

di Massimiliano Catapano
Due appuntamenti di livello internazionale consolidano ulteriormente il prestigio della Chirurgia Generale e d’Urgenza del Presidio Ospedaliero "G. Fucito", parte integrante dell’Azienda Ospedaliero Universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona". L’équipe diretta dal professor Umberto Bracale ha infatti preso parte da protagonista al progetto formativo "Doors to the Future" e al 36° Congresso Internazionale dell’Apparato Digerente, due momenti che hanno acceso i riflettori sul valore clinico, scientifico e didattico della scuola chirurgica salernitana. Il primo appuntamento, ospitato presso la UOC di Chirurgia Generale dell’AOU Luigi Vanvitelli di Napoli diretta dal professor Ludovico Docimo, rientra in un percorso di crescita condiviso nato dalla collaborazione tra Società Italiana di Chirurgia (SIC), Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI) e Johnson & Johnson MedTech Italia.
L’iniziativa prevede un modello formativo basato sulla live surgery, pensato per un pubblico composto da giovani specializzandi e chirurghi esperti. Il progetto ha messo in rete i principali specialisti italiani in chirurgia colorettale, attraverso sessioni dedicate, discussioni di casi reali, lezioni frontali e interventi chirurgici in diretta, con tutor presenti in sala operatoria pronti a sottolineare criticità, soluzioni e scelte tecniche. La seconda tappa di questo percorso è arrivata pochi giorni dopo, con la presenza del "Fucito" al 36° Congresso Internazionale dell’Apparato Digerente, uno degli eventi di maggiore rilevanza planetaria nel settore. La manifestazione ha permesso di seguire in simultanea oltre 100 interventi chirurgici, trasmessi da dieci diverse sale operatorie distribuite in vari Paesi – tra cui Lussemburgo, Cina e Spagna – garantendo un’interazione costante tra chi operava e chi seguiva da remoto.
I numeri parlano da soli: 1.400 partecipanti in presenza, 4.000 collegamenti dall’Italia e 3 milioni di accessi dalla Cina. In questo contesto, il professor Bracale ha eseguito tre procedure laparoscopiche di grande complessità: una emicolectomia sinistra per neoplasia e due interventi di ricostruzione della parete addominale per ernie complesse. "La chirurgia in diretta, quando gestita con rigore e accompagnata da tutor esperti, diventa uno strumento didattico potentissimo. - spiega Bracale - Permette di mettere in evidenza le specificità di ogni caso e offre ai colleghi la possibilità di osservare da vicino scelte tecniche che, nel lavoro quotidiano, fanno davvero la differenza". Le domande, i commenti e i feedback arrivati da ogni parte del mondo hanno reso l’intervento un laboratorio aperto, dinamico, capace di generare nuove idee e collaborazioni future. Un risultato che il direttore generale Ciro Verdoliva ha voluto commentare con parole nette: "Ancora una volta - afferma Verdoliva - la nostra Azienda si conferma un polo di eccellenza chirurgica e formativa. Questi appuntamenti non sono soltanto vetrine prestigiose, ma veri investimenti sulla qualità delle cure offerte ai cittadini. La live surgery, il confronto con i migliori centri italiani e internazionali, la capacità di attrarre professionisti di alto profilo e di gestire casi clinici complessi dimostrano che la nostra sanità pubblica è viva, moderna, in crescita, e mantiene sempre il paziente al centro".
I due traguardi raggiunti non rappresentano solo un motivo d’orgoglio per la Chirurgia del "Fucito", ma indicano anche una direzione chiara: formazione continua, apertura al confronto internazionale e crescita culturale dell’intero sistema sanitario. Il coinvolgimento di migliaia di professionisti collegati dall’Italia e dall’estero, unitamente all’altissimo livello scientifico degli interventi mostrati, conferma che la chirurgia salernitana sta occupando un ruolo sempre più stabile nello scenario medico europeo e mondiale. La partecipazione intensiva ai progetti di live surgery e ai congressi internazionali non è solo un premio al lavoro svolto, ma un investimento sul futuro, un modo per portare nelle sale operatorie dell’AOU "Ruggi" tecniche, approcci e conoscenze che ricadono immediatamente sulla cura dei pazienti. Un percorso in cui - come ricordato da Verdoliva - conta il prestigio, certo, ma ancora di più la capacità di trasformare ogni esperienza in crescita reale per professionisti, strutture e comunità sanitaria. La Chirurgia del "Fucito" torna dunque da questi appuntamenti non solo con riconoscimenti, ma con un patrimonio di sapere e prospettive che rafforza la sua missione: innovare per curare meglio.
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