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Salernitana, Raffaele esulta dopo il blitz a Picerno: "Tre punti pesantissimi, reazione vera e gruppo che non si arrende mai"

13/12/2025

di Massimiliano Catapano

La Salernitana torna a respirare con una vittoria di misura contro il Picerno, arrivata in un momento delicato e dal valore che va oltre il risultato. In conferenza stampa Giuseppe Raffaele (foto Us Salernitana) non nasconde il significato del successo: "È una vittoria dal peso enorme: i tre punti sono arrivati nel periodo più difficile, soprattutto guardando i risultati delle ultime settimane. Per come abbiamo interpretato la gara, sarebbe stato incredibile non portarli a casa". Il tecnico della Bersagliera ripercorre l’andamento del match mettendo l’accento sulle occasioni create: "Nel primo tempo abbiamo prodotto tre o quattro palle gol nitide, e ne ricordo un’altra con Liguori praticamente a porta spalancata. Poi, negli ultimi quindici minuti della prima frazione, abbiamo sofferto qualche ripartenza del Picerno e ci siamo un po' contratti". Un passaggio chiave, secondo Raffaele, è legato al contesto e al colpo incassato: "Questo è un campo che può metterti davvero in difficoltà. E quando abbiamo subito la rete è scattato esattamente ciò che avevo chiesto ai ragazzi durante la settimana: serve personalità, perchè segnare e vincere qui ha un peso psicologico enorme".

Da quel momento, la squadra ha cambiato passo e, per l’allenatore, il segnale più forte è stato proprio l’atteggiamento: "La vittoria racconta una cosa chiara: questo è un gruppo che non molla mai e che fino all’ultimo va a cercare il successo. Tolta la partita di Benevento, abbiamo sempre dato la sensazione di voler portare dalla nostra parte le sfide". E sul periodo recente, Raffaele legge anche un filo conduttore: "In un campionato ci sono fasi in cui raccogli meno di quanto meriteresti. A Benevento, ad esempio, avevamo fatto bene per la prima mezz’ora. E anche col Trapani, per quanto mi riguarda, meritavamo di vincere. Ci sono passaggi obbligati che ti fanno capire di che pasta sei fatto, ti costruiscono la personalità". Nel suo intervento, il tecnico sottolinea anche l’importanza di lavorare su più soluzioni tattiche: "Per me è una risorsa poter preparare anche un altro modulo. Devi diventare imprevedibile, soprattutto nell’uno contro uno. Se hai un sistema di gioco consolidato e ne alleni un altro, alla lunga sei avvantaggiato".

Un concetto che si intreccia con la gestione della partita e dei cambi, spiegata senza giri di parole quando gli viene chiesto dell’ingresso di Ferraris al 53’: "Dopo otto minuti del secondo tempo ho deciso di inserirlo, perchè in quel momento preferivo prendere campo con centrocampisti ed esterni. Però sapevo che, per incidere davvero, mi sarebbe servita una sottopunta oppure l’idea di affiancare Ferrari e Ferraris. Non volevo sbilanciarmi subito: le ripartenze le abbiamo pagate parecchio quest’anno. Quando ho visto la squadra in controllo e con predominio, allora ho scelto di farlo: prima dovevo consolidare l’equilibrio, poi inserire peso offensivo". A cambiare l’inerzia, nella ripresa, ci ha pensato anche Achik. Raffaele affronta il tema senza banalizzare: "Si dice spesso che è uno che cambia le partite, ma ha giocato anche dall’inizio in altre occasioni. Sembra tutto facile dall’esterno, e si pensa che io cambi sempre. La verità è che ho due o tre giocatori che da settimane stringono i denti e vanno in campo comunque, cercando di dare tutto. Proprio per questo abbiamo cambiato sistema: dobbiamo sfruttare al massimo le caratteristiche che abbiamo". E sul senso dei cinque cambi, il tecnico è netto: "Con questa possibilità di incidere, le rimonte non sono un caso. Stiamo lavorando per avere una personalità forte, indipendentemente dallo stile di gioco e dall’assetto".

Non manca, poi, una riflessione sul rendimento complessivo e sui rimpianti: "C’è rammarico, perchè ultimamente avremmo meritato di vincere più partite. Dobbiamo restare tutti sul pezzo. Io l’ho detto anche dopo alcune vittorie importanti: arriveranno momenti così, e lì vedi la forza vera di una squadra. Tutti stanno provando a dare il massimo per questa maglia, e questo successo ci farà bene: alzerà il morale". Altro capitolo centrale è quello delle occasioni non concretizzate, tema ricorrente nella lettura dell’allenatore: "Dietro abbiamo avuto qualche problema nelle ultime uscite. Oggi Longobardi ci ha dato una mano preziosa, arrivando anche a fare il quarto. Noi abbiamo una vocazione offensiva, ma stiamo raccogliendo meno di ciò che creiamo. Dobbiamo attaccare lo spazio con più ferocia e diventare più determinanti quando calciamo: oggi ci sono state tante situazioni che andavano chiuse meglio". Sul fronte infermeria, Raffaele fa il punto con chiarezza: "Martedì Inglese farà un esame specifico. Anche lui, come altri, ha giocato stringendo i denti. Durante la settimana si sono fermati Coppolaro e Varone".

Infine, ai microfoni di LiraTv, il tecnico torna sulla fotografia emotiva della gara e sulla gestione del momento: "Siamo andati sotto a fine primo tempo, sembrava davvero una porta stregata, ma nel secondo siamo riusciti a ribaltarla. Potevamo segnare di più, però la vittoria è meritata: a volte la palla non vuole entrare, poi trovi il guizzo. Ho visto la squadra voler vincere fino alla fine: è un successo cercato, voluto, e soprattutto importante". Raffaele non nasconde qualche dettaglio da rivedere: "Ci sono aspetti della partita che devo analizzare, anche perché sul gol subito il gioco si era praticamente fermato". Ma il messaggio conclusivo resta una conferma di fiducia: "Nel secondo tempo abbiamo assaltato il fortino, abbiamo giocato un ottimo calcio e sono contento, perché venivamo da gare in cui non avevamo ottenuto quello che meritavamo. Al netto delle assenze, la squadra ha risposto".

Nella sua analisi rientrano anche scelte legate alle caratteristiche del campo e degli interpreti: "Quirini aveva frequenza e forza nelle gambe, e sul sintetico poteva darci ritmo in mezzo. In settimana aveva lavorato bene. Nella ripresa Achik e Liguori ci hanno dato una mano, mentre Ferraris e Ferrari hanno tenuto impegnati i loro centrali". E sul piano personale, Raffaele rivendica serenità e convinzione anche nei giorni più complicati: "Ho vissuto alla grande questo momento particolare, perchè sapevo che i ragazzi stavano facendo il loro dovere. In un campionato certe fasi possono capitare, e sono proprio queste che ti fanno vedere quanto è forte una squadra". Una vittoria che va letta oltre il punteggio: la Salernitana non solo ritrova i tre punti, ma riafferma identità, carattere e capacità di reagire nei momenti di difficoltà. In un campionato che mette continuamente alla prova equilibrio e nervi, successi così diventano mattoni fondamentali su cui costruire continuità e ambizione.

Redazione Sport - Salernitana -

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