomeno dei cosiddetti "furbetti del cartellino". Accanto al profilo penale, la vicenda apre un fronte altrettanto delicato sul piano amministrativo. L’ASL Salerno, indicata come parte offesa nel procedimento, non avrebbe ancora avviato - a distanza di settimane dalla notifica dell’avviso di garanzia - provvedimenti disciplinari nè adottato misure cautelari interne. Un immobilismo che appare difficilmente compatibile con le normative vigenti, le quali impongono tempi certi e un’azione tempestiva per la tutela delle risorse pubbliche e dell’immagine dell’ente.
In ambienti giuridici e contabili si fa strada una considerazione tutt’altro che secondaria: la mancata o tardiva attivazione delle procedure disciplinari potrebbe esporre i vertici aziendali a rilievi per responsabilità amministrativa e danno erariale. Un’ombra che rischia di allargarsi oltre il singolo episodio, coinvolgendo la catena decisionale e i livelli apicali della gestione sanitaria. Il caso approderà davanti ai giudici nel febbraio 2026, quando si entrerà nel merito delle eventuali responsabilità penali dell’indagato. Ma il valore di questa vicenda va oltre l’esito processuale. In gioco c’è la fiducia dei cittadini in un sistema che dovrebbe garantire efficienza, correttezza e rispetto delle regole, oltre alla tutela dei tanti operatori sanitari che svolgono il proprio lavoro con dedizione e senso del dovere. Da qui nasce una riflessione più ampia sulla prevenzione dell’assenteismo nella sanità pubblica. Gli strumenti non mancano. In passato, ad esempio, l’introduzione della timbratura con impronta digitale è stata adottata come misura di contrasto agli abusi, come avvenuto presso l’Ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", anch’esso coinvolto nel 2015 in una vicenda di assenteismo.
Sistemi biometrici di questo tipo riducono drasticamente il rischio di scambi di badge, pratica che costituisce già di per sè un reato, poichè il tesserino di riconoscimento è personale e non cedibile. Affiancare controlli tecnologici a una cultura organizzativa fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole rappresenta oggi una scelta non più rinviabile. Non per alimentare una caccia alle streghe, ma per difendere la dignità del lavoro pubblico e garantire che ogni minuto retribuito corrisponda a un servizio effettivamente reso alla collettività. Il caso dell’"Umberto I" si configura così come un banco di prova decisivo: per la magistratura, chiamata a fare piena luce sui fatti; per l’ASL, chiamata a dimostrare rigore e credibilità; e per l’intero sistema sanitario locale, che può trasformare una vicenda critica in un’occasione di rafforzamento della legalità e della fiducia pubblica
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