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Scommesse illegali, maxi-retata tra Salerno, Angri e Scafati: tre arresti, 21 indagati e un sistema clandestino capace di muovere milioni

08/12/2025

di Massimiliano Catapano

È un mosaico complesso e ramificato quello ricostruito dai Carabinieri di Salerno, Napoli e Foggia nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia salernitana (pm Rocco Alfano), che ha portato all’arresto di tre persone, a 21 indagati complessivi e al sequestro di beni e contanti per oltre mezzo milione di euro. Una maxi-operazione contro le scommesse online abusive che, secondo gli investigatori, avrebbe movimentato milioni di euro attraverso piattaforme clandestine e sistemi tecnologici capaci di aggirare i controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In carcere sono finiti Domenico Chiavazzo, 49 anni di Angri, figura già nota alle cronache per essere sopravvissuto a un attentato dinamitardo e a un tentato omicidio ad Angri negli anni scorsi, e Paolo Memoli, 41enne salernitano classe 1984. Ai domiciliari invece è stato sottoposto Giovanni Petruzzellis, 48 anni, originario di San Severo nel foggiano.

Il quadro tracciato dagli inquirenti è quello di un’organizzazione strutturata secondo uno schema piramidale, capace di gestire un giro d’affari stimato in quasi 30 milioni di euro - di cui circa cinque mai dichiarati - e di rialimentare il circuito criminale attraverso attività di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Per l’attività di gioco illegale online, gli inquirenti hanno contestato anche l'aggravante dell’agevolazione al clan dei Casalesi, fazione Schiavone. Non solo. Tra le carte emergono anche contatti e interessi attribuiti a gruppi di peso nazionale come il clan Ercolano-Santapaola di Cosa Nostra e la cosca Arena-Nicoscia della ’ndrangheta, segno di un sistema che aveva superato i confini locali per inserirsi in dinamiche criminali ben più ampie.

Il cuore dell'operazione: la piattaforma "Lireservice" e il circuito dei Totem

L’indagine è partita da un collaboratore di giustizia a Bologna e ha permesso di ricostruire il funzionamento di "Lireservice", una piattaforma di gaming online illegale che rendeva disponibili scommesse sportive e giochi vietati mediante l’installazione di apparecchiature denominate Totem. Si trattava di veri e propri terminali informatici collegati a una "piattaforma madre" posta sotto il controllo degli indagati. Questi dispositivi, collocati in bar, esercizi commerciali e attività sparse su tutto il territorio nazionale, consentivano l’accesso a siti esteri oscurati in Italia e privi di concessione AAMS. Un sistema parallelo a quello ufficiale, apparentemente innocuo, ma in grado di incanalare flussi di denaro enormi senza alcun tracciamento, violando i limiti imposti per le puntate e le vincite. I proventi, raccolti in contanti o attraverso carte ricaricabili, venivano poi reindirizzati verso il vertice della piramide.

Sequestri e società di copertura

Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria ha interessato società e attività commerciali in diverse città della Campania: una a Scafati, tre a Pompei, due a Sarno, due a Nocera Inferiore, una a Salerno e un’altra a Gragnano. Bloccate anche due auto di lusso - un’Audi Q8 e una Porsche Cayenne - oltre a immobili, cooperative e ulteriori società considerate strumenti per riciclare capitali e reimpiegare liquidità nel settore immobiliare. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione guidata da Chiavazzo si sarebbe avvalsa di società cartiere e prestanomi, costruendo una rete capace di schermare la reale provenienza del denaro e occultare i movimenti dei flussi finanziari.

Gli indagati

Sono complessivamente ventuno i soggetti sotto indagine: Salvatore Buontempo (Gragnano), Antonio Cavaliere (Salerno), Antonio Coppola (Sarno), Edoardo De Prisco (Scafati), Luca e Vincenzo De Virgilio (Pagani), Luca Di Maio (Nocera Inferiore), Carmine Di Tommaso (Gragnano), Catello Fontanella (Sant’Antonio Abate), Gianluca Hassan (Pompei), Giuseppe Inserra (Castellammare di Stabia), Manolo Martinez (Napoli), Adele Montella (San Paolo Bel Sito), Massimiliano Montella (Pompei), Gennaro Nappi (Pompei), Carla Novi (Nocera Inferiore), Alberto Puolo (Nocera Inferiore), Enzo Ruggiero (Nocera Inferiore). Tutti dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo del gioco online e alla raccolta di scommesse illegali, oltre che di presunti reati fiscali, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Un'indagine che apre scenari inquietanti

La maxi-operazione, culminata nell’esecuzione delle misure cautelari emesse dal gip, conferma quanto il settore delle scommesse - soprattutto quelle online - resti un terreno fertile per le organizzazioni criminali, che ne sfruttano la capacità di generare denaro liquido e immediato. La vicenda mette in luce una struttura moderna, tecnologicamente avanzata e perfettamente inserita nel tessuto economico dei territori coinvolti. Un intreccio di interessi, clan e denaro che racconta ancora una volta quanto la criminalità organizzata sappia evolversi, adattarsi e sfruttare ogni spazio lasciato scoperto dai sistemi di controllo. L’indagine della DDA salernitana rappresenta, in questo contesto, un colpo significativo a un meccanismo che per anni avrebbe drenato milioni aggirando completamente lo Stato.

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