

di Massimiliano Catapano
C’è un momento in cui una diagnosi smette di essere soltanto una parola clinica e diventa un prima e un dopo nella vita di una persona. È da questa consapevolezza - maturata ogni giorno nel lavoro della Senologia Diagnostica e Interventistica - che nasce "PRAESENTIA", la nuova mostra fotografica promossa dall’Azienda Ospedaliero Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno. L’inaugurazione è fissata per mercoledì 17 dicembre 2025, alle ore 10.00, presso il reparto di Senologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria. Per l’occasione, gli spazi clinici cambiano pelle e si trasformano in luoghi narrativi: un ambiente di cura che diventa anche un’esperienza visiva ed emotiva, capace di rimettere al centro la persona, oltre la malattia. Il progetto nasce da un’idea della dr.ssa Roberta Buonocore ed è realizzato con il supporto dell’Associazione Angela Serra, in collaborazione con Silvio Ferro (fotografia), Teodora Malavenda (coordinamento del progetto), Antonio Monizzi (storytelling e testi) e Dimensione Pubblicità.
Il cuore della mostra sono le dieci fotografie esposte - nove donne e un uomo - immagini che non cercano pietà, ma riconoscimento. Scatti che parlano di fiducia, di rinascita, di speranza. E soprattutto di dignità: quella che spesso resta in silenzio dietro una ferita, una cicatrice, un percorso affrontato senza clamore. "PRAESENTIA" dà voce al dolore, ma anche alla forza che può nascere dalla sofferenza. Il messaggio, sottile eppure netto, è racchiuso in un’idea semplice: la malattia non definisce, semmai trasforma. E allora diventa necessario uscire dalla logica del nascondersi per entrare in quella del raccontarsi, perchè anche questo è cura: essere visti, ascoltati, riconosciuti. La mostra, inoltre, rappresenta il primo capitolo di un percorso più ampio, destinato a proseguire fino a una successiva produzione teatrale, con l’obiettivo di trasformare la fragilità in voce, gesto e presenza scenica. Un progetto che allarga l’orizzonte: dalla clinica alla dimensione umana, dalla terapia all’ascolto, dal referto alla storia personale.
In questa direzione, l’AOU "Ruggi" ribadisce il proprio impegno nel promuovere una cultura della cura che sappia integrare assistenza sanitaria, attenzione e sensibilità verso la dimensione umana della malattia. Lo sottolinea anche il direttore generale Ciro Verdoliva, nella dichiarazione diffusa dall’Azienda: "PRAESENTIA esprime una visione della sanità che mette al centro la persona oltre la malattia. Trasformare un reparto ospedaliero in uno spazio di racconto e umanità significa ribadire che la cura è anche ascolto, dignità e consapevolezza. Come AOU Ruggi, sosteniamo con convinzione iniziative che uniscono eccellenza clinica e attenzione profonda alla dimensione umana del paziente". "PRAESENTIA" non è soltanto una mostra: è un invito a guardare meglio. A vedere, dentro la cicatrice, non un segno da cancellare, ma un passaggio che racconta resistenza, coraggio e vita.
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