

di Massimiliano Catapano
La cena di Natale organizzata dalla Salernitana al Mec Paestum si è trasformata in un vero e proprio momento di rilancio emotivo. Al centro della scena, con un intervento lungo e sentito, il patron Danilo Iervolino ha voluto parlare alla squadra, alla dirigenza e idealmente a tutta la tifoseria, lanciando messaggi chiari, diretti e carichi di significato.
Le dichiarazioni di Danilo Iervolino, patron della Salernitana
"Questa è una squadra costruita velocemente, ma per vincere. Non dobbiamo sentire l’assillo del risultato, però la Salernitana deve tornare immediatamente nelle categorie che le competono. Noi con la Serie C non c’entriamo nulla". Il numero uno granata ha poi richiamato l’attenzione sulla classifica e sugli scontri diretti che attendono la squadra: "A conti fatti ci mancano solo i punti contro il Cerignola. Siamo a meno tre e Benevento e Catania dovranno venire a giocare all’"Arechi"". Un passaggio anche sulla gara più recente e sulle occasioni create: "Contro il Foggia poteva finire 6-1, 7-1, 10-1. Dobbiamo solo essere più concreti: buttiamola dentro". Iervolino ha quindi aperto una riflessione personale sulla sua esperienza nel calcio e sul momento più difficile vissuto: "Ho un entusiasmo incredibile. Pagano mi ha fatto recuperare energia, Milan è sempre al mio fianco. Faggiano è diretto, franco, senza fronzoli: è stato un errore non prenderlo prima. In estate ero anche a Pescara, quello era il punto più basso della mia esperienza nel calcio". Il patron ha ribadito anche il legame con la città e le ragioni profonde del suo impegno: "Sono un imprenditore della tecnologia e sono venuto a Salerno per un debito di riconoscenza verso questa città, che con la mia azienda mi ha dato tanto. Era giusto restituire al territorio ciò che avevo ricevuto". Infine, uno sguardo al gruppo e al mercato di gennaio: "Siete bravissimi e stiamo già andando molto bene così. Vogliamo solo ragazzi che abbiano a cuore la società e la città. Non fatevi stordire dalle notizie, perché poi inizia un disimpegno morale. Noi vogliamo tutti voi; al massimo prenderemo qualcuno in aggiunta, se servirà. Se poi qualcuno vuole andare…".
L'analisi e la verità del campo
Le parole di Danilo Iervolino servono a dare entusiasmo, a compattare l’ambiente e a rilanciare un sogno che a Salerno non si è mai spento. Ma il compito di chi racconta il calcio è anche quello di distinguere la spinta emotiva dalla realtà tecnica. Dire che questa Salernitana sia oggi costruita per vincere il campionato di Serie C non corrisponde pienamente ai fatti. Anzi, se guardiamo la classifica con onestà intellettuale, ciò che ha fatto questa squadra è già qualcosa di straordinario. Essere terza a quota 38 punti, a sole tre lunghezze da Benevento e Catania ferme a 41, rappresenta un autentico miracolo sportivo. Un miracolo che porta una firma precisa: Giuseppe Raffaele. L’allenatore granata ha costruito un gruppo unito, compatto, che ha spesso mascherato limiti tecnici evidenti con organizzazione, spirito di sacrificio e senso di appartenenza. Questa squadra è andata più volte oltre se stessa. Ma Benevento e Catania, sulla carta e soprattutto sul campo, hanno dimostrato di avere qualcosa in più. Più qualità, più alternative, più peso specifico nei momenti decisivi. Con questa rosa la Salernitana può competere, può giocarsi i play-off, può restare agganciata al vertice. Ma pensare di vincere il campionato senza intervenire in modo deciso sul mercato significa raccontarsi una favola.
L’unica affermazione totalmente condivisibile del patron resta quella più identitaria: Salerno non ha nulla a che vedere con la Serie C. Questa piazza merita almeno la Serie B, e per seguito, passione e risposta del pubblico è una tifoseria da Serie A. Lo ha dimostrato nel triennio targato Iervolino, con uno stadio sempre presente e un popolo granata che non ha mai abbandonato la squadra, nemmeno nei momenti più bui. Ma il calcio, alla fine, non si decide a tavola nè con i discorsi. Servono fatti. Servono investimenti. Servono almeno cinque innesti di alto tasso tecnico nel mercato di gennaio per colmare il gap con Benevento e Catania. Serviranno sacrifici economici importanti, anche onerosi per le casse societarie. Se davvero si vuole lasciare questa categoria, che è un inferno sportivo, bisogna fare ciò che hanno fatto negli anni proprio Benevento e Catania: investire, senza alibi. Perchè le parole accendono il cuore, ma il vento se le porta via. A Salerno, oggi più che mai, servono realtà solide. E il campo chiede risposte.
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