

di Massimiliano Catapano
La partita che avrebbe dovuto essere una semplice tappa nel percorso di crescita di tanti ragazzi si è trasformata in un doloroso campanello d’allarme per tutto il movimento giovanile. Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 12.00, sul terreno dell’impianto sportivo "Santa Maria della Speranza" di Battipaglia, si è giocata la sfida del campionato Under 16 Regionale - girone F tra Scuola Calcio Spes e Nocera Soccer. Una gara che, sul piano sportivo, vedeva i padroni di casa avanti 4-1, ma che sarà ricordata soprattutto per un grave episodio di violenza ai danni di un minorenne. Al 15' del secondo tempo, infatti, mentre il punteggio sorrideva alla Spes, un giovane calciatore della squadra di Battipaglia è stato raggiunto e aggredito da alcuni avversari. Non un contrasto di gioco, non un intervento duro ma fortuito: il ragazzo sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa, in assenza di qualunque azione regolare, in un contesto che nulla aveva più a che fare con la competizione sportiva. Nel tentativo di difendere il compagno e riportare serenità, diversi ragazzi della Spes sono intervenuti per separarli e calmare gli animi. Quel gesto di istintiva protezione, però, ha finito per alimentare ulteriormente il caos: anche altri calciatori sono stati spintonati e colpiti, in una spirale di tensione che ha improvvisamente cancellato il senso di una partita giovanile.
Le conseguenze non si sono fermate al campo. Il giovane atleta aggredito è stato trasportato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno riscontrato lesioni tali da comportare una prognosi di 7 giorni. Un dato che certifica, nero su bianco, la gravità di quanto accaduto. A rendere il quadro ancora più preoccupante è stato il comportamento di alcuni adulti riconducibili alla squadra ospite. Dal settore riservato alla tifoseria del Nocera Soccer, alcuni genitori/adulti avrebbero abbandonato gli spalti e invaso il terreno di gioco, contribuendo a incrementare confusione e tensione proprio nel momento in cui sarebbe stato fondamentale rappresentare un argine, una guida, un esempio. Invece di proteggere i ragazzi, di aiutarli a ritrovare calma e misura, certi comportamenti finiscono per alimentare un clima già esasperato. Nel suo comunicato ufficiale, la Scuola Calcio Spes usa parole chiare e nette: la società condanna senza esitazioni ogni forma di violenza, fisica e verbale, ma va oltre, puntando il dito contro la responsabilità degli adulti. Il club sottolinea come sia particolarmente grave quando a perdere il controllo non sono i ragazzi, ma chi dovrebbe educarli: genitori, accompagnatori, figure di riferimento che, dimenticando il proprio ruolo, diventano protagonisti di atteggiamenti capaci di minare la fiducia e spegnere l’entusiasmo dei giovani calciatori.
Il messaggio è inequivocabile: il calcio giovanile non può perdere la propria anima educativa. La Spes ricorda che un settore come l’Under 16 deve rappresentare prima di tutto un percorso di formazione, in cui si imparano rispetto, amicizia, collaborazione, e in cui la vittoria o la sconfitta restano solo dettagli rispetto ai valori trasmessi. Nessun risultato, nessun gol, nessuna classifica - si sottolinea - può giustificare il sacrificio di quei principi che danno senso a questo gioco. La società di Battipaglia rivendica con forza la propria identità: da sempre, la missione della Spes è quella di far crescere ragazzi leali, solidali, responsabili, consapevoli che lo sport non è solo competizione ma anche e soprattutto scuola di vita e comunità. Il campo, nelle intenzioni del club, deve rimanere uno spazio in cui ci si sente al sicuro, sostenuti e accompagnati nel proprio percorso umano prima ancora che sportivo. Non pervenute al momento replice da parte del sodalizio rossonero.
Proprio per questo, il comunicato si chiude con un appello che non riguarda soltanto chi era presente domenica a Battipaglia, ma l’intero mondo del calcio giovanile: genitori, tecnici, dirigenti, tifosi sono chiamati tutti a una riflessione profonda. La Spes chiede di tornare a essere "testimoni di serenità e rispetto", affinchè ogni campo torni a rappresentare per i ragazzi un luogo di gioia, sicurezza e speranza, non un teatro di tensioni e paure. È una richiesta di responsabilità collettiva, che parte da un episodio concreto - la gara Spes–Nocera Soccer del 7 dicembre 2025 - ma ambisce a diventare un monito generale: se i più grandi perdono la rotta, a pagare sono sempre i più piccoli.
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