

di Massimiliano Catapano
La Salernitana chiude il 2025 con una vittoria importante contro il Foggia, ma tra le note più incoraggianti della serata non c’è soltanto il 2-1 che vale tre punti. C’è anche la crescita evidente di Ismail Achik (foto Us Salernitana), tra i più vivaci e continui nell’arco della partita. A raccontarlo è lo stesso attaccante granata, intervenuto ai microfoni di LiraTV, con il volto di chi sente di essere sulla strada giusta e con la convinzione di chi sa che manca solo l’ultimo dettaglio: il goal. Achik parte proprio da lì, da una rete sfiorata e poi cancellata: "Per chiudere davvero in bellezza mancava solo il gol, purtroppo è stato annullato. Mi manca da un po’, ma continuerò a lavorare per ritrovarlo il prima possibile". È rammarico, sì, ma senza ombre: piuttosto la fotografia di un giocatore che sta rimettendo insieme certezze e condizione. Il momento personale, nelle sue parole, è fatto di adattamento e di continuità: "Dovevo ambientarmi ed è normale nel calcio. Ci sono partite in cui fai bene e altre in cui fai meno bene, però nelle ultime due le cose sono andate davvero bene e ne sono molto contento". Un passaggio che racconta non solo la prestazione di oggi, ma anche il percorso recente: più fiducia, più presenza, più incisività.
E se il rendimento cresce, Achik individua anche un fattore tattico che lo aiuta a esprimersi: "Nel modulo di oggi mi trovo molto bene. Sia con il 4-3-3 che con il 4-2-3-1 ho tanti spazi e posso far vedere le mie qualità, fare giocate e incidere di più". Spazi, libertà di movimento, possibilità di attaccare l’uno contro uno: è in quel contesto che il suo calcio può diventare davvero determinante. Ma l’attaccante non si limita alla lettura individuale. Anzi, sposta subito il focus sul piano collettivo, indicando un margine di crescita preciso: la gestione. "Dobbiamo migliorare nel modo in cui conduciamo le partite, soprattutto in difesa. Serve chiuderle prima e non soffrire. Perchè quando non lo fai, gli avversari prendono fiducia e rischi fino alla fine". Un concetto chiaro, che suona anche come un appello alla maturità: trasformare la superiorità e le occasioni in un vantaggio definitivo, senza lasciare spiragli.
Nel suo intervento c’è spazio anche per il rapporto con Giuseppe Raffaele e per l’orizzonte stagionale, dichiarato senza timidezza: "Speriamo di vincere il campionato. Con il mister si è creato un bellissimo rapporto, c’è grande stima reciproca e io provo sempre a portare in campo quello che mi chiede". Ambizione e fiducia, dentro un legame tecnico-umano che Achik descrive come solido e positivo. Il finale, però, è il più personale e forse il più vero. Achik torna alle origini e mette al centro il sogno che lo accompagna da quando ha iniziato: "Sono partito dalla squadra del mio paese, ho fatto tutta la trafila dalle giovanili fino alle regionali. Segnare all’"Arechi", magari sotto la curva, sarebbe un sogno. Spero che quel goal arrivi al più presto". La Salernitana si gode i tre punti e la chiusura d’anno con il sorriso. Achik, invece, si prende qualcosa che vale quasi quanto una rete: la sensazione di star tornando pienamente dentro la partita, dentro la squadra, dentro se stesso. E quando un attaccante ritrova fiducia, spesso il goal è solo questione di tempo.
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