

di Massimiliano Catapano
Non ha vinto il calcio domenica 7 dicembre 2025 allo stadio di Palomonte. Quella che sulla carta doveva essere una semplice gara di Prima Categoria tra Sporting Club Palomonte e Club Serre Calcio, finita 3-3, si è trasformata in una delle pagine più buie dell’intero campionato: una serie di episodi violenti che hanno coinvolto dirigenti, calciatori e persino il pubblico, costringendo il Giudice Sportivo Territoriale a decisioni senza precedenti per gravità e portata.
Dalla tensione sugli spalti alla rissa negli spogliatoi
Secondo quanto ricostruito nel comunicato ufficiale della Figc Campania, tutto sarebbe iniziato al triplice fischio. Il dirigente del Palomonte, Alfonso Bovino, dopo un acceso scambio verbale con alcuni tifosi, avrebbe perso la calma tentando persino di scavalcare la recinzione per raggiungere gli spalti. Un gesto folle, sventato solo grazie all’intervento dei suoi stessi tesserati. La situazione, già tesa, è esplosa definitivamente all’ingresso degli spogliatoi, dove si è creata una calca difficile da contenere. Nel caos generale - tra chi cercava di dividere e chi invece alimentava lo scontro - è stata lanciata una bottiglia di vetro proveniente dallo spogliatoio ospite. L’oggetto si è frantumato al suolo senza colpire nessuno, ma il gesto ha contribuito ad accendere ulteriormente un clima già rovente.
Il colpo al volto e i soccorsi
Quando sembrava che gli animi si fossero momentaneamente placati, la violenza è tornata a esplodere. Attirato dalle urla, l’arbitro è uscito dal proprio spogliatoio assistendo in diretta a una nuova discussione. In quel frangente un tesserato del Serre ha perso completamente il controllo: secondo il referto, ha colpito Bovino con due schiaffi violenti, facendolo crollare a terra. Il numero 20 del Palomonte ha tentato a sua volta di reagire, ma è stato immediatamente trattenuto dai compagni. Il dirigente colpito è rimasto a terra per circa un quarto d’ora, lamentando forti dolori al volto, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza che lo ha poi condotto in ospedale.
Le reazioni
Il Club Serre Calcio intende esprimere la propria posizione in merito agli episodi verificatisi al termine della gara contro lo Sporting Palomonte. La società condanna fermamente ogni forma di violenza, fisica o verbale, dentro e fuori dal campo. Il calcio deve essere un momento di sport, rispetto e condivisione, valori che il nostro club promuove da sempre e che continuerà a difendere con determinazione. Confidiamo che gli organi competenti facciano piena luce su quanto accaduto e ribadiamo la nostra collaborazione affinchè situazioni del genere non si ripetano. Il Club Serre Calcio continuerà a impegnarsi per garantire un ambiente sano, corretto e sicuro per atleti, tifosi e tutte le persone coinvolte nelle attività sportive. Diversi tesserati gialloblu riconoscono i disordini ma credono che i fatti siano stati ingigantiti dai social.
La società Sporting Club Palomonte desidera fornire una precisazione in merito agli spiacevoli episodi verificatisi sul campo di Palomonte al termine della gara contro il Club Serre. "Sulla base di quanto rilevato dai nostri tesserati e dal personale presente, la nostra società si ritiene parte lesa rispetto ai fatti accaduti dopo il triplice fischio. - si legge nella nota - Gli episodi poco edificanti che hanno seguito la conclusione dell’incontro sono scaturiti dall’aggressione subita da un nostro dirigente da parte di un calciatore della squadra ospite. Il dirigente ha riportato traumi tali da richiedere l’intervento dell’ambulanza e le cure dei sanitari, con una prognosi di 10 giorni. Desideriamo inoltre sottolineare che il direttore di gara ha potuto osservare direttamente quanto avvenuto e ha provveduto a riportare i fatti nel proprio referto. Confidiamo che la Giustizia Sportiva possa adottare i provvedimenti ritenuti opportuni nei confronti di chi ha generato episodi che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport, che per noi rimangono un riferimento imprescindibile. Rinnoviamo con fermezza il nostro messaggio: No alla VIOLENZA dentro e fuori dal terreno di gioco!".
La sentenza: sanzioni durissime
Di fronte a un quadro definito "estremamente grave", il Giudice Sportivo ha scelto la linea più severa possibile. Alfonso Bovino (dirigente Palomonte): inibito fino al 31 marzo 2026 per avere tentato di scavalcare la recinzione e per il comportamento ritenuto fortemente provocatorio. Un calciatore del Serre squalificato fino al 30 agosto 2026 per l’aggressione ai danni del dirigente avversario, uno dello Sportin per quattro turni per aver partecipato alla rissa. Ammende alle società: 250 euro allo Sporting Club Palomonte, 400 euro al Club Serre Calcio per responsabilità oggettiva. Il provvedimento più simbolico è però un altro: la gara di ritorno si giocherà a porte chiuse, con la presenza obbligatoria di due commissari di campo. Le spese relative ricadranno interamente sui due club.
Un campionato che chiede rispetto
Il referto arbitrale parla di "scene difficili da leggere e ancor più da accettare", sottolineando come, nella confusione totale, fosse complicato distinguere chi stesse provando a sedare la lite e chi invece alimentava l’escalation. Una fotografia amara che riporta al centro un tema fondamentale: la tutela degli impianti sportivi e il rispetto reciproco, senza i quali nessuna partita può definirsi tale. La speranza, ora, è che questo episodio rappresenti un punto di svolta. Perchè una domenica come quella di Palomonte, dopo i fatti di Battipaglia e altre maxi squalifiche nei campionati giovanili. non può e non deve più ripetersi.
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