

di Massimiliano Catapano
Questa sera, venerdì 19 dicembre 2025, al "San Vito-Marulla" va in scena Cosenza-Cavese, anticipo della 19ª giornata di Serie C e ultima partita dell’anno solare. È un incrocio che pesa: per la Cavese perchè chiude mesi di crescita e sacrifici, per il Cosenza perché arriva dentro un momento di equilibrio ritrovato, ma anche con alcune assenze che impongono scelte oculate.
Prosperi: fiducia, crescita e concretezza
Fabio Prosperi (foto Lorenzo Giordano) guarda al percorso svolto con un taglio netto, senza autocelebrazioni ma con la consapevolezza di chi ha tenuto la barra dritta nei passaggi più complicati. "Per come è iniziata questa avventura, il bilancio è positivo. Siamo partiti con tanti giovani che, in questi mesi, sono cresciuti tanto. L’obiettivo era arrivare alla fine del girone d’andata con la possibilità di giocarci la salvezza nel ritorno, anche se qualcuno ci dava per spacciati già all’inizio. Siamo lì: siamo stati bravi a superare i momenti difficili e a prenderci anche quelli buoni. Ma è chiaro che qualcosa va migliorato per centrare il traguardo". Alla vigilia di una gara "alta" per livello dell’avversario, Prosperi rimarca cosa pretende dal gruppo, tenendo presente l’età media e la naturale alternanza di rendimento di una squadra giovane: "Ai ragazzi ho chiesto le solite cose: fare una partita giusta contro un avversario molto forte. Mi auguro rispondano come hanno sempre fatto, anche se non è semplice tenere sempre una prestazione di livello altissimo con una rosa così giovane".
Infermeria e squalifiche: la Cavese fa i conti con le assenze
Il punto sugli indisponibili è dettagliato e fotografa un reparto che costringe lo staff a ragionare anche in prospettiva: "Peretti, forse da fine gennaio. Lamberti ha iniziato ad allenarsi con la squadra e potrebbe esserci a inizio del nuovo anno. Poi ci sono Munari, Ubaldi, Fornito, Natale. Loreto è fuori: ha preso una ginocchiata contro il Benevento e non è riuscito a recuperare. Luciani è squalificato". E il tema torna, perché le scelte non saranno solo "di modulo", ma anche di gestione dei minuti e delle energie. "In quest’ottica sto cercando di capire come coprire al meglio la partita. Abbiamo anche qualche acciacco che mi dà da pensare".
L'idea: compattezza e coraggio nei momenti chiave
Prosperi non si rifugia dietro schemi e numeri: mette al centro l’atteggiamento, i tempi della gara e la capacità di restare lucidi quando cambia il copione. "Al di là di modulo e interpreti, dobbiamo essere presenti quando c’è da difendersi, ma anche quando avremo la possibilità di far male e mettere in difficoltà l’avversario. Quando devi salvarti, sono questi gli ingredienti". E c’è una frase che suona come un patto con lo spogliatoio, nell’ultima fatica prima della pausa: "Nonostante i pronostici sfavorevoli, dobbiamo dare tutto per quest’ultimo sforzo dell’anno, poi ricaricare le batterie e prepararci a un ritorno che deve portarci dove vogliamo".
Il rispetto per il Cosenza: "qualità da Serie B"
Prosperi riconosce apertamente lo spessore dell’avversario, anche nella struttura della rosa: "I ragazzi conoscono il valore del Cosenza. Hanno 12-13 calciatori da livello delle squadre più forti, anche se non hanno la stessa profondità delle big. Ma parliamo di giocatori che hanno fatto la Serie B per anni". Infine, sulle scelte, il tecnico della Cavese non nasconde la complessità del momento: "Sono tanti i pensieri che sto facendo: non solo per l’aspetto tattico o per l’avversario, ma anche per come coprire tutta la partita, perché siamo un po’ corti".
Buscè: equilibrio ritrovato, ma emergenza e pragmatismo
Dall’altra parte Antonio Buscè, alla vigilia dell’ultima del 2025, parte dalla notizia più pesante: l’infortunio di Mazzocchi e l’allungarsi dei tempi. "Mi dispiace per Mazzocchi, nessuno avrebbe voluto una cosa del genere. L’idea era di tenerlo fermo circa venti giorni, ma gli esami hanno detto altro e i tempi saranno più lunghi. Gli ho detto di stare sereno: quando rientrerà avrà tempo e margine per rifarsi". E sul mercato/possibili rinforzi, Buscè non fa giri di parole: "Fiducia nella società per eventuali innesti? Assolutamente sì. Ho grande fiducia nella proprietà, mi sono confrontato con il presidente e c’è molta positività. Io da questo punto di vista sono tranquillo".
