

di Massimiliano Catapano
La Salernitana saluta il 2025 con un successo sofferto ma pesantissimo: 2-1 al Foggia all’"Arechi", firmato dalla doppietta di Galo Capomaggio (foto Us Salernitana). A fine gara, tra interviste e conferenza stampa, il centrocampista argentino ha raccontato una vittoria che vale tre punti e morale, ma che lascia anche un messaggio chiaro: la squadra deve imparare a "uccidere" le partite quando ne ha l’occasione. Ai microfoni di Lira Tv, Capomaggio ha fotografato subito il sentimento dello spogliatoio: "Siamo felici per il risultato, perchè vincere non è mai scontato. Però dovevamo chiuderla: non ci siamo riusciti e alla fine abbiamo sofferto. La cosa più importante, comunque, sono i tre punti". Poi l’analisi tattica, con un riferimento preciso al sistema scelto: "Questo modulo ci ha già dato una mano anche a Picerno e oggi ci ha portato ancora alla vittoria. Lo abbiamo provato durante la settimana: abbiamo prodotto più occasioni, ma dobbiamo essere più cattivi sotto porta, più cinici".
Sul tema della posizione in campo, il classe 1997 ha ribadito la sua disponibilità totale: "Io cerco di fare quello che mi chiede il mister. Oggi, per esempio, dovevo inserirmi meno e farlo solo quando si apriva lo spazio. Ed è proprio lì che sono arrivati i due goal". E alla domanda sul ruolo preferito ha tagliato corto: "Per me non cambia: non ho una posizione che sento mia più delle altre, gioco dove l’allenatore ritiene sia utile". Lo sguardo, inevitabilmente, è andato anche alla classifica e alle prospettive: "Possiamo dire la nostra. Abbiamo una media di due punti a partita. È vero, abbiamo perso due scontri diretti, ma a parte il secondo tempo di Benevento siamo stati anche un po’ sfortunati. Noi ci crediamo". E, a proposito di identità, Capomaggio ha insistito sull’unità interna: "Il gruppo, anche se è nuovo, è davvero molto unito. Moriamo per questa maglia e vogliamo dare tutto. Per noi la Salernitana è una grande opportunità e credo che, in queste partite, si sia visto".
In conferenza stampa il tono è rimasto lo stesso, con un sorriso in più per la doppietta decisiva: "Sono contentissimo per i goal, soprattutto perchè sono serviti a vincere e a chiudere bene l’anno. Adesso possiamo staccare un attimo e poi ripartire forte". Ma, subito dopo, è arrivata la parte autocritica: "Ci sono cose da sistemare: abbiamo creato tanto, però non siamo stati bravi a fare il terzo goal. Ci avrebbe permesso di vivere il finale con più tranquillità. Sembra quasi che siamo destinati a soffrire sempre, ma l’importante restano i tre punti". C’è stato spazio anche per un dettaglio personale, legato all’esultanza: "Ho esultato in quel modo perchè mi piaceva molto Riquelme, è un giocatore che ho sempre apprezzato”. E un’altra soddisfazione non è passata inosservata: "Sono davvero felice per i goal. Sognavo di segnare sotto una curva così, fantastica, che ci spinge sempre. E sì, essere capocannoniere mi fa piacere: è una bella soddisfazione".
Infine, un passaggio sul modulo e sulle scelte del tecnico, legate anche alle condizioni della rosa: "Il sistema lo decide il mister. Oggi eravamo un po’ contati e ha scelto il 4-2-3-1, come a Picerno. È andata bene". La Salernitana chiude l’anno con un sorriso e con un protagonista inatteso ma decisivo. E Capomaggio, tra orgoglio e lucidità, lascia in eredità un concetto semplice e prezioso: vincere conta, ma per crescere davvero bisogna imparare a chiudere le partite quando il momento lo chiede.
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