

di Massimiliano Catapano
La Salernitana chiude l’anno con una vittoria che vale più dei numeri e racconta molto più del semplice 2-1 finale. All’"Arechi" i granata superano il Foggia al termine di una partita intensa, spezzettata, nervosa, vissuta sul filo dell’equilibrio fino all’ultimo secondo (foto Us Salernitana). Un successo che regala un Natale più sereno all’ambiente – come accadde nell’ultima gara casalinga del 2015 chiusa con un sorriso – ma che allo stesso tempo evidenzia, ancora una volta, quanto questa squadra sia costretta a soffrire oltre misura per portare a casa il risultato. La Salernitana vince, sì, ma lo fa stringendo i denti contro un Foggia rimasto in dieci uomini già nel primo tempo e mai disposto a recitare il ruolo della vittima sacrificale. Una vittoria di sacrificio, di cuore, di resistenza.
La cronaca del primo tempo
L’avvio è vivace e spigoloso. Dopo pochi minuti Ferrari va vicino al vantaggio su un cross preciso di Achik, ma la sua conclusione a pochi passi dalla porta termina a lato. Il Foggia risponde con Oliva dalla distanza, mentre poco dopo Donnarumma deve superarsi su una conclusione ravvicinata dello stesso Oliva, salvando il risultato. Al 9’ gli ospiti trovano la via del goal con D’Amico, lasciato libero in area: la rete però viene annullata dopo la revisione al monitor per posizione di fuorigioco. È il primo snodo della gara. La Salernitana prende coraggio e al 21’ passa in vantaggio: Achik rientra sul destro e calcia, la deviazione favorisce Capomaggio che davanti a Perucchini è freddo e firma l’1-0. Il Foggia non si disunisce e continua a spingere. Al 35’ arriva il pareggio: Oliva crossa dalla sinistra, Donnarumma resta a metà strada e Castorri, favorito da una marcatura imperfetta, insacca in scivolata. L’Arechi rumoreggia, ma la reazione granata è immediata. Al 40’ Achik accelera sulla fascia, Perucchini respinge corto e ancora Capomaggio, con una scivolata rabbiosa, trova la doppietta personale per il 2-1. Nel finale di frazione la partita si incattivisce. Il Foggia chiede una revisione al monitor senza esito, mentre poco prima dell’intervallo Olivieri interviene in maniera scomposta su Knezovic: dopo l’on-field review arriva il cartellino rosso. I granata vanno al riposo avanti nel punteggio e con un uomo in più.
La cronaca del secondo tempo
La ripresa si apre con i cambi del Foggia, deciso comunque a giocarsela. La Salernitana prova a sfruttare la superiorità numerica ma fatica a chiudere i conti. Achik è tra i più pericolosi: prima sfiora il palo con una conclusione a giro, poi viene servito più volte in area senza trovare la precisione necessaria. I granata costruiscono diverse occasioni: Ferrari e Ferraris vanno vicino al 3-1, Longobardi impegna Perucchini dalla distanza, mentre un gol di Achik viene annullato dopo revisione per posizione di fuorigioco. Il Foggia, nonostante l’inferiorità numerica, resta in partita e nel finale sfiora addirittura il pareggio con Byar, trovando sulla sua strada prima Ubani sulla linea e poi un intervento collettivo della difesa. Nel recupero cresce la tensione. La panchina pugliese protesta per un possibile tocco di mano in area granata, ma l’arbitro lascia correre. Dopo undici minuti di extra time arriva finalmente il triplice fischio che libera l’urlo dell’"Arechi": la Salernitana vince, ma quanta fatica.
Considerazione finale
Con questo successo la Salernitana sale a meno tre dalla capolista Benevento, in attesa della gara del Catania. Un risultato che, per come è maturato, va accolto con rispetto e realismo. Questa squadra ha già compiuto un piccolo miracolo restando agganciata alla vetta, ma se l’obiettivo è davvero quello di lottare per la promozione in Serie B, ora la palla passa inevitabilmente al patron Danilo Iervolino. Servono fatti, non slogan. Servono investimenti concreti: almeno cinque innesti di caratura superiore, calciatori pronti, capaci di incidere subito e rompere gli equilibri di questo campionato. Occorrono due attaccanti di livello - Bruzzaniti e Lescano restano nomi centrali, anche a costo di contendersi il primo con il Catania - ma anche una difesa da rifondare e un centrocampo da irrobustire. Illudere la piazza non serve. Vendere sogni, ancora meno. Se si vuole uscire dall’inferno della Lega Pro, bisogna costruire solide realtà. La vittoria sul Foggia è preziosa, ma il futuro passa dalle scelte che verranno fatte adesso.
TABELLINO
SALERNITANA (4-2-3-1): Donnarumma; Longobardi, Matino, Golemic, Villa; Tascone, Capomaggio; Knezovic (De Boer), Ferraris, Achik; Ferrari (Ubani). A disposizione: Brancolini, Quirini, Anastasio, Iervolino, Di Vico, Boncori, Barzagli. All.: Raffaele
FOGGIA (4-3-3): Perucchini; Morelli (Valietti), Minelli, Rizzo, Olivieri; Garofalo (Winkelmann), Pazienza (Byar), Castorri (Panico); Oliva (Fossati), D’Amico, Bevilaqua. A disposizione: Magro, Borbei, Sylla, Staver, Agnelli, Castaldi, Pellegrino. All.: Barilari
ARBITRO: Di Cicco di Lanciano (Pandolfo – Tesi). IV uomo: Di Mario. FVS: Ferraro
RETI: 21’ Capomaggio, 35’ Castorri (F), 40’ Capomaggio
NOTE: Ammoniti Golemic, Villa, Ferraris (S), Pazienza, Morelli, Rizzo (F). Espulso al 44’ Olivieri (F). Angoli 6-2. Recupero 7’ pt, 11’ st. Spettatori 11.555 (di cui 5.289 abbonati).
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