

di Massimiliano Catapano
Due gare interne di fila, un solo punto: gli aquilotti (foto Lorenzo Giordano/Giuseppe Evaristo) sprecano un match point salvezza. Di seguito le pagelle della Cavese:
Boffelli 6 - Risposta parziale dopo l’incertezza della scorsa domenica: il rigore lo legge bene e lo respinge, ma la respinta corta diventa una mezza condanna perchè spalanca la strada al tap-in di Parigini. Nel complesso, però, resta lucido e dà sensazione di sicurezza quando chiamato in causa: l’altro intervento vero lo fa su punizione di Valente, gestito con attenzione. Non può fare miracoli se la palla resta viva in area dopo il penalty, ma su quel dettaglio di gestione del "secondo pallone" c’è ancora da limare.
Luciani 4,5 - Una di quelle giornate che capitano, sì, ma che in questa fase del campionato costano carissimo. Il tocco di mano che provoca il rigore è l’episodio che indirizza la partita e pesa come un macigno, poi nel secondo tempo arrivano altre incertezze, anche su giocate elementari, quasi come se avesse perso riferimenti e tempi. A completare il quadro, il giallo che lo costringerà a saltare la trasferta di Cosenza: doppia brutta notizia, tecnica e "logistica". La sosta più lunga prima di gennaio può diventare l’occasione giusta per ricaricare e ripartire con la testa libera.
Cionek 6 - Duello sporco, fisico, vero: contro Molina regge l’urto e gli concede il minimo sindacale, portandolo spesso lontano dai corridoi più pericolosi. Quando l’argentino riesce a creare qualcosa, è quasi sempre in situazioni in cui il polacco non lo ha in marcatura diretta o la squadra perde compattezza. Non è una prestazione appariscente, ma è ordinata e utile, di quelle che in certe partite tengono in piedi la struttura.
Nunziata 6 - Partita interpretata con il piglio giusto, con attenzione e presenza. Dopo l’episodio sfortunato di Caserta, dà segnali di solidità: Parigini è avversario scomodo, si muove, si accende a strappi, eppure Nunziata lo contiene per quanto possibile. Deve spendere un fallo al limite dell’area in un momento in cui il reparto vive un’incertezza generale: scelta "da difensore", magari non elegante, ma spesso necessaria.
Amerighi 6 - La solita prova generosa: corsa, sacrificio, presenza continua. In questa partita, però, il lavoro è più di contenimento che di spinta, perchè Valente dall’altra parte crea problemi e costringe a pensare prima a chiudere che ad attaccare. Non sempre pulitissimo nelle scelte finali, ma affidabile nell’atteggiamento e nella tenuta. (84’ Evangelisti sv)
Diarrassouba 5 - Tanta disponibilità e gamba, ma poca concretezza: si costruisce anche situazioni potenzialmente pericolose, però al momento della scelta - passaggio, dribbling, conclusione - spesso sbaglia tempo o soluzione. E in una partita bloccata, in cui ogni giocata "giusta" può fare la differenza, questi errori finiscono per spegnere due o tre azioni che meritavano un esito migliore. È uno di quei casi in cui la prestazione sembra piena, ma la sostanza resta leggera. (84’ Maiolo sv)
Awua 5,5 - Sente la mancanza di un vero compagno di reparto, anche perché il centrocampo oggi ha tratti più "adattati" che di ruolo. Prova a dare ordine, a schermare, a tenere la squadra in equilibrio, ma perde qualche pallone di troppo e in certi frangenti sembra predicare nel deserto. Si riscatta parzialmente a inizio ripresa, quando ha il merito di conquistare la punizione che porta al pareggio: episodio chiave, ma non basta per alzare davvero la valutazione.
Fella 5,5 - Ritrova la titolarità dopo oltre due mesi e cerca di trasmettere energia: si muove tanto, prova a cucire, a dare la carica, ma in zona offensiva incide poco e quasi mai riesce a trasformare il movimento in pericolosità. È un rientro che va letto anche come percorso: la volontà c’è, l’impatto non ancora. Per sbloccarsi gli serve un episodio "buono", uno di quelli che cambiano l’inerzia personale. (60’ Sorrentino 5,5: entra e qualcosa crea. Una conclusione che esce di poco, un paio di situazioni interessanti e poi l’ultima palla del possibile 2-1 sparata alta da posizione defilata. Forse, per caratteristiche, sarebbe stato più utile dall’inizio, ma anche a gara in corso porta movimento).
Macchi 5,5 - Rientro nell’undici dopo l’infortunio di Foggia: partita di applicazione, più difensiva che offensiva, perchè la gara chiede coperture e letture prima ancora di strappi. Si vede a tratti, ma senza lasciare tracce vere negli ultimi metri: tenta di proporsi, però combina poco in termini di qualità finale. (60’ Loreto 6: entra con un compito chiaro e lo svolge bene. Porta ordine sulla fascia mancina, dà tranquillità e contribuisce a limitare la zona in cui Parigini aveva creato più fastidi. Scelta funzionale).
Orlando 6,5 - È l’ago della bilancia: anche quando non sembra nella sua giornata migliore, trova comunque il modo di spostare la partita. Prima offre una palla invitante a Fusco, su cui Farroni fa un intervento determinante; poi, nella ripresa, disegna la punizione dell’1-1, imparabile. È un leader tecnico e mentale: nel contesto attuale, la Cavese ha bisogno che la sua qualità resti costante perché è una delle poche certezze capaci di cambiare il destino di una gara con una giocata.
Fusco 5,5 - Ha una chance vera, quella di testa: impatta bene, gira con forza, ma trova un Farroni in versione "muro" che gli nega il goal. Per il resto, però, resta troppo spento, poco dentro la partita, con poche tracce in fase di partecipazione e quasi nessuna presenza nelle zone calde. In gare così serve più cattiveria agonistica e più continuità di pressione. (60’ Guida 5: occasione che doveva essere un trampolino e invece resta un passaggio a vuoto. Non entra davvero in partita, si vede pochissimo; solo nel finale conquista una punizione, ma è troppo poco per lasciare un segno).
All.: Prosperi 5,5 - Dopo Latina, un’altra gara interna in cui la Cavese non riesce a giocare ai propri standard e soffre un Siracusa più "dentro" la partita per larghi tratti. Le scelte iniziali non pagano fino in fondo: Fusco preferito a Sorrentino non dà l’impatto sperato, e il centrocampo con soluzioni più offensive (Fella e Diarrassouba) finisce per perdere equilibrio e densità nei momenti chiave. Il dato che preoccupa è il trend: a un turno dal giro di boa, la Cavese non ha ancora trovato la vittoria negli scontri diretti salvezza. Da gennaio in poi quel registro va cambiato, perchè il girone di ritorno non perdona. La Cavese, adesso, è chiamata a chiudere il 2025 con l’ultima gara del girone d’andata: trasferta contro il Cosenza al "San Vito-Gigi Marulla". E lì, oltre al risultato, servirà anche un segnale: perché nella corsa salvezza, chi sbaglia ripetutamente i "match point" finisce per pagare il conto quando il campionato entra nella sua fase più feroce.
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