

Si chiuderà con il delicato derby con la capolista Nardò il 2025 della J.B.V.P. Bari che attende le salentine per chiudere al meglio un anno da ricordare ed una prima parte di stagione partita a razzo per poi incappare in alcuni ko che hanno ridisegnato la classifica del girone I di B2. Il bilancio sin qui della formazione pugliese resta comunque soddisfacente e le prospettive sono altrettanto allettanti. Tra le protagoniste in campo e new entry del team barese, la classe 2001 Clara My ripercorre le tappe salienti della sua vita pallavolistica: "L'ultima stagione è stata un po' travagliata. Sono scesa di categoria (Serie D) pensando di poter fare un campionato diverso da quello che è stato e arrivare alla promozione. Sicuramente tante cose non sono andate come dovevano andare, a livello di spogliatoio non mi posso lamentare, ho trovato tante amiche che hanno preso un posto nella mia vita di tutti i giorni ancora adesso. Ho lavorato tanto sulla pazienza, e sulla comunicazione, nonostante dall'altro lato non sempre abbia trovato orecchie pronte ad ascoltarmi. Quest'anno ho fatto decisamente un salto di categoria (B2), ma l'intensità e la frequenza degli allenamenti sposa esattamente la voglia e l'impegno che ci metto per crescere sempre più".
Impegnarsi nello sport e in attività quotidiane a partire dallo studio si può: "È una cosa che si impara sin da piccoli. Il metodo di studio e il focus su quello che stai facendo in quel momento, nonostante fuori ci siano rumori, persone che parlano, musica, è esattamente quello che impari a fare quando vai in battuta e ti fischiano. Io sono una studentessa universitaria, il pomeriggio alleno e la sera mi alleno io. Chi pensa che non si possa fare, si sbaglia".
Una passione di "sangue" paterno: "Nonostante io abbia provato tantissimi sport, a 14 anni dopo 5 anni di Danza ho deciso di mollare tutto all'improvviso. Penso sia stato un richiamo che proveniva dall'interno, probabilmente dovuto al fatto che mio padre ha giocato tanti anni a Pallavolo da ragazzo, non so spiegare come è successo, so solo che una mattina mi sono svegliata, sono andata da mamma e le ho detto "mamma io voglio giocare a Pallavolo". Fin da subito questo sport ha nutrito nel profondo il mio carattere, la competizione, la determinazione, dover raggiungere un obbiettivo a tutti i costi mi hanno portato a metterci sempre più impegno. Sono state le cosiddette "persone giuste al momento giusto" che hanno visto in me qualcosa e mi hanno supportata. Il mio ruolo attuale (l'opposto) è stato scelto intorno ai 17 anni, non da me perchè in realtà avrei voluto fare il martello, ma diciamo che i miei allenatori di allora ritenevano avessi delle caratteristiche più affini a quel ruolo".
Tante le esperienze in cassaforte e legami speciali instaurati: "Sicuramente il ricordo più bello è stata la promozione in Serie C all'Asem. Un anno bellissimo, ricco di emozioni, soddisfazioni e crescita personale e tecnica. Un grande riferimento che ho avuto e che continuo ad avere è Savina Binetti. È stata compagna di squadra, allenatrice, sorella, amica e grande esempio che ho cercato di seguire al meglio sin da quando ci siamo conosciute. C'è una grande stima verso di lei, come atleta ma soprattutto come persona, che è la cosa più importante perchè senza essere grandi persone non si può essere grandi atleti, questo è il mio pensiero. A lei devo tutto, ancora adesso quando sbaglio o mi butto giù, ripenso a quello che mi diceva quando ero più piccola, e trovo la forza di rialzarmi e andare avanti".
Lo sguardo torna focalizzato all'attualità e futuro prossimo: "Il mio sogno è sempre stato quello di fare questa categoria. Diciamo che in parte si è realizzato, nonostante io non sia titolare mi sento parte di questo progetto. La squadra di quest'anno è sicuramente molto giovane e inesperta, basti pensare che meno della metà delle titolari ha fatto la Serie B2, e questo è bellissimo da un lato, perchè le soddisfazioni che ci stiamo togliendo derivano esclusivamente da una crescita e un impegno spropositato che crescono di giorno in giorno, dall'altro lato sicuramente l'inesperienza non gioca a nostro favore, ma ho grande fiducia nelle mie compagne e nella società. Ci sarà da divertirsi!". Se a dirlo è una atleta di valori umani prima che tecnici, ambiziosa, sognatrice come Clara My, c'è da starne certi.
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