

di Massimiliano Catapano
La Cavese chiude l’andata con un ko a Cosenza tra episodi e errori pesanti. Langella e Kouan firmano il 2-0, Orlando riapre tardi: al "Marulla" finisce 2-1 nell’ultima del girone d’andata. Di seguito le pagelle degli aquilotti (foto Lorenzo Giordano):
Boffelli 5 - Fa due interventi che tengono la Cavese agganciata alla partita, soprattutto quando il Cosenza prova a mettere il match sui binari dell’intensità e delle seconde palle. Ma il giudizio cambia sul raddoppio: la lettura sul tiro di Kouan non è da lui e, in una gara dove gli episodi pesano come macigni, quell’incertezza diventa una frustata psicologica per tutta la squadra. Nel finale, quando il "Marulla" trema, non ha più il tempo per riscattarsi.
Evangelisti 6 . Rientra dall’inizio dopo un’assenza lunga e, senza fare rumore, rimette minuti e affidabilità nelle gambe. Non va quasi mai in sofferenza diretta, anche perchè Florenzi finisce spesso per consumare energie in un duello diverso, più di zona che di uomo. Partita ordinata, da giocatore che sa stare dentro il piano gara. (72’ Fusco 6) - Entra per ridisegnare l’assetto offensivo e dare un riferimento più mobile tra trequarti e lato forte. Fa vedere qualche combinazione, ma gli manca l’episodio nei metri che contano.
Cionek 6 . Il Cosenza prova a sporcare la partita con fisicità e cambi di ritmo tra Beretta e Achour: lui resta sul pezzo. Concede il minimo indispensabile, guida la linea e non si fa trascinare fuori posizione. L’unica macchia è un’ammonizione evitabile che lo costringe a gestirsi, ma non perde mai lucidità. Nel finale si propone anche avanti, senza però trovare la giocata risolutiva.
Nunziata 5,5 . Prova a dare il primo segnale con una conclusione da fuori che non inquadra la porta, ma almeno racconta un’intenzione. Difensivamente alterna momenti puliti a un errore grave: si perde Achour nell’azione che poteva chiudere la partita già sul 2-0, salvato dalla reazione del portiere. Nel complesso resta dentro la sufficienza, ma senza quel black-out sarebbe stata un’altra storia.
Amerighi 6,5 - È il motore emotivo della fascia: attacca la profondità, va di testa, arriva spesso "in terzo tempo" come se avesse un radar sul pallone. La Cavese lo cerca con insistenza e lui risponde con continuità. C’è anche l’episodio che lascia rabbia: una situazione potenzialmente decisiva viene fermata troppo presto dall’arbitro, togliendo di fatto ogni possibilità di valutazione successiva. Palla al piede è quello che crea più problemi alla corsia sinistra rossoblù.
Orlando 7 - È il faro nella notte: quando la Cavese sembra scivolare via, lui accende la partita con una giocata di qualità vera, una girata mancina che riapre tutto e mette paura allo stadio negli ultimi minuti. È il sesto gol stagionale e diventa il riferimento offensivo più continuo del momento. Ma non può bastare l’estro di uno solo, soprattutto quando l’errore e l’episodio girano dalla parte opposta.
Awua 6 - Parte con un intervento rischioso che poteva costargli caro e condizionare la gara, ma da lì in poi si rimette in carreggiata. Fa la solita partita di sostanza: schermature, contrasti, lavoro sporco per spezzare la manovra del Cosenza e provare a dare equilibrio. Non sempre elegante, quasi sempre utile.
Maiolo 5 - Il voto non può che essere severo perché l’azione dell’1-0 nasce da un errore "gratuito": controllo comodo, palla persa, avversario che trova il corridoio e Langella che punisce. Dopo lo scivolone prova a rientrare mentalmente in partita e per lunghi tratti ci riesce, ma nel finale torna a sentire la palla pesante e lascia per strada possessi che avrebbero potuto alimentare l’assalto. In una squadra che deve salvarsi, certi passaggi a vuoto diventano zavorra.
Macchi 5,5 - Soffre soprattutto quando deve difendere in campo aperto: Ricciardi gli prende spesso il tempo e lo costringe a rincorse non semplici. Quando la Cavese riesce ad alzarsi, mette anche qualche cross interessante, ma la sua gara resta senza impronta vera, più di contenimento che di spinta. (54’ Diarrassouba 6,5) - Impatto immediato: entra con personalità e da sinistra disegna il pallone che porta al gol di Orlando. Una di quelle sostituzioni che cambiano l’inerzia, almeno per un tratto.
Guida 5 - Occasione importante per mettersi in mostra, ma la partita gli scorre addosso. Si vede poco tra le linee e non riesce a trasformare la fiducia in incisività. Resta l’episodio del contatto al limite (o forse dentro): poteva essere la scintilla, non arriva la decisione arbitrale e lui non trova altre strade per pesare. (54’ Fella 5) - Qui il tema è doppio: condizione e fiducia. Prova a entrare nel match, ma non diventa mai il giocatore determinante che la Cavese conosce. Un’ammonizione evitabile, un tiro alto e poco altro. Nel girone di ritorno servirà un Fella più “trascinatore”, perché questa fase della stagione non aspetta nessuno.
Sorrentino 5,5 - Non è una gara felice sotto porta: appare meno brillante e, quando gli capita la chance, manca la cattiveria che di solito lo accompagna. Però ci sono due episodi pesantissimi che lo riguardano: una trattenuta evidente in area (che avrebbe potuto portare rigore e provvedimento disciplinare) e un’azione chiusa da un fischio arrivato troppo presto, proprio un attimo prima della conclusione verso la porta ormai spalancata. Resta una serata in cui avrebbe potuto cambiare la storia anche senza segnare, se solo gli episodi fossero stati letti diversamente.
All.: Prosperi 5,5 - La fotografia dell’andata è chiara: 18 punti e tante sconfitte maturate più per errori individuali e disattenzioni che per inferiorità strutturale. Anche a Cosenza la Cavese sta dentro la partita, ma si fa colpire da ingenuità che a questi livelli non perdonano. La scelta di dare fiducia a Guida non ripaga, però l’interpretazione generale non è sbagliata: il 4-2-3-1, soprattutto nel finale, dà una scossa e riaccende la gara. È un’indicazione: può diventare una variante vera per il ritorno, a patto che il mercato porti 2-3 profili "di categoria" e, soprattutto, che il registro mentale cambi subito. La Cavese esce da Cosenza con la sensazione di aver lasciato punti pesanti per strada. Gli errori individuali incidono ancora troppo e finiscono per vanificare una prestazione che, soprattutto nel finale, aveva mostrato segnali incoraggianti. La reazione dopo il 2-0 e la scossa portata dal cambio di sistema sono aspetti da cui ripartire, ma nel girone di ritorno serviranno maggiore attenzione, più concretezza e rinforzi mirati dal mercato per rendere la corsa salvezza davvero sostenibile.
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