

di Massimiliano Catapano
La Salernitana conquista una vittoria preziosa contro il Foggia, ma Giuseppe Raffaele guarda oltre il risultato. Nel dopo gara, tra interventi televisivi e conferenza stampa, il tecnico granata offre una lettura completa della partita, mettendo in evidenza il volume di gioco prodotto e il rammarico per non averla chiusa prima. Raffaele parte da un concetto chiave: "Quando crei tanto e non realizzi, è inevitabile che nel finale la partita resti aperta. Abbiamo giocato bene, abbiamo concesso qualcosa, ma soprattutto abbiamo costruito moltissimo. Le occasioni sono state tante, almeno sette, e non le abbiamo sfruttate". Un tema che torna anche davanti ai cronisti: "Per quello che abbiamo creato, la gara poteva finire con un punteggio molto più largo. Se non segni, però, resta sempre un po’ di tensione e rischi di prendere goal. È il calcio, lo sappiamo".
Nonostante questo, l’allenatore non ha dubbi nel difendere la prestazione dei suoi: "I ragazzi meritano solo applausi. Siamo una squadra nuova, nell’ultimo mese abbiamo avuto diversi problemi, ma stiamo stringendo i denti e stiamo dando tutto". La sensazione è duplice: "Da una parte sono soddisfatto per quello che abbiamo sviluppato, dall’altra queste partite, con tutte queste occasioni create, devono diventare più semplici. Con questa produzione offensiva devi segnare di più. Oggi potevamo fare quattro o cinque goal". Il discorso si allarga al percorso stagionale e alla classifica. Raffaele rivendica quanto costruito finora: "Abbiamo fatto un grande girone di andata, sia per i punti raccolti sia per la crescita. Ultimamente abbiamo lasciato qualche punto, ma la squadra è cresciuta e in campo si vede". E chiarisce l’obiettivo: "Mi è stato chiesto di fare il massimo e di giocarci il campionato. Il Catania, che ha confermato l’allenatore e ha solo puntellato l’organico, sta lottando per vincere. Anche il Benevento ci prova da anni. Sono piazze importanti. Noi abbiamo dei difetti, ma ci crediamo".
Poi aggiunge: "Siamo diventati un gruppo e abbiamo dimostrato spesso capacità di reazione. In alcune gare recenti, come dopo il derby di Benevento, con Trapani, Picerno e anche oggi, forse meritavamo qualche gol in più. Abbiamo messo le basi per giocarci le nostre possibilità fino alla fine". Sul piano tattico, Raffaele ribadisce la necessità di flessibilità: "Stiamo lavorando su due moduli. Ogni sistema ha pregi e difetti, l’importante è conoscerli". E precisa: "Il calcio è cambiato. Anche chi vince può cambiare modulo. Oggi conta meno lo schieramento e contano di più i concetti. Tutti i giocatori devono sapersi adattare". Importante anche la gestione della gara: "Con i cinque cambi le partite possono cambiare volto. Bisogna saper sfruttare le varie soluzioni, come la difesa a tre o le due punte". Ora arriva la sosta, vista come un’opportunità: "La useremo per recuperare energie, con la testa già alla partita di Siracusa". Ma l’attenzione è anche sull’infermeria: "Lo stop di Inglese mi preoccupa. Ha giocato stringendo i denti, poi si è fermato e aspettiamo di capire l’evoluzione. Anche Anastasio oggi è rimasto in panchina. Io apprezzo molto i calciatori che, nonostante le difficoltà, vanno in campo".
Capitolo mercato, finora rimandato ma destinato ad aprirsi a breve. Raffaele è chiaro sul metodo: "Fino ad oggi non ho mai pensato al mercato, perché prima bisognava lavorare su quello che era sistemabile con il lavoro quotidiano". Poi il passaggio centrale: "Per il mercato c’è il direttore Faggiano, che è di altissimo livello. C’è una società ambiziosa e c’è piena sintonia". Il confronto è imminente: "Da domani parleremo e ci confronteremo. Io faccio l’allenatore e posso dare indicazioni sulle caratteristiche, su qualche calciatore che conosco o che ho allenato". E aggiunge: "Con me gli attaccanti hanno sempre fatto bene. Oggi eravamo un po’ corti in alcuni ruoli, bisognerà valutare i tempi di recupero. Sarebbe importante avere rinforzi già dall’inizio del mese".
Infine, il focus sui singoli. Su Achik, protagonista anche contro il Foggia, il giudizio è netto: "Ha caratteristiche uniche in questo campionato. Salta l’uomo, crea superiorità, ma può crescere ancora in zona goal. Quando troverà la condizione migliore sarà ancora più incisivo". Il messaggio conclusivo è chiaro: "Abbiamo risorse che possono crescere ulteriormente, poi sappiamo che c’è anche qualcosa su cui intervenire". Una Salernitana consapevole dei propri margini, sostenuta da un allenatore lucido e ambizioso. Il percorso è tracciato: qualità c’è, ora serve trasformarla con più continuità in goal e risultati.
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