

Il mondo dello sport piange la scomparsa di Stefano 'Tete' Pozzi, bandiera della Pallanuoto a Como prima da giocatore poi da allenatore della squadra femminile trascinata fino alla massima serie con conseguente salvezza. Il 59enne prof. di educazione fisica, stava combattendo da due anni contro una malattia che non gli ha lasciato scampo. Ha cresciuto generazioni di campioni, poi la decisione nel 2022 di passare alla Pallavolo diventando team manager e coordinatore del settore giovanile del Pool. Libertas Cantù. Una persona poliedrica, spinta dalla passione viscerale per il mondo dello sport, pronto a veicolare messaggi positivi ed educativi per i giovani ma soprattutto molto attento anche agli aspetti solidali e sociali, da sempre vicino alle attività paralimpiche. I social nelle ultime ore sono inondati da foto e post commemorativi del tecnico che lascia una moglie e due figlie.
L'allenatrice della pluridecorata compagine paralimpica della RN Florentia Laura Perego, ex portiere della prima squadra gigliata e reduce dall'esperienza di Malta, lo ricorda commossa: "Mi hai insegnato più di quanto credi, ma più di tutto quanto è importante il significato di squadra e quanto è importante sorridere di ciò che abbiamo. Resti comunque presente nel modo in cui ogni giorno vado a bordo vasca. Grazie di tutto, Tete, sarai sempre presente". Particolarmente significativo anche il commiato di Simona Pantalone, a lungo massimo dirigente della Waterpolo Ability: "Ciao Tete, e grazie. Ci sono persone che non si limitano a "dare una mano", ma che reggono un sogno quando rischia di cadere. Tete Pozzi è stato una di queste persone, Tete ha scelto di esserci. Non per dovere, non per visibilità, ma per convinzione, entusiasmo e coraggio".
Il ricordo continua: "Nel 2017, quando la WPA si costituì ufficialmente e venne avviato il lavoro tecnico per dare finalmente regole, struttura alla disciplina, Tete accettò il mio invito e mise a disposizione le sue competenze, la sua esperienza e il suo cuore, contribuendo in modo determinante alla stesura del primo regolamento della Pallanuoto Paralimpica riconosciuta successivamente dalla FINP. Senza di lui e senza altri coach, atleti e arbitri della pallanuoto "normo" che hanno creduto davvero nel progetto probabilmente oggi non parleremmo di un movimento vivo, riconosciuto e in crescita anche all'estero. Ma senza il suo entusiasmo contagioso, senza quella capacità rara di unire le persone e di guardare oltre i limiti, quel percorso non avrebbe mai ripreso slancio. Per molti ragazzi e ragazze, Tete è stato molto più di un allenatore: è stato colui che ha acceso una passione. Per la mia Greta, è stato anche un coach speciale... E soprattutto un uomo buono, sempre disponibile".
Infine: "Ha lottato fino alla fine, con la stessa forza con cui ha sempre creduto negli altri. Tete non se ne va davvero. Resta in ogni allenamento, in ogni partita, in ogni sorriso di chi ha scoperto la pallanuoto grazie a lui. Resta nella storia della mia Waterpolo Ability. Resta nel cuore di chi lo ha conosciuto. Grazie Tete. Ti ricorderemo con amore e gratitudine per sempre". Alla famiglia Pozzi, al Como Nuoto e alla Libertas Cantù le più sentite condoglianze della nostra Redazione.
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