

Un cuore granata che batte sempre più forte per la causa biancazzurra dell'Aquatica Torino. E' quello di Alice Barbero, tifosa del Toro ed emblema della crescita costante che il sodalizio caro alla famiglia De March sta compiendo negli anni nel settore femminile della Pallanuoto, andandosi a giocare anche quest'anno le sue chance di agguantare la massima serie. "Il bilancio dell'ultima stagione è molto positivo: abbiamo raggiunto per la prima volta una finale play-off, poi persa contro un'ottima squadra come il Locatelli. - racconta ai nostri microfoni -Essere arrivate ai play-off per tre anni consecutivi ci ha dato una consapevolezza enorme: siamo una buona squadra, con tanta voglia di fare e con basi solide. Ora il passo successivo sarà lavorare su ciò che l'anno scorso ci è mancato un po', sapendo che questa stagione non sarà semplice ma che abbiamo gli strumenti per continuare a crescere. Affrontiamo il nuovo campionato di A2 con maturità e determinazione. Le nuove regole renderanno il gioco molto più veloce: con il tempo ridotto, ci saranno molte più azioni, più ritmo e possibilità di creare gioco. Personalmente lo trovo stimolante, perchè premia organizzazione, testa e capacità di mantenere alta l'intensità".
Agli impegni in vasca, la numero 11 piemontese, inserita nella Top 7 della stagione 2024/25, abbina quelli del quotidiano, soprattutto sui libri: "Conciliare tutto non è facile, ma è possibile grazie a disciplina e organizzazione. Per me è stato fondamentale iniziare fin da subito, già dalle elementari, a strutturare le mie giornate: compiti, allenamenti, impegni… tutto doveva trovare il suo posto. La Pallanuoto è stata decisiva anche sotto questo punto di vista: mi ha sempre dato lo stimolo a fare tutto senza tralasciare nulla e senza avere momenti "morti". Ti insegna a essere efficiente, a dare priorità e a non sprecare tempo. Ci sono stati periodi in cui la stanchezza si faceva sentire, ma non era mai una fatica pesante: quando ami ciò che fai, allenarti non pesa, anzi diventa ciò che ti carica".
Un incontro casuale, con quello che è l'attuale tecnico della Project Sport, trasformatosi poi in un amore viscerale: "La mia passione per la Pallanuoto è nata in modo del tutto casuale: i miei genitori mi iscrissero alla piscina del mio paese, in provincia di Torino, semplicemente per farmi imparare a nuotare, il classico "così al mare sai nuotare". In quella piscina c'era solo la squadra maschile, ma l'allenatore Pino De Venuto aveva il sogno di creare anche un gruppo femminile, ed è stato proprio grazie a lui se ho iniziato a giocare. Insieme a un piccolo gruppo di bambine di 7/8 anni ho così scoperto questo sport dal nulla. A spingermi a continuare sono state la crescita che vedevo stagione dopo stagione e soprattutto il gruppo, che rende speciali anche i momenti più duri. All'inizio giocavo centroboa, un ruolo che rispecchiava la mia grinta e la mia voglia di lottare su ogni pallone. Crescendo e salendo di categoria mi sono adattata alle esigenze della squadra e alle scelte dell'allenatore: per me l'importante è contribuire sempre al collettivo, in qualsiasi ruolo".
Tante le esperienze fin qui affrontate e che hanno lasciato in dote momenti indelebili e conoscenze per la vita: "Il ricordo più forte è la finale play-off per salire in A1 raggiunta l'anno scorso con l’'Aquatica, un traguardo speciale e non scontato, soprattutto per una squadra piemontese. Porto con me anche ricordi importanti con il Borgaro, una piccola realtà con cui abbiamo ottenuto grandi risultati, fondamentali per la mia crescita. La compagna che mi ha lasciato il segno più grande è Federica Ignaccolo. Mi ha insegnato tantissimo, sia dal punto di vista umano sia da quello sportivo. La sua passione, la sua grinta, la sua dedizione… tutto in lei è ispirazione, guardarla allenarsi mi ha spinto a voler fare sempre meglio. Cerco di "rubare" insegnamenti anche da molte altre compagne, soprattutto da coloro che hanno giocato nella massima categoria: allenarmi con loro è un valore, perchè basta osservare per imparare. Le avversarie forti sono sempre state uno stimolo a superare i miei limiti. Rifarei tutte le scelte fatte, anche le più faticose, perchè mi hanno portata fin qui".
L'attenzione poi torna a focalizzarsi sul presente e futuro prossimo: "A livello personale voglio continuare a crescere tecnicamente e mentalmente, diventare una giocatrice sempre più completa e una presenza affidabile per la mia squadra. A livello collettivo il sogno è chiaro: salire in A1 con l'Aquatica Torino. L'obiettivo è lavorare insieme, giorno dopo giorno, per diventare un gruppo sempre più competitivo e consapevole, capace di giocarsela con chiunque e di fare quel salto di qualità che tutti desideriamo". Umile, dedita al lavoro, esempio di spirito di sacrificio e traduzione fisica del concetto di unione che fa la forza, del gregario diventato sprinter. Alice Barbero, forte anche dei valori umani oltre che tecnici che la contraddistinguono, alza l'asticella e si prepara a battagliare per esaudire i suoi desideri che merita di veder avverarsi.
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