Formazione: continuità, qualche valutazione e l'incognita Ferrara
L’orientamento è chiaro: non stravolgere ciò che ha dato stabilità, pur lasciandosi una porta aperta a correzioni last minute. "Cercheremo di mettere in campo la squadra che ci dà più certezze. Non voglio cambiare quasi nulla: abbiamo trovato un equilibrio. Poi è normale che si possa ritoccare qualcosa all’ultimo o durante la gara". Sugli assenti e sui dubbi: "Qualcuno mancherà e stiamo valutando anche Ferrara, anche se credo non sarà disponibile. Abbiamo difficoltà, ma bisogna arrangiarsi: in una stagione il calcio ti porta anche queste situazioni".
Il messaggio: contano le prestazioni, non solo il risultato
Buscè insiste su un concetto che sembra diventato identità: leggere il percorso della squadra senza ridurre tutto al tabellino. "La partita la affronteremo a testa bassa. Ho visto un gruppo sereno, concentrato, ma anche col sorriso. Non sempre si ottiene quello che si cerca. Però bisogna dare valore alle prestazioni, altrimenti si giudica tutto solo dal risultato, ed è l’errore più grande". E aggiunge la sua griglia di valutazione: "Bisogna capire se una squadra ha identità, se è viva, se resta dentro la partita e reagisce anche quando soffre. Da questo punto di vista i ragazzi meritano solo elogi per quello che stanno facendo". Porta esempi concreti, tra ciò che è mancato e ciò che ha dato spinta: "Poteva arrivare qualche vittoria in più, penso alla gara di Foggia. A volte crei, ci provi, ma non porti a casa il massimo: il calcio è anche questo. L’ultima col Trapani, invece, è stata molto importante contro una squadra che poteva avere i nostri stessi punti. È la prova del lavoro fatto".
Infortuni, autocritica e punti lasciati per strada
C’è anche un passaggio di responsabilità personale, con la fotografia di una classifica che poteva essere più ricca. "Abbiamo avuto infortuni pesanti: Kourfalidis, Cimino e adesso Mazzocchi. E io per primo faccio mea culpa. Penso alle partite con Altamura, Sorrento e Potenza: per errori banali abbiamo preso gol evitabili". Il tecnico calabrese alza poi l’asticella del pragmatismo, soprattutto nei finali: "Quando non riesci a vincere, devi almeno puntare all’essenziale, perché anche un punto muove la classifica e a fine stagione può fare la differenza. Abbiamo buttato quattro o cinque punti in situazioni che avevamo sotto controllo. In certe partite, una palla in tribuna può essere la scelta migliore".
La città e l'appello: ""Marulla" pieno può cambiare tutto"
Buscè racconta un clima che sente crescere e prova a trasformarlo in energia da stadio: "In città incontro tante persone che vogliono tornare allo stadio. Questa gente non vede l’ora di tifare Cosenza: questi colori sono loro. I ragazzi stanno trascinando l’ambiente e questo mi rende ottimista". E sul girone di ritorno: "Sarebbe bellissimo vedere un Marulla pieno. Abbiamo ancora tutto il ritorno davanti e lì inizierà un altro campionato: l’appoggio della gente può fare la differenza".
"Cavese da affrontare con attenzione": rispetto totale
Chiusura dedicata proprio agli uomini di Prosperi, con un giudizio tecnico preciso: "Sto valutando due o tre situazioni di formazione, perché è fondamentale mantenere equilibrio dal primo all’ultimo minuto. E la Cavese è una squadra da affrontare con grande attenzione. Conosco bene l’allenatore e alcuni giocatori: è una squadra equilibrata, non fa risultati larghi ma non prende neppure sbandate pesanti. Può colpire in qualsiasi momento". L’ultima consegna alla squadra è netta: "Servono umiltà e sacrificio. Non bisogna guardare la classifica: ogni partita va preparata e giocata con la massima concentrazione".
Una sfida che chiude l'anno, ma apre il discorso salvezza
Cosenza-Cavese è l’ultima del 2025, ma è anche una partita che "parla" già di gennaio: gestione, tenuta mentale, dettagli. Prosperi cerca l’impresa con una rosa giovane e acciaccata, Buscé difende l’equilibrio trovato senza ignorare l’emergenza. Novanta minuti che, per entrambe, valgono come un esame: perché prima della pausa si può respirare, ma si può anche indirizzare il futuro.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.